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“Isolate quello scimpanzè”, bufera su prof di sostegno a Spoleto. Spuntano anche post no vax

L'incredibile episodio in una scuola media. Il ragazzino è figlio di una coppia di origine marocchina che vive da 30 anni in Italia

SPOLETO – Polemica aperta a Spoleto con l’Umbria nuovamente sulle cronache nazionali per una frase a sfondo razzista che secondo quanto emerge sarebbe stata pronunciata da una insegnante di sostegno agli alunni riferendosi ad un ragazzino di 13 anni di origine marocchina: “Bisogna isolare quello scimpanzè, non dovete parlare con lui”.

Attesa Il bambino secondo quanto emerge sarebbe figlio di una coppia in Italia da oltre 30 anni – il padre  ha giocato come atleta professionista – e oltretutto non sarebbe stato presente in aula. L’episodio sarebbe avvenuto ad ottobre, ma denunciato solo ora dal Padre che nel frattempo è andato dai Carabinieri a sporgere denuncia: “Ho aspettato tutto l’anno scolastico che succedesse qualcosa, a fronte del fatto che un ragazzino non andava più a scuola. Ho aspettato che l’istituto prendesse provvedimenti nei confronti di una professoressa e insegnante di sostegno. Ma non è successo niente”, spiega il genitore. La prosoforessa avrebbe calcato la mano: “Lasciate solo quello scimmione, quando non c’è siamo tutti più tranquilli”.

Il bambino sarebbe stato informato delle frasi razziste attraverso un messaggio vocale su whatsapp da parte dei compagni e ora quel messaggio è nelle mani degli inquirenti. Il genitore ha spiegato che il bambino non voleva più andare a scuola e che poi è stata solo l’arrivo della didattica a distanza a convincerlo a continuare gli studi.

Precedenti. Non si tratterebbe di un caso isolato. Dal racconto del genitore, che sottolinea di avere le prove e di aver già fornito agli inquirenti alcuni dispositivi digitali utili ad accertare i fatti, un anno prima ci sarebbero stati dei contrasti anche con un’altra insegnante che chiamava il ragazzo con una versione italianizzata del nome arabo, ignorando la rivendicazione dello studente di essere chiamato con il nome di anagrafe. Di fronte alle precisazioni del ragazzo, l’insegnante avrebbe risposto con la frase: “Io ti chiamo come mi pare, se non ti sta bene tornatene al tuo Paese“.

Inchiesta del ministero. Il Ministro del­l’Istruzione Patrizio Bianchi ha disposto una serie di accertamenti sul presunto caso di razzismo alla scuola media. La quale a sua volta ha aperto una inchiesta interna. Inoltre è  stato aperto un fascicolo dalla Procura delle Repubblica di Spoleto, retta da Alessandro Cannevale.

Prof negazionista Ad aggravare la situazione della donna, ci sarebbe un post su facebook nel quale – salvo omonimie-  se la prende con lo stato per l’accoglienza ai migranti: “Noi peschiamo e ci sparano, arrivano i barconi d’immigrati e li manteniamo = Uno stato di deficienti”, altri post negazionisti sul Covid, attacchi al ddl Zan e la richiesta a più riprese che l’Italia esca dall’Europa.

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