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Calcio violento, insulti razzisti dopo un’espulsione: il Collepieve ritira la squadra Allievi dal campo

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Calcio violento, insulti razzisti dopo un’espulsione: il Collepieve ritira la squadra Allievi dal campo

Redazione
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PERUGIA – Un altro episodio increscioso di razzismo sui campi dilettantistici umbri, di nuovo con vittime i ragazzi. Stamattina i perugini del Collepieve erano in campo a Gualdo Tadino nella gara del campionato di serie A2 Allievi (età dei giocatori tra i 16 e i 17 anni). In campo, per inciso, vincevano già 8-0 i gualdesi al 33′ del secondo tempo.quando una espulsione a seguito di un fallo fa degenerare la situazione. E’ a questo punto che dagli spalti, secondo quanto emerge, sarebbero cominciati a volare insulti di matrice razzista. Insulti rivolti ai giocatori della squadra perugina che annovera – come tradizione del Collepieve – molti ragazzi di pelle scura o di origine straniera.  Insulti  razzisti (i riferimenti sarebbero a quanto sembra sarebbe soprattutto ai ‘forni’ di antica memoria), ai quali peraltro, il ragazzo espulso avrebbe reagito male, non contribuendo certo a sedare gli animi. Ma non è finita. Secondo il racconto del Collepieve, alla ripresa, un giocatore dei padroni di casa insieme a due adulti della panchina avrebbe insultato il capitano ospite, di origine ivoriana. Scatta l’invasione di campo di un giocatore gualdese, volano parole grosse ed è a questo punto che il tecnico Gelosia, per i cori razzisti ma anche perchè la situazione rischiava di degenerare anche sul piano fisico, fa uscire i suoi dal campo. Sempre secondo la società perugina, la cosa sarebbe proseguita negli spogliatoi, col tecnico Gelosia che si sarebbe anche presa un pugno sulla spalla per evitarne uno ai suoi.

Gelosia su facebook. Il tecnico non risponde a domande sull’accaduto. Un suo commento a caldo lo si trova sul profilo facebook. “Non è certo questo il calcio che vorrei ma in realtà non è neppure questa l’Italia che vorrei. Mai come oggi sono uscita da un campo di calcio sfinita delusa amareggiata . Ritirare la squadra e’ stata la cosa più giusta da fare. Si perché io devo difendere e salvaguardare i nostri ragazzi. Noi i forni li accendiamo ma per cuocerci le bistecche. Cara politica e cari italiani avete creato una guerra civile tra innocenti. Grazie per il cazzotto l’ho preso volentieri se ho protetto un nostro giovane”, scrive.

La replica del Gualdo. La società di casa risponde con un comunicato: “In merito a quanto accaduto nella mattinata odierna presso il proprio stadio “C.A. Luzi” nella gara valida per il campionato Allievi regionali A2 ed, in particolare, rispetto alle illazioni ed errate ricostruzioni dei fatti comparse su alcuni organi di comunicazione da parte della società ospitata Asd Collepieve, la società Gualdo Casacastalda intende fare dei dovuti chiarimenti e necessarie precisazioni. L’accusa profondamente diffamatoria e di sostanziale gravità mossa da parte del proprio tesserato, nella fattispecie il tecnico Marta Gelosia, che poggia le basi della propria decisione di ritirare la squadra in via anticipata dal rettangolo verde di gioco per insulti di stampo razzista verso la sua squadra è argomentazione assai delicata ed accusa di notevole gravità che, prima di essere mossa, dovrebbe basarsi su oggettività incontrovertibili”.

Arbitro Nel comunicato si sottolinea inoltre che “qualsivoglia soggetto presente alla gara odierna, facendo leva su etica e buona fede, può testimoniare l’assoluta l’infondatezza di quanto espresso. A tal proposito, anche il direttore di gara, ha più volte dichiarato manifestamente di non aver mai sentito tali epiteti che, se realmente accaduti, sarebbero stati prontamente stigmatizzati dalla scrivente società condannando coloro i quali li avessero compiuti. Il Gualdo Casacastalda, a tutela dei valori e precetti etici, sportivi, comportamentali su cui fa leva tutta la propria attività, fa presente che ove necessario si attiverà presso le opportune sedi competenti in virtù della gravità delle farneticanti accuse ricevute. L’orgoglio – si rimarca – ed il profondo senso di appartenenza di tutto il nostro movimento verso la progettualità virtuosa implementata da sempre è degna di tutela. Tale virtuosità poggia le proprie radici sulla creazione di un ambiente eticamente sostenibile, in cui viene praticato il “terzo tempo” obbligatorio per i propri istruttori e tesserati anche nelle gare della scuola calcio, dove si sviluppa pedissequamente un progetto di carattere multidisciplinare (ultimo in ordine cronologico l’evento di sabato che ha visto quasi 200 persone riempire il cinema di Gualdo Tadino) che possa accompagnare la crescita dei propri tesserati non solo sotto l’aspetto sportivo ed agonistico ma anche nella crescita a tutto tondo della persona; le proprie squadre, nelle varie categorie agonistiche, a corroborare quanto espresso, primeggiano nelle coppe disciplina delle varie categorie.

Funzione sociale In chiusura la società rimarca “che il Gualdo Casacastalda, svolge continuamente il proprio ruolo di funzione sociale e di aggregazione all’interno del territorio in cui insiste, non facendo mai né distinzioni di sesso né razziali né di estrazione sociale. Sarebbe superfluo rimarcarlo ma, ahinoi, siamo costretti a farlo. Con l’amarezza ed il disincanto che ha creato l’accaduto di stamattina, continueremo a perseguire quanto qui sopra espletato nella fermezza e nella convinzione che a medio lungo termine il nostro modus operandi possa divenire fenomeno di espansione in tutto il territorio regionale. Siate certi che, se qualcuno dei nostri tesserati avesse compiuto tali gesti biechi, avrebbe avuto dei seri provvedimenti disciplinari a proprio discapito – conclude – in virtù dei precetti su cui facciamo da sempre leva, insiti nel fair play e nei valori veri dello sport più bello del mondo”.

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