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Insulti a giocatori Collepieve, l’allenatrice: resto, ma basta panchina

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Insulti a giocatori Collepieve, l’allenatrice: resto, ma basta panchina

Redazione
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PERUGIA – Dopo un periodo di silenzio, Marta Gelosia, l’allenatrice del Collepieve Allievi torna a parlare dopo l’incresciosa vicenda degli insulti razzisti ai giocatori perugini nel corso del match contro il Gualdo Casacastalda. Lo fa con un comunicato ufficiale che riportiamo di seguito:

Leggi: Insulti razzisti dopo un’espulsione, il Collepieve ritira i giocatori dal campo

 “Sono anni che sono nel calcio se pur questa è la mia prima esperienza con una squadra di allievi regionali – scrive – Quando ho scelto il Collepieve e la proposta del Presidente Stefano Violini di gestire il settore giovani e ho promesso che ci avrei messa tutta me stessa. Il mio compito oltre che cercare di insegnare il calcio è quello di far divertire i ragazzi ,di farli stare bene e crescere come singoli individui. Oltre questo mi spetta il tutelarli da ogni evento che possa compromettere la propria salute o la propri ‘fedina penale’ Domenica ho ritirato la squadra perché gli animi si erano accesi e non volevo in alcun modo che né i miei ragazzi né quelli della squadra avversaria cadessero in stupide ed inutili azioni di qualsiasi tipo e genere dal fallo alla reazione. Confermo che dagli spalti sono piovute svariate offese poco prima e aumentate dopo l’espulsione di un mio giocatore che ha reagito ad alcuni termini in maniera provocatoria. Da lì, visto che alcuni ragazzi stavano reagendo ho deciso di ritirare la squadra. Confermo che fino al 25′ o giù di lì entrambe le squadre sono state estremamente corrette e non ho certo da dire del mister avversario e dei suoi collaboratori. Inoltre da persona corretta e sincera non posso omettere certo il fatto che buona parte dei ragazzi del Gualdo Casacastalda sono venuti a parlare con noi dicendo “Siamo tutti ragazzi della stessa età e domani potremmo trovarci a giocare nella stessa squadra” e questo li onora . È ben noto ora mai che siamo una squadra multi etnica e spesso sentiamo insulti poco consoni a ragazzi di 16/17 anni (Non che siano consoni agli adulti!) e questo a lungo andare stanca fa male e ferisce, fino a quando non arriva la goccia che fa traboccare il vaso. E questa è stata una domenica che ha fatto da ultima goccia. Ho solo visto la reazione del ragazzo della panchina , poi espulso dal direttore di gara e li ho portato via tutti oltre sentire gli spalti che si scalavano ancora più. Ripeto: io ho minorenni in mano e come i miei cosi gli avversari sono minorenni. Ogni squadra ha la sua “testa calda” e solo noi mister lo sappiamo ed anche per questo ho deciso di ritirarmi. Durante la gara cosi fino all’ingresso nel tunnel degli spogliatoi non c’è stata alcuna violenza tra i ragazzi. Non intendo parlare del pugno ad una spalla ricevuto da me. La porta rotta? Vero, ma nessuno di noi ha visto anche perché era la porta dell’arbitro, persona assolutamente non coinvolta o contestata se non che era al quanto impossibile non udire alcune parole. Ripeto: dal pubblico sono volate parole grosse e una o due anche in campo da uno due ragazzi. Viviamo in un momento politico certo non facile dove forse è stato troppo amplificato “l’immigrato”, ma ciò no significa che ci permettiamo di crearci un alibi su questo. Come già dichiarato continuerò ad allenare gli Allievi, ma non andrò più in panchina la domenica; questo per scelta personale. Continuerò a gestire il settore giovanile e a lavorare sulla rinascita della società con nuove figure e l’aggiunta di  una squadra Juniores e perché no, una Seconda Categoria. Sarà inserita la figura dello psicologo dello sport, che contribuirà alla crescita e allo sviluppo dei nostri tesserati oltre ad incontri con genitori e tecnici oltre ad un affiliazione di serie A. Detto ciò, spero di aver fatto chiarezza e ribadisco che il nostro ‘mestiere’ è quello di tutelare i nostri ragazzi sia da azioni proprie sbagliate che da azioni subibili . Nessun ragazzo è cattivo; tutti i ragazzi sono abituati alla ‘convivenza ‘ con etnie varie; a scuola, durante gli allenamenti , al cinema. Forse ci vorrebbero le porte chiuse!”

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