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Inquinanti alle stelle nei piezometri Ast, polemica del M5S sui dati in grande ritardo

Cronaca e Attualità

Inquinanti alle stelle nei piezometri Ast, polemica del M5S sui dati in grande ritardo

Andrea Giuli
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TERNI – Cromo esavalente, tetracloroetilene e solfati in vari punti del sottosuolo del perimetro dello stabilimento AST di Terni.

“Dalle analisi svolte all’interno dell’area del polo siderurgico – scrive in una interrogazione il consigliere comunale ternano del M5S, De Luca – sono emersi, su 13 piezometri monitorati, 5 in cui si sono riscontrati superamenti dei limiti di legge per le acque sotterranee, le falde acquifere sottostanti. Per il cromo esavalente, a fronte di un limite di legge di 5μg/l (microgrammi al litro), in tre piezometri sono stati riscontrati valori superiori rispettivamente di 8μg/l (+60% oltre il limite), 25 μg/l (+400% oltre il limite), 170μg/l (+3300% oltre il limite). Per quest’ultimo stiamo parlando di valori 34 volte superiori al limite di legge. Ci chiediamo come sia possibile che Arpa Umbria abbia aspettato due mesi, per comunicare alle istituzioni locali, Comune e Regione, le risultanze di queste analisi. A fronte del tweet del direttore dell’Arpa, Walter Ganapini, che ha affermato di aver comunicato ed inviato già da tempo i dati agli enti, rispetto alla nostra ennesima visita negli uffici, abbiamo riscontrato, così come certificato dal protocollo, che solo il 30 maggio questi dati sono arrivati a conoscenza degli uffici. Cosa ben più grave è che questi dati non siano stati posti a conoscenza dell’opinione pubblica da parte di Arpa Umbria. Ma come se non bastasse – continua De Luca – due piezometri hanno riscontrato valori superiori di tetracloroetilene fino a 210 μg/l, a fronte di un limite di legge di 1 μg/l. La cosa più sorprendente è ciò che si legge nella missiva Arpa, arrivata il 30 maggio in Comune, in cui si afferma “In particolare, la rilevazione per il tetracloroetilene è diretta anche a stabilire se la contaminazione possa essere correlata a quella che sul finire del 2015 ha coinvolto i pozzi pubblici San Martino e Mattatoio.” In un piezometro, infine, è stata riscontrata una non conformità per quanto riguarda i Solfati, con un valore di 320 mg/l a fronte di un limite di 250 mg/l. Si apre uno scenario nuovo che cambia completamente la prospettiva e in cui chi ha sbagliato dovrà assumersene tutte le responsabilità”.

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Andrea Giuli

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