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Infrastrustrutture, Perugia-Ancona: a sorpresa Astaldi presenta un piano per il completamento dei lavori

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Infrastrustrutture, Perugia-Ancona: a sorpresa Astaldi presenta un piano per il completamento dei lavori

Redazione
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Lavori sulla Perugia-Ancona

PERUGIA – Nuovo capitolo e nuovo colpo di scena per il completamento dei lavori della Perugia-Ancona. “Astaldi ha presentato un piano per la ripartenza e il completamento dei lavori. Se invece si procedesse con la rescissione del contratto ci vorrebbero tre o quattro anni per far ripartire il cantiere, una nuova progettazione, un nuovo appalto e il reperimento nuove risorse. I tempi si allungherebbero in modo molto importante”. Questo è quanto ha sottolineato l’ amministratore della Quadrilatero, Guido Perosino, che ha illustrato la complessa situazione dei cantieri della Perugia-Ancona in una audizione convocata da Prima e Seconda commissione del consiglio regionale, svoltasi lunedì mattina a Palazzo Cesaroni.

La situazione Durante l’ incontro, richiesto dal presidente Andrea Smacchi (Prima commissione), l’amministratore della Quadrilatero, Guido Perosino, ha illustrato la complessa situazione dei cantieri tra Umbria e Marche. Al termine dei lavori Smacchi ha annunciato la presentazione di una risoluzione che porti l’ Assemblea legislativa a prendere una posizione su questa vicenda. L’ amministratore della Quadrilatero, anche a seguito della sollecitazioni dei consiglieri Carbonari (M5s), Mancini (Lega), Rometti (Ser), Smacchi e Chiacchieroni (Pd), Morroni (Fi) e Ricci (misto Rp-Ic), ha ricostruito la vicende della Perugia-Ancona, i cui cantieri sono stati avviati alla fine del 2009, incentrando la sua relazione soprattutto su due questioni: gli effetti del concordato chiesto dalla Astaldi sul completamento dei lavori ed i crediti vantati dalle imprese umbre (e marchigiane) che hanno svolto i lavori.

Solidità Perosino ha spiegato che “l’arrivo della Astaldi quale principale affidatario dei lavori (Dirpa 2 era il contraente generale) venne salutato con favore, in ragione della solidità dell’ azienda. Il fatto che Dirpa 2 fosse controllata da Astaldi non era anomalo e neppure in contrasto con le norme, sebbene ciò abbia prodotto nei fatti ulteriori problematiche. Per alcuni anni i cantieri sono avanzati in modo rapido fino alla crisi finanziaria di Astaldi, legata a grandi progetti in Venezuela e Turchia, che hanno incontrato difficoltà. Nel corso del 2018 i cantieri della Perugia-Ancona hanno subito forti rallentamenti per poi fermarsi. È seguita la richiesta di concordato in bianco della Astaldi e altre vicissitudini che hanno portato alla nomina di tre commissari e ad un piano di salvataggio affiancato dalla proposta vincolante di Impregilo. Nel frattempo Astaldi ha chiesto e ottenuto 200milioni di prestito ponte dalle banche, 75 dei quali sono già stati erogati”.

Monitoraggio “Quadrilatero – ha assicurato Perosino – è interessata a completare la strada e deve agire nel rispetto delle norme”. “Dopo tre volte, in dieci anni, che le ditte incaricate di questi grandi lavori pubblici falliscono, anche i territori iniziano a soffrire queste crisi. Quadrilatero – ha ricordato l’amministratore – ha svolto un’ azione di monitoraggio continua, ma i tempi di pagamento previsti nei contratti con le imprese impegnate nei cantieri (fino a 270 giorni) e i meccanismi adottati in molti casi (factoring con le banche) hanno portato ad accertare una situazione che si è dimostrata critica contestualmente alla dichiarazione di crisi della Astaldi. Le banche avevano infatti anticipato alle imprese parte delle somme che avrebbero dovuto ricevere per i lavori svolti, ma il blocco dei cantieri ha portato le aziende stesse a non poter fare quei lavori e quindi a dover restituire le somme”.

Piano Perosino ha sottolineato come “nel piano di salvataggio della società vengono indicate anche le percentuali per la suddivisione dei fondi e Quadrilatero non dispone di strumenti normativi per non rispettare la norma o per dare indicazioni ai commissari sul pagamento dei creditori umbri o marchigiani. I creditori privilegiati sono stabiliti dalla legge. Sul pagamento dei pregressi da parte di Astaldi, ora in crisi, non abbiamo strumenti per intervenire e garantire il pagamento dei creditori umbri. Alcune delle aziende che hanno crediti, contattate da Astaldi per riprendere i lavori, si sarebbero rifiutate di collaborare finché non verranno saldati i vecchi debiti. Altre avrebbero invece accettato. Se i lavori riprenderanno – ha concluso – in concordato la Quadrilatero potrà svolgere un ruolo diverso e più incisivo, visto che varranno regole diverse e i pagamenti avverranno solo ad opere ultimate”.

Risoluzione Al termine dell’informativa di Perosino, Smacchi ha evidenziato che “il progetto della Perugia-Ancona è arrivato circa all’87 percento, con una forte accelerazioni negli ultimi anni proprio grazie al ruolo della Astaldi. Restano 60 milioni di euro di lavori da fare sul tratto Perugia-Ancona, che in un anno si potrebbero ultimare. Presenteremo una risoluzione della Commissione – ha sottolineato – affinché l’Assemblea legislativa prenda una posizione su questa vicenda, da cui emerge la necessità di una modifica del codice degli appalti, una normativa che sta dimostrando i suoi limiti. Umbria e Marche devono intervenire al tavolo del Ministero delle Infrastrutture per evitare ulteriori forzature verso le imprese che hanno portato avanti i lavori ed a cui non potranno essere chiesti ulteriori sacrifici. Stiamo cercando in ogni modo di trovare soluzioni ai problemi legati ai ripetuti blocchi dei cantieri della Perugia-Ancona. C’è un danno indiretto causato ai territori – ha concluso – che non solo hanno visto bloccati i cantieri ma anche una mancata attrattività legata ad una importante via di comunicazione che non viene realizzata. A causa dei debiti, alcune aziende marchigiane hanno già chiuso e questo potrebbe presto avvenire anche in Umbria”.

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