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Inchieste a Terni, stilettata di Armillei: “Il sistema degli appalti è astrazione penale”

Terni Politica

Inchieste a Terni, stilettata di Armillei: “Il sistema degli appalti è astrazione penale”

Andrea Giuli
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Giorgio Armillei

TERNI – Ci risiamo. Con cadenza praticamente settimanale, l’ex assessore comunale alla Cultura (seconda Giunta Di Girolamo) Giorgio Armillei, nonché dipendente di palazzo Spada, si trasforma curiosamente e temerariamente in arguto opinionista-polemista sui fatti di più stretta attualità, riguardanti la politica cittadina e le vicende della stessa amministrazione municipale. Un ‘rito’ che, per la verità, sta facendo storcere il naso a più di qualcuno, fuori e dentro il palazzo.

Il modello ‘virtuoso’ del Caos Questa volta, Armillei, prendendo spunto dalle recentissime motivazioni del tribunale del Riesame in merito alle misure cautelari ed interdittive adottate a suo tempo dalla procura ternana nei confronti del sindaco Di Girolamo e dell’ex assessore Bucari – motivazioni rese pubbliche e in cui si parla di “sistema illegale” reiterato negli appalti pubblici per favorire sempre le stesse aziende e cooperative locali – questa volta, si diceva, Armillei si esercita in un breve ragionamento teso a smontare nella sostanza il concetto di “sistema” applicato all’ambito penale. E porta ad esempio virtuoso il celeberrimo appalto pubblico sul sistema museale-teatrale della città, gestito sotto il suo assessorato. Non è compito precipuo del cronista entrare in dialettica nel merito, ma, forse, altri potrebbero farlo, ricordando, per esempio, come quell’appalto sul sistema culturale fu accompagnato dal primo vagito fino all’altro ieri da polemiche infinite. Tutte strumentali? Chissà. Ecco, comunque, il testo integrale della nota di Giorgio Armillei:

“Oggi leggo sui giornali di un sistema degli appalti comunali. Per storia professionale non amo le astrazioni. Meno che mai quando si parla di giustizia. Sistema è un concetto e la giustizia si applica a fatti e non a concetti. Per questo mi resta difficile capire cosa significhi, parlando di giustizia penale, un sistema. Io posso dire che nell’appalto per la fornitura di servizi aggiuntivi del sistema museale ternano – di cui sono stato responsabile dal punto di vista delle deleghe di Giunta – le cose sono andate come segue.

Innanzi tutto l’analisi di fattibilità del contratto, il quadro economico finanziario e la stesura degli obblighi del fornitore messe a punto dagli uffici comunali della cultura, sono state segnalate dal DPS del Ministero dello sviluppo economico come una best practice nazionale, da utilizzare quindi anche in altri contesti.

In secondo luogo l’aggiudicazione è avvenuta tramite una gara europea secondo le regole del codice dei contratti e delle direttive europee, gestita da una commissione tecnica presieduta da un dirigente comunale, come prevede la legge, e composta da due esperti esterni in storia dell’arte e in management dei servizi culturali.

Infine l’esecuzione del contratto per la prima volta nell’amministrazione comunale è sorvegliata, oltre che dagli uffici comunali, da un valutatore indipendente scelto a seguito di avviso pubblico, individuato in uno dei maggior esperti italiani ed europei di economia della cultura e il cui costo, come da migliori prassi nazionali ed europee relative alle autorità indipendenti, è a carico dei soggetti regolati e non del bilancio comunale. E i dati relativi alla fruizione dei servizi, anche in questo caso per la prima volta, sono tutti disponibili in modalità open. Ecco anche perché resto dell’idea che non sia utile parlare di sistema”.

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Andrea Giuli
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