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Inchieste a Terni, affondo leghista: “Sistema che soffoca ed emargina. Il sindaco si dimetta”

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Inchieste a Terni, affondo leghista: “Sistema che soffoca ed emargina. Il sindaco si dimetta”

Andrea Giuli
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TERNI – Dopo gli strali del M5S e di Fratelli d’Italia, rispettivamente con i consiglieri comunali De Luca e Cecconi, tocca a quelli della Lega Nord sparare, per bocca del capogruppo regionale, il ternano Fiorini, sull’amministrazione comunale di Terni e sul suo sindaco, Di Girolamo, dopo la pubblicazione delle motivazioni del tribunale del Riesame di Perugia in ordine alle misure cautelari riservate – e poi revocate – allo stesso sindaco e all’ex assessore Bucari.

Affondo leghista “Era sotto gli occhi di tutti da anni, ha dato luogo ad una delle indagini giudiziarie più vaste e pervasive degli ultimi decenni – scrive Emanuele Fiorini –  e ora è stato messo nero su bianco anche dal Tribunale del Riesame, proprio in quell’ordinanza che, revocando gli arresti domiciliari al primo cittadino, era stata strumentalmente utilizzata, prima di conoscerne le motivazioni, come ossigeno per una Giunta agonizzante: c’è un sistema di illegalità diffuso in cui si intrecciano politica e affari che domina e soggioga Terni. I cittadini, i lavoratori, i professionisti, gli imprenditori lo vivono quotidianamente sulla propria pelle: chi non ne fa parte è fuori, ostracizzato, bandito. Quella mancanza di libertà, quelle anomalie, quegli equilibri stranissimi ed incomprensibili di cui parlava qualche anno fa un magistrato ternano che avevano degradato Terni da città d’acciaio a città di gomma sono ormai venuti alla luce in tutto il loro portato nefasto”.

Mercato distorto “Siamo ben consapevoli – continua Fiorini – che nel provvedimento del Tribunale si afferma che i reati ipotizzati non coinvolgono in alcun modo la sfera della vita privata e di relazione degli indagati. E su questo, a onor del vero, pochi nutrivano dubbi. Ma le responsabilità politiche sono decisamente più gravi di quelle personali. Si è voluto creare nel tempo un sistema di potere che mette a rischio i presupposti legittimi del consenso, che genera e si nutre di relazioni sociali fondate sulla necessità di lavorare, che distorce le regole del mercato, che soffoca meriti e competenze, che emargina una parte significativa del tessuto economico e produttivo della nostra città. Un sistema che ora reagisce, serrando i ranghi, chiamando a raccolta tutte le sue componenti, minimizzando i fatti, per cercare di perpetuare il più possibile sè stesso, magari sino ad una sua riproposizione di mera facciata, basata su qualche ritocco formale o sbandierato ricambio generazionale”.

Dimissioni, liberare Terni “Tutto questo non è più accettabile. È giunto – conclude il capogruppo leghista in Regione – il momento di riappropriarci della nostra dignità. È giunto il momento di liberare Terni e che il sindaco Di Girolamo rassegni le proprie dimissioni. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida per rompere questi schemi e restituire alla città la libertà e la dignità che merita”.

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