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Inchiesta su Terria-Pentima, il Sii: “Fascicolo contro ignoti, nessun indagato”

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Inchiesta su Terria-Pentima, il Sii: “Fascicolo contro ignoti, nessun indagato”

Emanuele Lombardini
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TERNI – Il clima era bello incandescente, anche se il tentativo di mantenere i toni su un livello civile è sostanzialmente riuscito. Alla conferenza stampa del Sii, indetta per parlare dello sforamento dei valori del Tetracloroetilene nelle acque che forniscono i comuni dell’amerino e diventata ben presto una risposta alle vicende emerse in questi giorni relativamente agli appalti per l’acquedotto Terria-Pentima si sono presentati alcuni rappresentanti del comitato contro la struttura. Che lasciano parlare il presidente Stefano Puliti e il dg Paolo Rueca e poi li incalzano. Rueca si scalda un po’ ma risponde a tono sulle varie questioni. Che restano tutte aperte, anche se lo scenario che emerge è parzialmente diverso.

puliti-e-rueca Inchiesta. Stefano Puliti parla subito dell’indagine per turbativa d’asta che secondo quanto emerso riguarderebbe l’assegnazione dell’appalto per la costruzione dell’acquedotto: “Tutto parte da un esposto presentato a novembre – dice – a seguito del quale la Procura ha aperto, un fascicolo contro ignoti per turbativa d’asta. Al momento non ci sono iscritti nei registro degli indagati. La finanza ha prelevato documentazioni e sono stati ascoltati quattro soggetti, membri del cda, ma solo come persone informate dei fatti. Io stesso sono già stato sentito molto prima, nel mese di ottobre. Noi abbiamo piena fiducia nella magistratura e siamo a completa disposizione per il miglior svolgimento dell’indagine che speriamo abbia tempi rapidi. Siamo sicuri della legittimità e della trasparenza del nostro operato, che senz’altro verrà fuori perchè tutto è stato fatto a norma di legge”.

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Terria-Pentima. Da lì il discorso si sposta sull’acquedotto in costruzione. Rueca spiega che i lavori sono già al 50% e che saranno completati entro dicembre 2018. Puliti entra in tackle sulle contestazioni: “E’una idiozia dire che l’acquedotto viene costruito per non fare le riparazioni – dice – quelle continuano ad essere fatte e le perdite sono fisiologiche.erve – hanno detto – La struttura servirà a portare nuova acqua più pulita e in quantità maggiori rispetto all’attuale. L’acqua non sarà captata direttamente dal Nera ma da altre falde e non inciderà sul fiume. Parlate di valle devastata, mi spiegate come è possibile che un tubo che passa sotto terra possa devastare un territorio”. Quando la palla passa a Rueca il dg spiega che la portata della nuova struttura sarà molto inferiore a quella del Nera (“a regime 300 litri al secondo, lo 0,3”) e che il costo per la realizzazione del tutto inciderà sui cittadini in 4 milioni di euro spalmati lungo 20 bollette: “Il costo del progetto non influirà in maniera sensibile nemmeno sulle bollette il cui aumento sarà molto inferiore ad 1 euro, frutto dei circa 4 milioni spalmati in cinque anni sulle utenze. Il costo complessivo dell’opera è di 17 milioni e mezzo, di cui 14 e mezzo coperti dalla Regione Umbria. Non c’è alcun aumento ulteriore, questo è quello che era stato previsto, dice”. Il comitato torna sulla vicenda della ex discarica nella zona delle perforazioni, sopra la quale sarebbero stati realizzati due pozzi: “Non ci sono problemi di contaminazione e comunque i monitoraggi sono e saranno anche in futuro puntuali e costanti”. Rueca ha anche spiegato la questione relativa alle perforazioni. “Abbiamo chiesto una verifica di assoggettabilità perché dobbiamo spostare di pochi metri le perforazioni. Rispetto all’individuazione puntuale, inizialmente fatta tramite calcoli satellitari, abbiamo chiesto di poter variare le modalità di ricerca ma sempre all’interno della fascia già autorizzata in via pertanto non è vero che non c’è acqua come sostengono coloro che sono contrari al progetto, è solo una modifica tecnica dovuta alla particolare conformazione del massiccio calcareo della zona”.

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Paolo Rueca del SiiTetracloroetilene. Puliti si è soffermato sulla questione dei pozzi inquinati in località Cerasola, che sono gestiti dall’Aman per il territorio amerino: “Questa è una zona fortemente vulnerabile, ora purtroppo gli sforamenti si stanno verificando con più frequenza. Abbiamo tutto sotto controllo e posso dire che comunque il livello dei valori è ampiamente sotto il limite (3,5 miriagrammi per litro contro 10 che è il massimo per la potabilità). Stiamo lavorando per capire quali sono le fonti di inquinamento”. Rueca spiega poi che “Abbiamo individuato una fascia di insorgenza di questi sforamenti, che va da Strada Fontana di Polo, a San Martino,Cospea, sino a Cerasola e verso Narni.  L’acqua che bevono i cittadini è pulita e sicura, grazie agli interventi fatti e che faremo nel prossimo futuro installando nuovi filtri a Cerasola. Tuttavia è importante, ormai, capire l’origine e la portata del fenomeno che non è dovuto a cause naturali”.Il direttore generale Rueca ha annunciato di aver chiesto a Regione ed Arpa un tavolo tecnico per affrontare la questione ed inserirla nel Piano regionale di tutela delle acque in via di aggiornamento. Puliti e Rueca hanno tenuto a sottolineare che la presenza di tetracloroetilene non è precipua solo della Conca ternana ma che questo fenomeno è presente in molte parti d’Italia. “Da noi anzi – hanno sottolineato – siamo a livelli di concentrazione anche molto inferiori ad altre zone, ad esempio del nord Italia, e comunque non ci sono legami fra il tetracloroetilene e la necessità di fare lo Scheggino-Pentima”. A questo proposito, Rueca ha annunciato che la direttrice dell’Aman Sonia Bertocco ha indetto per lunedì una riunione con i sindaci dell’amerino per rassicurare sulla questione acqua potabile e che comunque l’Asm farà fronte ad eventuali necessità.

Prosegue inoltre il progetto della ricerca perdite occulte. “Porterà – ha detto  Rueca– ad una diminuzione importante delle perdite e ad un risparmio in termini di acqua e di risorse. Ad Orvieto abbiamo già quasi concluso, a Terni siamo in fase di avanzamento. Purtroppo però bisogna tenere conto che non si arriverà mai allo zero: siamo partiti che eravamo al 40%, l’obiettivo è arrivare al 20%, ovvero la percentuale fisiologica”.

I rappresentanti del comitato scendono, si fermano a parlare con la stampa. Si lasciano scappare che hanno per le mani lo studio di un geologo che potrebbe nuovamente mettere tutto in discussione. Senz’altro, non è finita qui.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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