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Inchiesta sanità, le intercettazioni della spartizione dei concorsi: “Bocci vuole gli orali…”. Il Pd umbro finisce nella bufera

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Inchiesta sanità, le intercettazioni della spartizione dei concorsi: “Bocci vuole gli orali…”. Il Pd umbro finisce nella bufera

Redazione
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Un militare della Finanza durante le intercettazioni

PERUGIA  – Per gli inquirenti era un “sistema che andava avanti da sempre” quello con cui sono stati “condizionati e sostanzialmente falsati”, come scrive il gip, da esponenti di primo piano del Pd umbro 11 concorsi per una trentina di assunzioni all’ospedale di Perugia per primari, medici, infermieri e ausiliari fino ad arrivare alle categorie protette. Una “spartizione” di vincitori ed idonei che ha portato agli arresti domiciliari l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, il segretario regionale del Pd (ora commissariato da Nicola Zingaretti) Gianpiero Bocci, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e quello amministrativo Maurizio Valorosi. Trentacinque in tutto gli indagati.

Dialoghi La presidente della Regione Catiuscia Marini, anche lei del Partito democratico, è invece indagata a piede libero. Per la procura “in più occasioni” si sarebbe interessata ai concorsi. L’indagine, condotta dalla guardia di finanza, è andata avanti per mesi. Con intercettazioni telefoniche a attività d’indagine a riscontro. Complessivamente sono 35 le persone indagate. A chi doveva superare le prove – scrive ancora il gip nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari – venivano fornite “le tracce d’ esame e gli indirizzi della commissione in ordine alle valutazioni da assegnare ai candidati“. In particolare l” accusa ritiene che Barberini abbia interferito in quattro concorsi e in tre Bocci (in passato sottosegretario all” Interno in tre Governi del Pd) che avrebbe anche passato agli altri indagati informazioni sull indagine e per questo deve rispondere di favoreggiamento. Secondo il gip alla base delle esigenze cautelari per i due c’è “l’abile sfruttamento di un efficiente e solido sistema clientelare e la stabile utilizzazione delle funzioni e del ruolo istituzionale rivestito per finalità illecite”. Più in generale per il giudice che ha disposto le misure cautelari “dall’insieme degli elementi raccolti deriva un chiaro quadro di abituale attività illecita”. Delineato anche dalle intercettazioni agli atti. “Messaggio da Bocci… vuole gli orali, le domande orali”, dice il direttore amministrativo Valorosi al dg Duca. Quest” ultimo il 9 maggio del 2018 – scrive il gip – “si reca in consiglio regionale e ha un incontro con la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini… il Duca riferisce alla Marini di avere le ”domande” in vista dello scritto (”qui ce so le domande, tra quelle lì…sta tranquilla’‘ )”. L’inchiesta ha subito provocato un acceso dibattito politico. “Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura – ha sottolineato Marini -, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine“. “E’ sereno e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati” anche Barberini che attraverso il suo difensore, l’avvocato David Brunelli, ha annunciato l’autosospensione dal Pd del suo assistito e la decisione di dimettersi dall’ incarico.

Indagati Oltre ai nomi già emersi, risultano indagati anche Walter Orlandi (attuale dirigente responsabile regionale della Sanità), Diamante Pacchiarini (direttore sanitario), Roberto Ambrogi (responsabile Ufficio contabilità e bilancio), Domenico Barzotti (componente e segretario della Vommissione esaminatrice del concorso da infermiere), Lorenzina Bolli (presidente commissione di uno dei concorsi), Riccardo Brugnetta e Amato Carloni (componenti commissione riservata al personale della Regione), Gabriella Carnio (resposabile delle professioni sanitarie), Maria Cristina Conte (reponsabile ufficio personale), Pasquale Coreno (generale dei carabinieri in congedo), Potito D’Errico (docente universitario e primairio di Odontoiatria), Giuseppina Fontana (componente commissione riservata al personale della Regione),  Rosa Maria Franconi (dirigente Ufficio acquisti e appalti), Antonio Tamagnini (responsabile attività amministrative e sperimentazioni cliniche), Maurizio Dottorini (presidente commissione di uno dei concorsi), Patrizia Mecocci (docente e direttore scuola di specializzazione in Geriatria), Paolo Leonardi (dipendente azienda ospedaliera), Marco Cotone (segretario regionale Uil-Fpl), Eleonora Capini (candidate), Vito Aldo Peduto (direttore di Anestesia e rianimazione), Simonetta Tesoro (dirigente medico Anestesia e rianimazione), Mario Pierotti (padre di una delle candidate), Francesco Oreste Domenico Riocci (brigadiere della Guardia di Finanza), Milena Tomassini (dipendente regionale), Serena Zenzeri (componente ufficio procedimenti disciplinari), Giampiero Antonelli, Moreno Conti, Fabio Gori, Alessandro Sdoga, Domenico Oristanio.

Allargamento. E’ un indagine “destinata ad allargarsi” quella condotta dalla guardia di finanza su una decina di concorsi per assunzioni all’ospedale di Perugia che sarebbero stati pilotati. Lo ha appreso l’Anada. L’indagine si incentra sull’ospedale del capoluogo umbro. Ma potrebbe estendersi – secondo quanto si è appreso – anche ad altri settori della sanità e della politica legata al Pd. Complessivamente l’inchiesta coinvolge 35 persone. Si concentra su 11 concorsi per una trentina di assunzioni tra medici, infermieri e personale ausiliario, anche delle cosiddette categorie protette.

Secondo la Procura  era un “sistema che andava avanti da sempre”, un meccanismo che per gli inquirenti “prevedeva la spartizione” di vincitori e idonei dei concorsi che andavano dai livelli più bassi, con il personale ausiliario e le categorie protette, ai primari. Con ogni materia “che poteva essere d’interesse”.

A quelli che venivano individuati come possibili vincitori dei concorsi – sempre in base all’accusa – venivano fornite le tracce delle prove scritte o altre indicazioni. Ciascuno degli indagati – ritiene la procura – aveva dei soggetti ai quali si interessava in ciascuno dei concorsi finiti al centro dell’inchiesta.

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