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Inchiesta sanità, la Lega va all’attacco: “Subito elezioni” e Zingaretti replica

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Inchiesta sanità, la Lega va all’attacco: “Subito elezioni” e Zingaretti replica

Redazione politica
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Briziarelli e Saltamartini della Lega
PERUGIA – Centrodestra e Movimento 5 stelle chiedono a gran voce il ritorno al voto in Umbria dopo l’inchiesta sulla sanità che ha portato all’arresto del segretario del segretario regionale Pd Gianpiero Bocci e dell’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini.

 

Lega “Chiediamo al Pd e alla presidente Marini di fare un passo indietro, il tempo è scaduto. La Lega è pronta a governare questa regione, a presentare un suo governatore e a un programma serio”. Lo hanno sostenuto in una conferenza stampa con i parlamentari leghisti Virginio Caparvi (segretario regionale), Luca Briziarelli, Riccardo Augusto Marchetti, Barbara Saltamarini (commissaria della Lega di Terni) insieme al consigliere regionale Valerio Mancini. “Il Pd – è stato detto – ha portato la regione al tracollo”. La campagna che partirà sui social nelle prossime segue l’hashtag #marinidimettiti. Intanto si chiede di “rimandare i concorsi sanitari in corso» e «costituirsi parte civile se verrà confermato l’impianto accusatorio. Questa vicenda – ha detto Caparvi – non ci fa saltare di gioia perché oggi il cittadino umbro si sveglia deluso, ma è comunque evidente che la vita istituzionale di queste persone è ormai finita». Per Mancini «le nostre battaglie hanno ora in riscontro». Secondo Briziarelli «è evidente il crollo del sistema politico del Pd umbro, mentre Marchetti attacca: «E’ la giornata della rivincita dei giusti e degli onesti”.

FdI Fratelli d’Italia con il senatore Franco Zaffini, il deputato Emanuele Prisco e il capogruppo in Consiglio regionale Marco Squarta chiede al prefetto di “commissariare l’Azienda ospedaliera di Perugia per ripristinare la governance del più importante polo ospedaliero regionale e garantire i servizi ai cittadini, Dal punto di vista politico – aggiungono – ci troviamo in piena emergenza e questo difficile momento deve essere affrontato con una seria presa di coscienza da parte di chi ha ruoli di responsabilità”. FdI non entra nel merito delle accuse ma prende atto dei provvedimenti adottati dalla magistratura: “I vertici gestionali dell’azienda sono stati colpiti o da provvedimenti restrittivi della libertà o sospesi dal servizio e, alla luce di quello che emerge dalla stampa a proposito delle indagini, sembrerebbe inopportuno che il livello politico regionale possa operare nominando un commissario”.

Forza Italia  Dal versante di Forza Italia anche il presidente dell’Europarlamento, il forzista Antonio Tajani. “Noi – dice da Spoleto – siamo garantisti, non mettiamo bocca sulla vicenda giudiziaria. Però quello che è accaduto conferma ciò che noi diciamo da decenni, ossia la gestione dell’Umbria è clientelare da parte degli eredi del Partito comunista, se non si è amici degli amici non si ha spazio, se non si è parte del sistema di potere della macchina del consenso del Pd non si può lavorare. Questo non è giusto e per questo ritengo che si debba tornare a votare per rinnovare il consiglio regionale e dare vita a nuova stagione di libertà, dove i migliori possono raggiungere i posti apicali, dove torni la meritocrazia, la vera rivoluzione è questa”.

Zingaretti Dal Pd arriva la replica del segretario Zingaretti: “Per me vale sempre la presunzione di innocenza, anche alle luce delle notizie che arrivano. È giusto garantire che la magistratura faccia le proprie indagini in piena serenità, si vada fino in fondo per accertare le responsabilità di tutti. Vale per il Pd, vale per i 5 Stelle, vale per le ombre drammatiche dietro la Lega”. Ma Zingaretti sottolinea anche che “non saremo mai noi quelli che metteranno non una trave per fermare le indagini, ma neanche uno stecchino perché sempre saremo dalla parte della ricerca della verità. Preservando le garanzie degli imputati anche in queste ore diciamo alle procure indagate, andate fino in fondo, se ci sono delle responsabilità, vengano accertate”.

Il Pd perugino E anche il Pd di Perugia si difende sottolineando di esprimere “piena fiducia nei confronti della magistratura e dei giudici, auspicando che le persone coinvolte nell’indagine possano rapidamente dimostrare la loro piena correttezza e totale estraneità ai fatti contestati. Le circostanze che emergono dagli atti di indagine – si legge in una nota – restituiscono un’immagine distorta del Partito democratico. Il Pd è una comunità di donne e di uomini che ha sempre lavorato con serietà, onestà e rettitudine nell’interesse generale. Siamo lontani anni luce dal metodo del consenso costruito sulle “raccomandazioni” o sulle conoscenze e ci impegniamo quotidianamente, con passione, integrità morale e in modo disinteressato, per costruire un presente e un futuro migliore per la nostra città e i suoi cittadini”.

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