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Inchiesta sanità, dai testimoni arrivano le prime ammissioni: sale intanto lo scontro politico e intervengono i leader nazionali

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Inchiesta sanità, dai testimoni arrivano le prime ammissioni: sale intanto lo scontro politico e intervengono i leader nazionali

Redazione
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L'ingresso dell'ospedale di Perugia

PERUGIA  – Nell’indagine sui presunti concorsi pilotati all’ospedale di Perugia, secondo quanto riportato dall’Ansa, arrivano le prime testimonianze. La Guardia di finanza sta infatti sentendo a tappeto i candidati vincitori dei concorsi e quelli esclusi, i presidenti delle commissione e i membri degli organismi. In diversi, secondo indiscrezioni, hanno cominciato a fornire i primi elementi. Forse facendo anche qualche ammissione. Dichiarazioni che gli investigatori ritengono comunque tutte la valutare. Nel merito e per la loro genuinità. Un lavoro complesso nel quale le testimonianze saranno incrociate con gli atti d’ indagine già acquisiti. In particolare la notevole mole di intercettazioni telefoniche e ambientali frutto di almeno un anno d’indagine. Una sorta di puzzle che si va componendo.

Primario Tra coloro che sono stati esclusi, il quotidiano La Repubblica ha raccolto il racconto di Giuseppe Nardi, primario di Anestesia a Rimini ma che si era candidato al primariato dell’Anestesia e rianimazione di Perugia. Passato lo scritto col migliore punteggio, pur abbassato da 40 a 39, non si presenta agli orali. “Non mi sono ritirato, non mi hanno avvisato – precisa -. Hanno nominato e rinominato la commissione per 2 anni così da perdere tempo. Una volta avevano scelto un collega deceduto, un’altra uno che non aveva titoli. Praticamente hanno fatto l’orale quando del concorso si erano dimenticati tutti». Nardi ammette di essere stato ascoltato dalla Finanza. «Si sono chiesti: perché se uno è in pole position non si presenta? Perché la data del gran premio viene rimandata così tante volte che nessuno la chiede più, se non chi deve vincere. Una strategia nota e non originalissima”.

Interrogatori Intanto, nelle prossime ore ci saranno gli interrogatori di garanzia da parte del gip Valerio D’Andria nei confronti dei quattro arrestati. A Bocci, Barberini, Duca e Valorosi verrà chiesto conto degli episodi contestati nell’ordinanza di 80 pagine.

 

Dibattito Intanto si infiamma il dibattito politico e intervengono i leader nazionali. Carlo Calenda, capolista Pd alle europee nel Nord-Est è durissimo. “Volete sapere cosa penso dell’Umbria? E’ una schifezza. Dobbiamo dire palesemente ‘signori, è una schifezza’. Dopodiché siccome io cerco sempre di capire come si possono impedire le schifezze, c’è una serie di cose che si possono fare per cercare di evitare le schifezze. Il potere ha questa componente e ogni volta questa componente va azzerata e bisogna ripartire”.

Meloni Anche Fratelli d’Italia chiede elezioni subito e si candida a governare: “La tempesta giudiziaria che sta travolgendo l’Umbria, colpendo la giunta regionale i vertici del Pd, ha scoperchiato un sistema clientelare radicato e deplorevole – è il commento di Giorgia Meloni -. Con l’aggravante di aver contaminato un bene prezioso come la sanità. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, quanto emerge dalle carte e dalle intercettazioni fa cadere una volta per tutte le il velo sulla favoletta del buon governo umbro. Un’amministrazione rossa sì, ma di vergogna. Gli umbri non si possono più permettere di essere governati oltre da questa casta, di subire soprusi, di vedere il sistema clientelare prevalere sul merito. La Giunta si prenda la responsabilità politica di dimettersi. E si vada subito al voto. Fratelli d’Italia è pronta a liberare l’Umbria”.

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