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Inchiesta sanità, Bocci: “Massima fiducia della giustizia: non scappo dal processo”

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Inchiesta sanità, Bocci: “Massima fiducia della giustizia: non scappo dal processo”

Redazione
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Bocci in aula
Bocci in aula

PERUGIA –  “Mi difenderò nel processo e non dal processo. Sono qui, pronto a collaborare con la magistratura nella quale ripongo massima fiducia. Come ogni cittadino”. Queste le prime parole dell’ex sottosegretario agli Interni ed ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci, pronunciate martedì mattina, all’ingresso del tribunale penale di Perugia nel giorno in cui inizia il processo nei suoi confronti riguardante l’inchiesta sui presunti concorsi truccati.

Fantasia Bocci, dopo gli arresti domiciliari, difeso dai legali David Brunelli e Alessandro Diddi, punta a difendersi dalle accuse di rivelazione dei segreti d’ufficio (per la quale è cominciato il processo con rito immediato ndr) e quella di abuso d’ufficio. “Massima correttezza e serietà come ho fatto in tutto questo tempo – ha detto Bocci prima di entrare in aula -. Un “uno contro l’altro” tra gli indagati in questa inchiesta? Ho sentito delle ricostruzioni fantasiose, onestamente penso a me stesso e a dover spiegare le ragioni per le quali affronto con grande serenità questo processo”.

Politica S chiudere anche una battuta sul suo partito: “Se ho chiuso col Pd? Lasciamo perdere il Pd – ha sottolineato -.Siamo in un’aula di tribunale. Bisogna avere grande rispetto per le istituzioni, lasciamo stare di mischiare le cose. Oggi si parla di giustizia e io ho fiducia nella giustizia e come tutti i cittadini non scappo dalla giustzia ma affronto il processo e mi difende nel processo”.

La Regione La Regione Umbria si è costituita parte civile nel processo a carico dell’ex segretario regionale del Pd, Gianpiero Bocci, per i presunti concorsi pilotati all’ospedale di Perugia. Lo ha fatto nella prima udienza celebrata mercoledì davanti al tribunale del capoluogo umbro. La costituzione di parte civile è stata decisa dalla Giunta, di centrodestra, su proposta della presidente Donatella Tesei.  La Regione ha ritenuto, emerge dall’atto depositato al tribunale, che i capi d’imputazione contestati a Bocci “attengono reati concretamente lesivi” della “posizione e degli interessi” della stessa. In particolare le condotte contestate all’ex segretario del Pd (così come ad altri imputati, giudicati in procedimenti separati) “hanno prodotto una perdita di prestigio dell’Amministrazione, con discredito sul senso di imparzialità e sul corretto operare degli uffici, nonché hanno generato il timore di favoritismi e di pratiche scorrette nei concorsi pubblici”.

L’udienza  Servirà un’udienza specifica, calendarizzata a marzo, invece, per affrontare il nodo dell’utilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche. L’avvocato della Difesa Diddi ha chiesto in proposito ai pm Formisano e Abbritti quello che definisce ‘un atto di lealtà e trasparenza processuale: nell’ultima informativa della Guardia di finanza, risalente al gennaio scorso, si fa riferimento al positioning di Bocci, che però non è agli atti: noi abbiamo già nominato un consulente tecnico, ma abbiamo bisogno di capire sulla base di quale prove volete dimostrare la responsabilità di Bocci”. L’obiettivo dichiarato è impostare la linea difensiva ed evitare prove a sorpresa

Se ne parlerà quindi nella prossima udienza, ma intanto i pm hanno ribadito “di non aver richiesto atti di tracciamento del positioning di Bocci, né è stato intercettato, ma sono stati acquisiti i tabulati telefonici”. La difesa, al termine di oltre tre ore di udienza, ha richiamato l’articolo 68 della Costituzione, evidenziando come nell’informativa della Finanza emergano sms tra persone indagate nell’inchiesta e Bocci in un periodo in cui Bocci era ancora parlamentare, risultando così coperto da garanzie costituzionali. Messaggi che però per l’accusa sono utilizzabili, ma non indispensabili.

 

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