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Inchiesta sanità: arrestati il segretario Pd Bocci, l’assessore Barberini e il direttore generale dell’azienda ospedaliera Duca. Verini nominato commissario del partito

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Inchiesta sanità: arrestati il segretario Pd Bocci, l’assessore Barberini e il direttore generale dell’azienda ospedaliera Duca. Verini nominato commissario del partito

Redazione
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La sede regionale del Pd a Perugia (foto P. Punzi)

PERUGIA – Scossono nella politica umbra. Indagati i vertici politici e istituzionali del Pd. Nell’ambito di un’inchiesta della guardia di finanza di Perugia sono stati messi agli arresti domiciliari il segretario del Partito democratico ed ex sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci, l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini e il dg dell’ospedale Emilio Duca. Stesso provvedimento per il direttore amministrativo Maurizio Valorosi e il manager Walter Orlandi. E’ indagata anche la presidente della Regione Catiuscia Marini. Le ipotesi contestate a vario titolo riguardano il falso ideologico, la rivelazione di segreto d’ufficio, il favoreggiamento e l’abuso d’ufficio.  Sono 35 le persone indagate e sei le misure interdittive disposte.

Concorso L’inchiesta della guardia di finanza, coordinata dai pm Paolo Abbritti e Mario Formisano sotto la supervisione del procuratore capo Luigi De Ficchy, sembrerebbe legata all’assunzione di quattro persone nel settore pubblico a tempo indeterminato. Il concorso risale a meno di un anno fa. Questa mattina le Fiamme gialle hanno perquisito alcuni uffici dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e dell’assessorato alla Sanità sequestrando atti e documenti che verranno esaminati nelle prossime ore.

Sistema Nelle maglie degli inquirenti sarebbero finite almeno otto procedure concorsuali pubbliche ‘condizionate illecitamente’ e che, espletate nel tempo, hanno portato all’assunzione di numerose figure in ambito sanitario. In tal senso il gip, nella sua ordinanza parla di “sistema” e “meccanismo clientelare diffusissimo”. Fra i candidati c’è chi, secondo le iniziali contestazioni mosse – abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento e falso – avrebbe beneficiato anche di informazioni riservate relative alle possibili tracce di prove d’esame. In un caso sarebbe stata anche manipolata la nomina dei componenti di una commissione esaminatrice. Commissioni nel mirino anche rispetto a ‘pressioni’ ricevute per assegnare determinate valutazioni agli esaminandi. Nel corposo fascicolo d’indagine figurano anche centinaia di intercettazioni – telefoniche, video ed effettuate attraverso ‘software spia’ installati negli smartphone degli indagati – e documenti acquisiti con tecniche investigative più tradizionali.

I nomi Nell’ordinanza del gip vengono elencati i nomi degli indagati. Si tratta di Roberto Ambrogi (responsabile dell’ufficio contabilità e bilancio sia dellufficio economato e servizi alberghieri), Giampiero Antonelli, Luca Barberini, Domenico Barzotti, Gianpiero Bocci, Lorenzina Bolli, Riccardo Brugnetta, Eleonora Capini, Gabriella Carnio (dirigente responsabile delle professioni sanitarie dell’ospedale), Amato Carloni, Maria Cristina Conte (responsabile dell’ufficio personale), Moreno Conti, Pasquale Coreno, Marco Cotone, Potito D’Errico (professore universitario e primario di Odontoiatria fino a maggio 2013), Maurizio Dottorini, Emilio Duca, Giuseppina Fontana, Rosa Maria Franconi (dirigente coordinatore dell’ufficio acquisti e appalti), Fabio Gori, Paolo Leonardi, Catiuscia Marini, Patrizia Mecocci, Domenico Oristanio, Walter Orlandi, Diamante Pacchiarini (direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera), Vito Aldo Peduto, Mario Pierotti, Domenico Francesco Oreste Riocci, Alessandro Sdoga, Antonio Tamagnini (responsabile dell’ufficio coordinamento attività amministrative del presidio ospedaliero e dell’ufficio sperimentazioni cliniche), Simonetta Tesoro, Milena Tomassini, Maurizio Valorosi (direttore amministrativo dell’Azienda ospedaliera) e Simona Zenzeri.

Commissariamento Dopo l’autosospensione del segreteria regionale Bocci in seguito all’inchiesta, il segretario nazionale Nicola Zingaretti ha deciso il commissariamento del partito affidando al parlamentare Walter Verini la guida del partito.

Marini “Quest’oggi mi è stata notificata dalla Procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo ad una Azienda sanitaria umbra – ha detto la Marini -. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

Barberini L’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, finito agli arresti domiciliari, per l’indagine della procura di Perugia su alcuni concorsi per assunzioni all’ospedale “è sereno e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati”. Lo ha sottolineato il suo difensore, l’avvocato David Brunelli, annunciando l’autosospensione dal Pd del suo assistito e la decisione di dimettersi dall’incarico. “Barberini – ha sottolineato il legale – ha la massima fiducia nell’operato della magistratura, che saprà accertare la sua estraneità alla vicenda. Si è autosospeso dal Partito democratico e si dimetterà dall’incarico di assessore regionale proprio per permettere di fare la massima chiarezza e non intralciare in alcun modo l’attività di indagine. Un atto di responsabilità, rispetto al suo mandato di amministratore pubblico – ha concluso l’avvocato Brunelli – che ha sempre svolto con onestà e rigore”.

LE REAZIONI 

Salvini Il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini attacca: “Senza entrare nel merito degli ultimi arresti, i cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo: elezioni regionali subito”.

Di Maio “Quel che è accaduto oggi in Umbria è molto grave, lo è soprattutto perché parliamo di sanità, della salute delle persone, su cui per anni la politica ha speculato senza mostrare vergogna. Dobbiamo togliere la sanità pubblica dalle mani dei partiti. Bisogna slegare le nomine negli ospedali dalla politica. Bisogna fare una legge per introdurre un sistema più meritocraticratico ed efficiente, con concorsi trasparenti”, ha detto Di Maio.

Gallinella “Inutile sottolineare la gravità di accuse simili. Sarà la magistratura ad accertare le eventuali responsabilità degli indagati – dice in una nota il deputato umbro del M5s, Filippo Gallinella -. Quello che ci preme sapere, in questo momento, è se il nuovo segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha intenzione o meno di cacciare Bocci e Barberini dal suo partito, o se nel PD – malgrado il cambio di vertice – nulla è mutato davvero”.

Liberati “Finisce nel modo più drammatico un ‘regimetto’ opaco che, sin dal 1970, ha governato e sgovernato l’Umbria – commentano i consiglieri regionali pentastellati, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari -. Pur con tutte le garanzie del caso, è quindi evidente come la vicenda odierna rappresenti la pietra tombale su questo sistema politico e partitico: al riguardo, esigiamo dal Pd l’immediata espulsione degli arrestati e la convocazione di elezioni anticipate”.

Lucidi “Gli arresti e le indagini che colpiscono i vertici del Pd e della sanità della mia regione dimostrano gli effetti degeneri di decenni di incontrastato dominio assoluto da parte una classe dirigente autoreferenziale sopravvissuta miracolosamente indenne a tutte le traversie della sinistra e che si riteneva ormai intoccabile come antichi feudatari”. Lo dichiara il senatore M5s Stefano Lucidi.

Polidori “In merito agli arresti in Umbria, Forza Italia vuole andare oltre la vicenda giudiziaria, della quale si occuperà la magistratura. La questione, quella che poniamo da anni, è sempre la stessa: il malgoverno, il clientelismo, quello che ha fatto diventare la regione più bella d’Italia il fanalino di coda della penisola”. Così la Coordinatrice di Forza Italia in Umbria, Catia Polidori.

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