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Inceneritore di Maratta e inchiesta toscana, ecco cosa dice l’ordinanza della procura di Firenze

Politica

Inceneritore di Maratta e inchiesta toscana, ecco cosa dice l’ordinanza della procura di Firenze

Andrea Giuli
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TERNI – Una storia strana, ma non poi tanto. Una vicenda, una inchiesta (Operazione Demetra, l’ennesima in materia di smaltimento irregolare di rifiuti) che è sostanzialmente agli inizi e che la magistratura competente dovrà dipanare. E che coinvolge in qualche modo il termovalorizzatore ‘Aria’ di Acea, collocato nella zona di Maratta a Terni (lanotiziaquotidiana.it ne aveva accennato, pur senza identificare l’impianto, il 14 settembre scorso) verso il quale – va detto – l’ordinanza della procura di Firenze non individua alcuna responsabilità o dolo. In sostanza, insomma, ‘Aria’ sarebbe estranea all’indagine in senso stretto. Probabilmente, però, qualcosa da chiarire ci sarà.

La procura della Repubblica di Firenze nei giorni scorsi, a seguito di una lunga indagine svolta dal Corpo forestale, dalla polizia tributaria, dalla Guardia di finanza e, tecnicamente, dall’Arpat, ha infatti emesso un’ordinanza che comporta una serie di arresti, di custodie cautelari, di misure interdittive (per complessive 31 persone, tra Toscana e Campania), di perquisizioni e sequestri che colpiscono aziende e imprenditori, colpevoli, secondo la procura, di traffico illecito di rifiuti e truffa. Le aziende in questione sono toscane e producono e smaltiscono pulper di cartiera, altre sono campane (secondo la procura, sarebbero vicine ai casalesi) e si occupano di trasporto del materiale. Ma cosa c’entrano in tutto questo “vari impianti di smaltimento – incenerimento e discariche – ubicati in varie province italiane… anche Terni” (così recita la nota della GdF del 14 settembre) ?

Una prima, generale risposta la fornisce l’ordinanza della procura fiorentina con cui sono state disposte le misure cautelari e che definisce la Provincia di Terni e la Regione Umbria come parti offese: “Nel 2013 e fino al novembre 2014, i titolari della…..(un’azienda della Lucchesia, ndr) operavano come intermediari, facendo prelevare i rifiuti dal luogo di produzione dalla ditta di trasporto….(un’azienda campana, ndr), e destinandoli direttamente nella forma del recupero a termovalorizzatori che non avrebbero potuto impiegarli nel ciclo di combustione in quanto troppo umidi” (pag.11). Nella stessa pagina, poi, si legge :”Attribuivano (le aziende toscane coinvolte e campane, ndr) a rifiuti eterogenei miscelati fra loro impropriamente il codice CER 030307, definendoli scarti di lavorazione della carta, ma in realtà costituiti da miscele di plastiche, polistirolo, fanghi da deinchiostrazione della carta, morchie contenenti elevate concentrazioni di idrocarburi di ignota natura“. E subito dopo: “Smaltivano direttamente per combustione i rifiuti di pulper così classificati in impianti di termovalorizzazione, conferendoli abusivamente in quanto essi presentavano caratteristiche non conformi ai requisiti di legge…e in particolare i titolari della ditta…conferivano direttamente parte dei loro rifiuti ai termovalorizzatori tramite la ditta…che quale intermediaria, incaricava la…per il trasporto agli impianti, tra cui quelli della ditta…Aria srl di Terni (gli altri impianti citati sono a Brescia e a Gallicano di Lucca, ndr)compilando formulari per rifiuti destinati al recupero tal quali per la produzione di energia, ben sapendo tutti che si trattava di rifiuti non idonei allo scoop in quanto di consistenza umida”.

Tra finte miscelazioni, formulari balordi e analisi false (sempre secondo la procura gigliata) si arriva così ai quantitativi di rifiuti conferiti: “Nel 2013 – si legge a pagina 12 dell’ordinanza – conferivano nei termovalorizzatori…oltre 14 mila tonnellate di pulper…di cui..305 con trasferimento diretto ai termovalorizzatori”, mentre “nel 2014 fino al mese di novembre continuavano il medesimo ingentissimo flusso di pulper con la stessa classificazione e destinazione a recupero nei termovalorizzatori per un quantitativo di 14.529 tonnellate di cui…9.780 con trasferimento diretto al termovalorizzatore di Terni“. il tutto con un conseguente “ingiusto profitto” tra il 2013 e il 2014 di circa 2,1 milioni di euro.

Comitato No inceneritori “La vicenda del pulper bruciato anche nell’inceneritore Aria srl di Acea – scrive il Comitato – ha dei contorni inquietanti. A chi facessero comodo la maggiore umidità e l’alta concentrazione di idrocarburi sarebbe davvero interessante saperlo. Sta di fatto che negli anni 2013 e 2014 a Terni è stato bruciato pulper di questa fattispecie. Eppure i dati sulle emissioni dell’inceneritore prodotti da Acea hanno sempre fornito un quadro rassicurante. Curioso davvero poi che l’inceneritore di Acea, come apprendiamo dal bilancio 2014, ha dovuto effettuare analisi sul pulper in entrata, durante tutto il 2013, per stabilire quanta fosse la frazione biodegradabile contenuta nel pulper. Potrebbe essere utile saper se in quel caso abbiano mai riscontrato problemi di umidità ma soprattutto di idrocarburi. Il problema è che il pulper è per sua natura una “discarica” da incenerimento, perché nel pulper, secondo la normativa, oltre alle plastiche miste e alla cellulosa residua, può esserci fino a un massimo dell’8% di impurità. Il quadro complessivo dei due inceneritori ternani diventa sempre più preoccupante. Da una parte Ternibiomassa che ha commesso, come rilevato dai carabinieri e da Arpa, una serie di illeciti ma che può ripartire; dall’altra Acea che ha bruciato pulper con idrocarburi trasportati, come dice la Guardia di Finanza, a sua insaputa. Urge una nuova ordinanza del sindaco e l’intervento del Prefetto. Servono risposte. Mercoledì prossimo saremo sotto la Prefettura”.

Movimento Cinque Stelle “Di fronte all’insostenibile inerzia del sindaco e all’inutile chiacchiericcio tumultuoso della politica – scrive il consigliere comunale pentastellato, De Luca – non c’è altro da fare che agire. Per questo il M5S ha depositato stamattina una proposta di delibera e un atto d’indirizzo sui due inceneritori ternani. Nella prima chiediamo al consiglio comunale di deliberare l’invio immediato all’autorità giudiziaria della documentazione giunta all’amministrazione in merito ai verbali delle ispezioni fatti dai Noe e dall’Arpa Umbria nonché il parere espresso sugli stessi dalla Usl2 Umbria su Terni Biomassa. Nel secondo invece chiediamo al Comune di avanzare la richiesta di costituirsi parte offesa in merito al procedimento penale in corso portato avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e che riguarda anche il pulper bruciato all’interno dell’inceneritore Aria spa”.

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Andrea Giuli
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