CARICAMENTO

Scrivi per cercare

In Regione il gruppo consiliare Pd gioca la carta del tutto per tutto, Verini si sfila e si pensa al congresso dopo le Amministrative

EVIDENZA Perugia Terni Politica Extra

In Regione il gruppo consiliare Pd gioca la carta del tutto per tutto, Verini si sfila e si pensa al congresso dopo le Amministrative

Pinocchio
Condividi

La facciata di palazzo Cesaroni

PERUGIA – Non c’è più nemmeno la voglia di litigare come ai bei tempi: ci sono le solite citazioni strampalate del simpatico Chiacchieroni ma insomma nel gruppo consiliare del Pd a palazzo Cesaroni sono tutti un po’ stralunati o doloranti. Due ore di faccia con il commissario regionale e deputato Walter Verini in cui alla fine si prende atto che ognuno vuole dividere i destini dall’altro. Ma senza troppo litigare e senza camminare facendo troppo rumore sulle macerie di un partito che in questo momento è di fatto ai minimi termini: moralmente e probabilmente anche dal punto di vista dei consensi. E allora? E bene dirsi le cose in faccia: il gruppo consiliare Pd, non tutti con la stessa convinzione, il 7 maggio in consiglio regionale respingerà le dimissioni della presidente Catiuscia Marini e le chiederà di tornare al suo posto fissando alcuni punti di programma da mettere subito in atto per proseguire la legislatura e portarla a termine. Missione possibile? Ad oggi molto difficile perché la presidente Marini per quello che si può capire e sapere non vuole tornare suoi suoi passi: i pontieri diplomatici però sono al lavoro ma è chiaro che tutto dipende da vari fattori non ultimo gli sviluppi dell’inchiesta sulla sanità in cui la presidente risulta indagata.

Fronte opposto Dall’altro lato si trova Verini con una parte della segreteria regionale. Va detta una cosa, Verini intelligentemente, ha capito che in questo momento è inutile far salire la pressione e nel corso dell’incontro ha arginato più o meno così: sono il commissario del partito e non del gruppo consiliare e per questo accetterò qualsiasi decisione prendiate. Ma c’è un sottinteso: il deputato fraterno amico di Veltroni pensa che sulle dimissioni di Marini non si debba tornare indietro e che andare al voto a ottobre alla fine sia inevitabile. Siamo, comunque, al conto alla rovescia. Dopo di che la questione di un congresso regionale straordinario, subito dopo le elezioni amministrative, è ormai all’ordine del giorno. Attilio Solinas di Articolo 1 la spiega così: “Io non vado a votare contro le dimissioni se non ci sono garanzie politiche di un sostegno del Pd e se non si capiscono bene comunque le intenzioni della Marini. Al prossimo incontro ci dovrà essere anche lei e dovrà essere chiaro un sostegno o meno del Pd regionale e nazionale senza delegittimazioni”. La stagione dei giorni tribolati in casa Pd è appenda iniziata. E anche nel resto del centrosinistra di palazzo Cesaroni.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere