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In manette coppia di ladri specializzati in farmacie: avevano ‘colpito’ a Terni e Ponte San Giovanni

Si tratta di due italiani,  uno di 42 anni originario di Bologna uno di 46 anni cosentino, entrambi residenti a Viterbo.

TERNI– Decisive le immagini della videosorveglianza, ma anche gli identikit dei testimoni e la targa dell’auto. Così sono finiti in manette due italiani,  uno di 42 anni originario di Bologna uno di 46 anni cosentino, entrambi residenti a Viterbo, per i quali è stata emessa dal Gip di Terni su richiesta della procura un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per due rapine a mano armata, commesse il 29 marzo scorso, a Terni e a Ponte San Giovanni (PG), ai danni di due farmacie.
L’indagine. L’azione della squadra mobile ha preso il via due ore dopo il furto di Terni, quando identica operazione era stata fatta, con le stesse modalità, a Ponte San Giovanni, sempre ad una farmacia.

 

Gli elementi raccolti, tra cui i filmati delle telecamere della farmacia e delle zone limitrofe e le dichiarazioni di alcuni testimoni, hanno portato all’individuazione di un uomo vestito di scuro, scarpe blu, con indosso mascherina e cappello che entra nella farmacia e ha con sé una borsa rossa, dove verosimilmente metterà poi i soldi della rapina, circa 2.000 euro; più tardi, a pochi metri di distanza, abbandonate in strada, gli agenti ritroveranno un paio di scarpe blu, compatibili con quelle riprese dalle telecamere.

L’uomo individuato nei filmati di Ponte San Giovanni indossa, invece, scarpe, mascherina e borsa di colore diverso da quelle di Terni; nella seconda rapina, commessa intorno alle 14, il bottino è di circa 1.700 euro.

A quel punto, le indagini si concentrano sul percorso da Terni a Ponte San Giovanni: vengono esaminati i filmati delle aree di sosta e delle stazioni di ristoro presenti su quel tratto e, in una di queste, nei pressi di Acquasparta, si vedono due uomini, uno dei quali ha un atteggiamento particolarmente sospetto. Indossa un paio di scarpe compatibili con quelle del rapinatore di Ponte San Giovanni, oltre ad avere disponibilità di una somma considerevole di denaro contante. Al titolare dell’attività, inoltre, aveva chiesto di cambiare monete per un importo di 70 euro – la stessa cifra in monete portata via dalla farmacia ternana.

Sempre dalle immagini dell’area di sosta di Acquasparta, gli investigatori individuano la targa di un’auto, intestata ad una donna, che dai successivi accertamenti risulterà essere la madre del 46enne originario di Cosenza; esaminando i filmati di viale Stazione a Terni, poi, un’auto compatibile con quest’ultima viene notata transitare poco prima della rapina proprio nei pressi della farmacia.

Si riesce a risalire all’identità dei due uomini uno dei quali, l’autore materiale delle rapine – il 42enne originario di Bologna – viene riconosciuto anche da alcuni testimoni presenti a Terni e a Ponte San Giovanni.

La terza rapina, a vuoto. Una terza rapina, sempre ad una farmacia, con le stesse modalità, avvenuta nel grossetano il 7 aprile finisce con l’arresto in flagrante: l’autore è lo stesso, aveva usato la stessa auto, cambiandosi solo d’abito.

L’uomo, con precedenti per stupefacenti, reati contro il patrimonio e già sottoposto alla Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno nella provincia di Viterbo, si trova in carcere a Grosseto, mentre l’altro (con precedenti per reati contro la persona e resistenza a pubblico ufficiale) è stato raggiunto presso la sua abitazione in provincia di Cosenza, dove si trovava agli arresti domiciliari.

Da quel momento, il 42enne autore materiale anche delle rapine di Terni e di Ponte San Giovanni (con precedenti per stupefacenti, reati contro il patrimonio e già sottoposto alla Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno nella provincia di Viterbo), si trova in carcere a Grosseto, mentre l’altro (con precedenti per reati contro la persona e resistenza a pubblico ufficiale), è stato raggiunto presso la sua abitazione in provincia di Cosenza, dove si trovava agli arresti domiciliari, dagli uomini della Squadra Mobile ternana che, con l’ausilio del personale del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Paola, lo hanno poi associato al carcere locale.

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