venerdì 18 Giugno 2021 - 23:06
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Imprenditori umbri nei guai per associazione per delinquere e frode fiscale

PERUGIA – Associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla commissione di reati fallimentari, riciclaggio, auto riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori: sono le accuse elevate a vario titolo dalla Guardia di Finanza nei confronti di imprenditori e professionisti umbri.

 

Perquisizioni I militari del nucleo di polizia economico della Guardia di Finanza di Perugia, su delega delle Procura del capoluogo umbro, hanno eseguito le perquisizioni nei confronti di alcuni soggetti umbri ritenuti responsabili, a vario titolo, dei diversi reati tra cui la frode fiscale . Le indagini sono partite da accertamenti tributari nell’ambito dei quali è emerso – si legge in una nota dei finanzieri – “un consolidato sistema associativo che, nel tempo, ha posto in essere numerose condotte illecite”, consentendo ai vari soggetti economici coinvolti di evitare il pagamento delle imposte e di sottrarsi alle pretese dei creditori.

Fallimento Secondo gli accertamenti delle Fiamme gialle, la titolarità delle quote sociali di imprese private dei compendi attivi,  mandate in fallimento dopo l’accumulo di ingenti debiti con l’Erario, venivano falsamente trasferite a prestanome nullatenenti che, in qualità di soci unici, scioglievano in anticipo le società con la cancellazione dal registro delle imprese. Il ruolo di “catalizzatore” della azioni criminali e promotore dell’associazione a delinquere, spigano i finanzieri, sarebbe stato assunto da un consulente societario umbro che, grazie alla sua professionalità, riusciva a dare una rappresentazione contabile, societaria e amministrativa coerente ed inquadrata in un ambito di “apparente” legalità.

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