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Il Perugia sfida il Carpi, serve una netta inversione di marcia

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Il Perugia sfida il Carpi, serve una netta inversione di marcia

Redazione sportiva
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Mister Roberto Breda (foto Roberto Settonce)

PERUGIA – Come recita l’antico detto, scherza coi fanti ma non coi santi. La battuta, in questo frangente, però è d’obbligo: Santa Rita avrà dato una mano ai grifoni per preparare al meglio la sfida contro il Carpi? Lasciando in pace la santa casciana, per il Perugia, di rientro dal ritiro di Roccaporena, domani è vietato sbagliare. Al Curi vincere contro la formazione di Calabro dovrà essere un obbligo e Roberto Breda, dopo due pareggi e una sconfitta – un magrissimo bottino di appena due punti, con il Grifo addirittura in zona playout a un solo punto dall’ultimo posto in classifica – lo sa bene.

Formazione Il tecnico biancorosso potrebbe optare di nuovo per un 4-3-1-2 (non è escluso, però, il 4-2-3-1). In attacco (con Cerri che dovrà restare fermo un giro a causa del rosso rimediato domenica a Venezia, il mister dovrebbe far leva sulla coppia dei gemelli del gol (12 in due) formata da Di Carmine e Han. In questo frangente a dar man forte alle due punte sarà Buonaiuto. In difesa, tornerebbe fra i titolare Belmonte. Confermati Volta e Pajac, mentre Monaco sarebbe in ballottaggio con Dossena. Infine, l’asse della mediana vedrebbe il trio formato da Bianco (grande ex di giornata), Colombatto e Bandinelli.

La parola a Calabro “Questa settimana ci siamo allenati come al solito – ha detto il tecnico degli emiliani -, è normale che a livello strategico si fanno determinate considerazioni: l’inizio della gara condizionerà il resto della partita, dobbiamo schierare una squadra tosta che risponda a un avversario che viene da tensioni e da delusioni che non si attendeva nessuno. Per me sono ancora in tempo per essere protagonisti di questo campionato e servirà grande attenzione nelle fasi della partita, in particolare l’inizio dei due tempi”. E sulla prima sfida con Bianco come avversario: “Ha dato tanto al Carpi e il Carpi ha dato tanto a lui, sono diventati grandi insieme. Io posso parlare dei venti giorni in cui è stato in ritiro con noi e posso dire di aver visto un grande giocatore e un ottimo ragazzo”.

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