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Il Perugia, la Ternana e quell’elegante praticità

Cronaca e Attualità

Il Perugia, la Ternana e quell’elegante praticità

Redazione sportiva
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La fase di gioco di un derby tra Grifo e Fere

di Libero Vecchia Maniera

PERUGIA – Come due pugili suonati, sebbene per opposti motivi, Perugia e Ternana si leccano le ferite seduti al proprio angolo, a testa bassa e con lo sguardo corrucciato dopo il suono del gong. Una vera beffa per i Grifoni, soprattutto in avvio di partita scintillanti come a Cesena per palleggio e velocità di gioco, ma incapaci di “monetizzare” la tanta mole di lavoro e quindi generosamente in modalità “operato gratuito” al cospetto di un Bari esperto e sornione, che invece è passato baldanzoso alla cassa prendendosi tre punti pesanti. Facendo giornata, ops serata, del tipo “grazie e arrivederci”. Se il Perugia ha indossato ancora l’abito elegante, confermando l’insito desiderio di scendere in campo con portamento bello a vedersi e magari (si spera vivamente) anche più pratico all’occorrenza, ci si aspettava all’esordio delle Fere una squadra grintosa e col classico, sempre amato binomio tuta-elmetto a contraddistinguere sin da subito la nuova avventura. Invece a Cittadella la Ternana è sembrata un turista assonnato uscito di casa in infradito e t-shirt. Con idee (poche) confuse sul programma di giornata e per questo inevitabilmente costretto a prestare il fianco ad un team bello pimpante, fresco, con temperamento e disciplina da studente in camicia e comodi calzoni. Abbigliamento casual come si addice ad una compagine semplice, non certo sfavillante ma sufficientemente concreta per approfittare del distratto avversario. Meglio allora correre subito ai ripari: Bucchi dovrà trovare il modo, lui che in area di rigore di grinta ne aveva da vendere e da simil centravanti-carneade svettó prorompente in mezzo a baluardi iridati come Cannavaro e Thuram, di spiegare ai suoi ragazzi che si può rimanere eleganti anche se a fine partita l’abito evidenzia qualche strappo qua e lá, macchie di erba mista a fango e orli scuciti. Perché per rimpinguare il bottino e far sorridere la classifica non si può sempre far caso al “risvoltino-perfettino”, ma occorre sgomitare, mordere, lasciar da parte i fronzoli pur di trovare la via del gol. A costo di portare i panni in lavanderia per il lavaggio pesante. E Benny Carbone, in vista del recupero di mercoledì con l’agguerrito Pisa del condottiero Gattuso, punta innanzitutto (e non solo) a far rispolverare ai rossoverdi la “mise” da operaio che tanto piace ai tifosi della Conca. Perché si sa, la bellezza ha tanti volti, lo stile è sempre personale e la vittoria in fin dei conti mette tutti d’accordo. Che sia conquistata col gessato o con il jeans.