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Il Pd verso il congresso, in Umbria inizia subito il balletto dei posizionamenti, fughe in avanti e alleanze variabili

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Il Pd verso il congresso, in Umbria inizia subito il balletto dei posizionamenti, fughe in avanti e alleanze variabili

Redazione politica
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Un delegato Pd a un'assemblea del partito

PERUGIA – Magari qualcuno nel Pd è partito per scalare le montagne e si fermerà invece al primo ristorante. Ma insomma, il riverbero dei piatti che volano a Roma qualche sommovimento lo produce anche nella nostra placida Umbria. Una vedetta con il senso delle proporzione e conoscenza politica della storia del partito, come Piero Mignini da giorni ripete lo stesso ritornello: “Il Pd è cambiato radicalmente e uno come me che cosa ci sta a fare? Non si tratta di fare una ridicola caccia alle streghe, ma insomma… Quando ci sarà un nuovo soggetto di centrosinistra io ci sarò”. Lui ci sarà, e altri non staranno fermi: si parla dell’ex segretario regionale Lamberto Bottini, dell’ex sindaco di Perugia Renato Locchi e l’intramontabile Adolfo Orsini da Città di Castello che del dalemismo hanno fatto una scelta di vita. Sull’ala sinistra della nuova Cosa andrà a posizionarsi anche un pezzo (forse non esteso) della Cgil che con il Pd a trazione renziana ha fatto sempre baruffa. Più qualche dirigente di categoria che vere e proprie prime file. Tutto senza lacrime o dolorosi contorcimenti, perché come dice un dirigente “la scissione è nei fatti da tempo, non c’è nulla di cui meravigliarsi”. In quel di Terni il generoso consigliere comunale Sandro Piccini, una vita passata a fare il mediano, fa sapere che lui resta nel Pd. Movimenti veri e presunti, nelle prossime ore aumenteranno.

Versione turca Lavori in corso, magari poi salterà fuori pure qualche assessore comunale e qualche sindaco, ma a naso il grosso dell’attuale Pd resta dentro e con Renzi. La variabile e l’aspetto più gustose dal punto di vista della cronaca politica è quello che si vede all’interno dell’attuale maggioranza. Non vi facciamo un disegnino esplicativo, ma provateci a seguire senza farvi prendere dallo sconforto: quando si parla del Pd è come tornare a misurasi con il greco antico per un vecchio alunno del Liceo. Una vertigine. Da queste parti la sorpresa è stata confezionata tutta all’interno dei cosiddetti Giovani Turchi: gli ex quarantenni capeggiati dalla presidente della Regione Marini, prendono strade diverse in questa tornata congressuale. Sorpresa: si sorpresa. E allora la senatrice Cardinali vira con decisione sul ministro della Giustizia Orlando e con lei anche il collega Rossi che ha comunque tramite la vice presidente della Camera Sereni tiene aperto un collegamento con l’area di Franceschini. L’asse con la presidente si rompe, perché Marini insieme a un folto gruppo di sindaci e amministratori ha detto chiaro e tondo di posizionarsi su Renzi e sulla linea del presidente uscente del partito Orfini.  Con lei il deputato Giulietti che torni i rapporti di collegamento con il tesoriere nazionale Bonifazi e l’area di stretta osservanza renziana. Fisiologica divaricazione o netta cesura? Difficile dirlo ma in queste ore le chat sono abbastanza ‘calde’. La presidente, come da carattere, tace e chi la conosce fa sapere che sia più di una punta amareggiata per una scelta che valuta poco comprensibile. “Sulle candidature in Senato di Rossi e Cardinali come su quella di Giulietti alla Camera all’epoca fece un vero e proprio putiferio…” ricordano alcuni dirigenti, come a dire che come spesso succede in politica la vicenda si colora anche di istinto, carattere e stati d’animo. Si vedrà.

La conta Una cosa è certa dentro la cosiddetta linea orfinian-mariniana si ritrova il grosso degli amministratori e dei territori con diversi nuovi ‘arrivi’. Insomma, nessuno numeri e truppe alla mano da queste parti nessuno sembra soffrire una solitudine politica. Tornando alla cosiddetta area Orlando: qui si dovrebbero posizionare anche l’ex sindaco di Perugia Boccali, ma lo ‘sfondamento’ non sembra essere cosa a portata di mano tanto più che in fase congressuale la militarizzazione porterà, come sempre avviene, a serrare i ranghi. I spazi sembrano essere davvero pochi. Si vedrà. In tanti per il momento restano alla finestra. “Ragazzi i giochi sono aperti e se poi Orlando non si candida? Solo voi giornalisti giocate alle figurine…”, si lascia andare sarcastico un’ex assessore regionale in vena di dileggio. E in giunta regionale? tutti su Renzi con varie sfumature. In consiglio regionale? Stesso discorso e il simpatico Solinas non sembra avere tutta questa voglia di traslocare altrove.

Versione Bocci Il sottosegretario agli Interni, Giampiero Bocci, altro azionista di maggioranza del Pd umbro ha posizionato saldamente i suoi nel campo renziano tenendo aperto un canale sia con Franceschini che con Lotti. La formazione è conosciuta: l’assessore alla Sanità Barberini, il presidente del consiglio regionale Porzi così come i consiglieri Brega, Smacchi e Guasticchi. Poche sorprese da questa parte.

Anna e Giacomo E siamo all’area giovani leoni. Anna e Giacomo sembra una canzona dell’indimenticabile Dalla, ma invece sono il segretario regionale Leonelli e la parlamentare Ascani: loro con i ragazzi della via Pal della segreteria (Gabumbuli, Burico ma anche Moscoloni, Chiodi e Meloni per citare a memoria) stanno fortissimamente su Renzi. Per scelta e per strategia. I ragazzi, ma con qualche pelo sullo stomaco che inizia a spuntare, guadano alla partita delle prossime Regionali. Il tempo per organizzarsi c’è, ma attenzione a non fare errori.

Rebus segreteria  Che partita si gioca sull’elezione del prossimo segretario regionale?  Prematuro dirlo, anche se la vera cartina di tornasole dei rapporti di forza interni al Pd umbro è proprio questa. Occhio e prudenza, c’è chi trama e chi trema. L’uscente Leonelli non sembra voler giocare la parte dell’agnello sacrificale e al momento alternative valide non si vedono. Signori e signore, tutti in fila: il cinema Pd è ufficialmente aperto. Buona visione e divisione a tutti.

P.P. Bur