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Il Pd umbro verso le primarie per scegliere il segretario: alleanze inedite, defezioni e veleni. Asse Marini-Bocci-Ascani

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Il Pd umbro verso le primarie per scegliere il segretario: alleanze inedite, defezioni e veleni. Asse Marini-Bocci-Ascani

Pinocchio
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Un seggio per le primarie del Pd

PERUGIA – Lo diciamo subito, in modo da non farvi perdere tempo: nel meccanismo delle primarie la verifica di una sconfitta o di una vittoria è sempre al plurale perché dietro a un candidato ci sono pezzi del gruppo dirigente ed è questo sottofondo che va indagato per capire la sostanza politica e la direzione di marcia di un partito. In questo caso il Pd umbro che nel mese di dicembre chiamerà iscritti e non a decidere il prossimo segretario regionale. Da qui alle prossime settimane verrà stilato un regolamento e poi ognuno dovrà mettere le carte in tavola. Carte, che ad osservare bene, già cominciano a disporsi sul tavolo da gioco.

Stagno Il placido stagno, infatti, è stato agitato dalla candidatura dell’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e nella nostra piccola Umbria tra i democrat è stato subito un posizionarsi, scansarsi, evitarsi e unirsi. Prima indicazione di metodo: salvo colpi di scena a breve anche l’area che sostiene Minniti dovrebbe presentare un suo candidato alla segreteria regionale.

Ciliegia Quale area? E’ qui siamo alla prima ciliegia gustosa: Gianpiero Bocci, la presidente della Regione Catiuscia Marini e la parlamentare Anna Ascani dovrebbero ritrovarsi insieme proprio su questo fronte e con loro le truppe che gli stanno dietro. Piccolo esempio? Salvo l’assessore Fabio Paparelli che ha piantano le sue tende nell’area di Nicola Zingaretti, complice l’amicizia con Walter Verini e di conseguenza con Veltroni, la totalità del gruppo consiliare in Regione del Pd si posizionerà su Minniti. Tutta gente in grado, nonostante la crisi evidente, capace di smuovere ancora oggi non pochi voti. E ancora: sul fronte dei sindaci di cui tanto si ama parlare salvo Tofini da Marsciano, Germani da Orvieto e De Rebotti da Narni tutti gli altri devono ancora decidere e non pochi sostengono che armi e truppe a favore di Minniti verranno proprio da qui. Insomma, si salvi chi può.

Renziani E la gioventù renziana guidata dall’ex segretario regionale Giacomo Leonelli? Se Renzi benedirà come sembra la candidatura di Minniti a sostegno del giovane sindaco di Gualdo Cattaneo Andre Pensi rimarranno in pochi e non è detto che alla fine lo stesso Pensi decida di non scendere nel campo di battaglia.

Asse Certo, al momento, quello che fa pensare è l’inedito asse che si sta formando su Minniti: nomi come quello di Bocci, Marini e Ascani fanno pensare a una sorta di alleanza anche in vista delle elezioni regionali del 2020. Troppo ottimismo? Può darsi ma un democrat che frequenta stanze e corridoi la mette cosi: “Li dipingono sempre come uno contro l’altro e in parte è così ma guarda caso negli snodi che contano sia Bocci che Marini si ritrovano sempre dalla sessa parte della barricata”. Altro dato: sul nome di Zingaretti sembra esserci la fiera dell’ex: da Marina Sereni, passando per Wladimiro Boccali, per arrivare a Valeria Cardinali e per non elencare diversi ex assessori o consiglieri comunali sparsi per l’Umbria. Il fronte che era con Andrea Orlando sembra, salvo poche eccezioni, confluire sul nome di Zingaretti. Visti i numeri raccolti la scorsa volta, non proprio una garanzia. Ma si vedrà. Ultimo accenno lo facciamo per la scelta del candidato sindaco di Perugia. A breve si farà avanti un civico e il Pd andrà in suo sostegno: che il civico sia il giornalista Giuliano Giubilei ci sono molti dubbi. In primo luogo in gran parte del gruppo dirigente. Partita doppia da seguire. Occhi aperti e orecchie tese.

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