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Il Pd e ripartenza: “Chiusa una fase, basta con etichette e personalismi: serve confronto”

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Il Pd e ripartenza: “Chiusa una fase, basta con etichette e personalismi: serve confronto”

Pinocchio
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Un momento dell'incontro
Un momento dell'incontro

PERUGIA – Perugia, Ponte San Giovanni, sabato mattina, Park Hotel. Dovevano essere gli ascaniani, perqualcuno i ribelli, per gli altri i frondisti oppure i rottamatore in sedicesimi. Poi, improvvisamente, dentro una riunione di oltre sessanta persone, in tempi in cui il Pd in Umbria non è molto trattativa, a lasciare tutti con un palmo di sano è il giovane segretario di Cascia. Dopo una serie d’interventi Niccolò Sabatini, aria da adolescente e barbetta accennata, prende il microfono è quasi incespica dall’emozione: “A Cascia siamo stati lasciati soli, il partito non esiste da tempo e noi ci sentiamo come sentinelle lasciate al fronte: bisogna tornate a parlarci e fare progetti. Chi fa il segretario regionale è un problema viene molto dopo”. Parole che cadono sull’uditorio come pietre nell’acqua. Scatta l’applauso di una platea in cui si rivede un veterano come Giuseppe Torconili accanto al giovane sindaco di Baschi Damiano Bernardini, il vice ministro Anna Ascani vicino al militante di Gualdo Tadino che nella foto dell’orazione ci butta dentro anche l’espressine colorita. Il tema del dibattito è un programma già di uno che vorrebbe uscire da un lutto: “Ora per il nostro futuro, capiamo cosa è successo e dove vogliamo andare”.

Confronto Vasto programma ma che negli interventi di molti viene sintetizzato così: la gestione del partito dalle dimissioni della ex presidente della Regione Catiuscia Marini ad oggi è uno stata come la classica camera senza luci: nessuno ha capito cosa fare e dove andare. Il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Prosciutti è uno dei pochi che chiama in causa il commissario regionale Walter Verini: accenti polemici, ma ormai tutti capiscono che è inutile parlarne. Meglio guardare avanti. Cecare di uscire dalla mancanza di confronto e silenzi forse interessati. Ripartire dalle macerie se è possibile e ricostruire. Tanti volti che hanno partecipato a decine di riunioni e tanti altri che magari si fanno vedere solo ora. Molti soldati e nessun generale. E forse, oggi per il Pd umbro questa è una cosa buona. Andrea Vannini, sale sul palco, e ripete il concetto: “Di questo partito è rimasta la sede ma poi è sparito tutto: nessuno si ricorda più un’assemblea o una Direzione”.

Due volti Girandola di interventi, con un filo conduttore: lo dice un veterano come Franco Ciliberti, lo ripetono i consiglieri regionali Meloni e Bettareli, ci torna Ascani ma poi anche altri militanti senza stellette. Letizia Guerri da Città di Castello come i sindaci di Montone e Santa maria in Tiberina Rinaldi e Michelini e ancora Tiziana Chiodi da Deruta. Guadare avanti. Il consigliere regionale Donatella Porzi: “Giovane o non giovane? Io vorrei solo che ci fosse confronto poi il resto lo decideremo insieme”. Già decidere insieme. Quello che si è fatto poco o nulla nei tempi recenti. Molti fanno sapere segretari di circolo fanno sapere di aver appreso dai giornali il nome del candidato alle suppletive per il Senato. Ascani con ironia conferma: “Magari una telefonata potevano farcela… comunque faremo campagna elettorale e non ci tireremo indietro”.

Rinnovamento L’ex consigliere regionale Andrea Smacchi si batte il petto: “Abbiamo perso perché i dati economici sono peggiorati e noi non abbiamo saputo in questi dieci anni giocare la partita sul rinnovamento: si è chiusa una fase, andiamo avanti”. E allora andare avanti significa tornare a rivedersi: “Questo di oggi è stato solo il primo di una serie di appuntamenti, posso venire anche quelli che oggi non c’erano”. In sala, diversi, pronunciano i nomi del capogruppo in Regine Tommaso Bori e de dei sindaci del Lago Trasimeno e di Corciano: Chiodini e company. C’è posto per tutti: “Questa non è una riunione di corrente è il Pd umbro che vuole parlare e ascoltare, ma è tanto difficile da capire?”. Di questi tempi si.  Ma provarci non guasta. E il congresso regionale? Forse in primavera, forse a settembre: ma questo è il momento di mettere insieme le idee per uscire dalla stanza senza luce. Si tratta di trovare l’interruttore.

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