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Coronavirus, il mondo solidale delle Caritas non si ferma: “I servizi saranno potenziati”

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Coronavirus, il mondo solidale delle Caritas non si ferma: “I servizi saranno potenziati”

Redazione
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Un pranzo alla Caritas
Un pranzo alla Caritas

PERUGIA – Davanti all’emergenza sanitaria, il modo delle Caritas non indietreggia e resta in prima fila per aiutare le persone più bisognose. “I servizi offerti dalla Caritas diocesana e da quelle parrocchiali nel tempo del coronavirus non vengono meno, anzi, sempre nel rispetto dei provvedimenti governativi nazionali e locali adottati a seguito dell’emergenza sanitaria, saranno, nei limiti del possibile e secondo le necessità, anche potenziati”. Ad annunciarlo è il direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, il diacono Giancarlo Pecetti. Proseguono quindi le attività dei Centri di ascolto diocesano e parrocchiali, dei quattro Empori della solidarietà (dove settimanalmente continueranno a recarsi più di 1.200 famiglie in difficoltà), del “Villaggio della Carità” che attualmente ospita 15 famiglie per un totale di 56 persone, delle diverse opere segno dove annualmente sono accolte dalle 150 alle 200 persone disagiate e della mensa Comune-Caritas “San Lorenzo” in pieno centro storico dove quotidianamente vengono forniti pasti caldi a 50 persone.

Due emergenze “L’Umbria deve affrontare una emergenza (coronavirus) nell’emergenza (terremoto), le cui conseguenze sociali rischiano di assumere dimensioni disastrose”, ha sottolineato, invece, il direttore della Caritas diocesana di Spoleto-Norcia, Giorgio Pallucco, il quale osserva che tra le conseguenze più immediate del coronavirus c’è anche la ricaduta negativa sull’economica, in particolare sui flussi turistici. “Pur nella drammaticità degli eventi che in questi giorni stanno mettendo a dura prova il nostro Paese, la Caritas – afferma il direttore – rivolge alle Istituzioni un appello accorato affinché resti alta anche l’attenzione ai problemi delle popolazioni terremotate”.

 

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