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Il grido del Comitato Fair play: “Ora le società sportive umbre rischiano il collasso”

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Il grido del Comitato Fair play: “Ora le società sportive umbre rischiano il collasso”

Redazione sportiva
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Una partita di calcio delle giovanili
Una partita di calcio delle giovanili

TERNI – Annullamento dei canoni pubblici, un fondo di rotazione per gli affitti ai privati e maggiori tutele per i collaboratori. Sono queste le richieste che Stefano Lupi, presidente del Comitato Fair Play Umbria, ha inoltrato all’assessore regionale allo Sport, Paola Agabiti, tramite una lettera. Le Asd, Associazioni Sportive Dilettantistiche, non hanno trovato tutele in tutte le proprie componenti nell’ultimo decreto del governo ‘Cura Italia’. Ed ecco che, con la sospensione dell’attività, vengono meno anche le rette delle famiglie e quindi crescono le difficoltà di far fronte ai pagamenti. In particolare per le associazioni sportive che svolgono la propria attività in locali affittati a privati.

La lettera  “Il movimento sportivo umbro – scrive Lupi nella lettera – al pari del resto d’Italia è in grande difficoltà. Parliamo di sportivi, di praticanti, di società sportive dilettantistiche che rappresentano una parte importante della nostra comunità, assolvendo ad un primario un ruolo sociale ed economico. Il momento è di estrema difficoltà per tutti. Necessitano stanziamenti da poter destinare alle Associazioni Sportive Dilettantistiche, mediante la predisposizione di Bandi Regionali che possano contribuire a garantire la ripresa e la prosecuzione delle attività. Molte associazioni durante ogni anno sportivo affrontano duri sacrifici grazie all’impegno quotidiano di presidenti, dirigenti, istruttori che svolgono il loro impegno in modo volontaristico. La crisi comporterà purtroppo un impoverimento generale”.

Impianti  “Abbiamo pertanto l’obbligo – prosegue la missiva – di garantire il diritto allo sport ed alla salute, prevedendo dei contributi alle famiglie umbre per consentire loro di far praticare lo sport ai propri figli. Non si può lasciare questo onere alle singole società sportive che, soprattutto per gli sport più popolari, già ora si fanno carico del mancato versamento delle quote per chi non può pagarle. Occorre la sua opera affinché: possa sensibilizzare i Comuni e le Province, proprietarie di impianti sportivi in gestione da parte delle Asd, per l’annullamento dei canoni di concessione pubblica o degli affitti per la fine dell’anno in corso e per l’anno sportivo 2020/2021, adoperandosi per una moratoria riguardo il versamento dei tributi locali ed una riduzione del costo delle utenze; possa istituire un fondo di rotazione e garanzia per sostenere il pagamento di almeno tre mensilità dei canoni di locazione presso strutture di proprietà privata, oltre al pagamento delle tasse e delle bollette delle utenze da parte delle Asd, in attesa di rinegoziazione delle condizioni per l’anno prossimo; si tutelino maggiormente, con un adeguato sostegno economico, tutti quei collaboratori sportivi che vivono di sport, anche quelle posizioni di soggetti che, pur percependo solo rimborsi spese, fanno dello sport la loro fonte di sostentamento primario”.

Coraggio  “Occorre avere il coraggio di far partire dall’Umbria una richiesta alle federazioni nazionali ed agli enti di promozione sportiva affinché riducano i costi di tesseramento e le quote di iscrizioni ai diversi campionati. Lo sport è soprattutto un movimento sociale e culturale. Se non ci sarà un aiuto economico per le associazioni sportive, molte di loro avranno seri problemi nel riprendere il programma degli allenamenti e garantire un corretto e costante svolgimento delle attività”.

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