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Il voto di marzo per un posto in Senato accende il derby negli schieramenti

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Il voto di marzo per un posto in Senato accende il derby negli schieramenti

Pinocchio
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Palazzo Madama, sede del Senato
Palazzo Madama, sede del Senato

TERNI – Il primo sospetto viene dal riservato silenzio con cui molti ne stanno già parlando all’interno dei partiti e degli schieramenti: non lo dite troppo forte, fate silenzio. Segno che le elezioni suppletive per la scelta del senatore o della senatrice che prenderà posto nella plenaria di Palazzo Madama, scalda animi e ambizioni. Ma anche qualche regolamento di conti che poi vi diremo. Domenica 8 è una data che è stata segnata con il classico cerchietto rosso sui calendari di molti e non solo politici. L’Armageddon elettorale per chi prende il posto della presidente della Regione Donatella Tesei si giocherà su un territorio preciso che data l’estensione ha una sua importanza anche come test politico locale per capire lo stato di salute di partiti e coalizioni dopo lo scontro elettorale andato in scena alle elezioni regionali. Campo di battaglia elettorale, dunque, sarà ad Acquasparta, Allerona, Alviano, Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Baschi, Calvi dell’Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montecchio, Montefranco, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Narni, Orvieto, Otricoli, Parrano, Penna in Teverina, Polino, Porano, San Gemini, San Venanzo, Stroncone e Terni.

Numeri Senza scomodare tuttologi, politologi o sondaggisti numeri alla mano, quanto succederà nella città di Terni farà inevitabilmente la differenza, per peso elettorale, rispetto a Foligno e Spoleto. E per questo la partita anche per la scelta dei candidati alla fine si dovrebbe decidere nella città dell’acciaio. Ma, al momento, gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra si stanno muovendo in maniera e su direttrici diverse. Vediamo nello specifico.

Centrodestra Su questo lato la parola definitiva sul candidato o sulla candidata spetterà alla Lega su questo non ci sono dubbi e non è un caso che Matteo Salvini abbia già fatto fare un primo giro d’orizzonte al potente commissaria della Lega Barbara Saltamartini e al segretario regionale Virginio Caparvi. E anche qui sta venendo fuori quello scontro interno alla Lega che ha contraddistinto anche i vari cambi in giunta comunale: da una parte i due pretoriani del partito e dall’altra il sindaco Leonardo Latini con i suoi fedelissimi. L’ultima partita andata in scena con la sostituzione di Valeria Alessandrini ed Enrico Melasecche approdati in Regione ha visto il sindaco da tutti considerato un sor tentenna riportare a casa il risultato che voleva a discapito dell’ortodossia leghista. Il caso dell’assessore defenestrato Francescangeli dice questo: Saltamartini e amici volevano la sua permanenza a palazzo Spada, il mite Latini però ha tirato fuori gli artigli e messo alla porta proprio la protetta leghista. Ora la partita rischia di andare al terzo tempo perché la coriacea Saltamartini sembra orientata a candidare Nico Nunzi,ex vicesindaco di Otricoli che dopo aver lasciato la politica attiva ora è responsabile organizzativo della Lega in Umbria. Nunzi è un fedelissimo della Saltamartini. Dall’altra parte, anche se non sembra voler insistere troppo, si è posizionato il sindaco Latini che per quel posto sembra voler puntare sull’assessora all’Ambiente Benedetta Salvati. Semaforo giallo in attesa che qualcuno faccia scattare il verde.

Regolamento In tutto questo c’è anche il tentativo di consumare una resa dei conti. Il non aver avuto l’assessore all’interno della giunta regionale sembra aver mandato in tilt una parte del gruppo dirigente umbro di Fratelli d’Italia. E allora come oggi il bersaglio di una parte dei meloniani è l’attuale assessore Paola Agabiti. Ieri non la volevano in Giunta e oggi la vorrebbero spedire in Senato per prenderne il posto. Ma il tentativo oggi e come ieri è destinato a fallire: su Agabiti la presidente Tesei ha fatto una scommessa di fiducia e competenza e in secondo luogo l’ex sindaco di Scheggino nel poco tempo da assessore ha già dato l’idea di avere il classico pugno di ferro in guanto di velluto. Molta cortesia e sorrisi ma poi sulle scelte non si transige: cosa questa che è stata subito apprezzata da diverse categorie economiche e sociali della nostra regione. Morale? Agabiti non si muove e dunque chi prova il gioco dello spostamento della dama sulla scacchiera ha già perso in partenza. Al momento il derby è tra Nunzi e Salvati. Poi si vedrà. E ora passiamo al campo a dir poco malmesso del centrosinistra.

Centrosinistra Nel Pd umbro ormai nessuno capisce cosa fare come fare: il commissario e deputato Walter Verini si è dimesso dalla carica e ripete che vuole accompagnare il partito al congresso: per ora queste sono le ultime sopraggiunge dall’Isola dei Dispersi. E allora si capisce che le suppletive di marzo rischiamo di trasformarsi in una roulette in cui ognuno butta palla avanti senza però una vera strategia. Gli organismi dirigenti, o quello che ne rimane, a Terni come a Perugia sono una specie di cabina telefonica in cui si consultano pochi amici rimasti per non parlare del sostegno che l’eventuale candidato potrebbe avere in campagna elettorale: alle ultime regionali la macchina dell’organizzazione neanche si è messa in moto e in numerosi territori la bandiera del Pd è rimasta afflosciata. In questo quadro sul piatto ci sono i nomi del presidente della Provincia di Terni Giampiero Lattanzi e quello del sindaco di Narni Francesco De Rebotti. Razionalità politica vorrebbe che la candidatura del sindaco avesse maggiori chance ma di questi tempi nel Pd nessuno riesce a contare fino a tre senza essere smentito. Si vedrà.

Incognita In tutto questo c’è da capire quale sarà l’atteggiamento del M5S: avrà una sua candidatura o invece andrà a sostegno del candidato del centrosinistra? A breve i vertici nazioni grillini dovranno rispondere a questo interrogativo. O magari stabilire di non partecipare alla gara elettorale.

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