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Il decreto terremoto alla Camera senza possibilità di modifiche, Alemanno attacca: “Così si rischia di vanificare il lavoro fatto”

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Il decreto terremoto alla Camera senza possibilità di modifiche, Alemanno attacca: “Così si rischia di vanificare il lavoro fatto”

Redazione politica
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Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno

PERUGIA –  “La speranza che aveva profuso in tutti noi la visita nelle zone colpite dal sisma del premier Giuseppe Conte rischia ora di subire una pericolosa battuta d’arresto”. Così il sindaco di Norcia Nicola Alemanno che si dice preoccupato per la blindatura alla Camera del decreto Terremoto che sarà quindi approvato senza ulteriori modifiche, non essendo previsto un nuovo passaggio al Senato. Attaccano i senatori di Forza Italia, mentre quelli della Lega frenano: “Non può essere emendato perché va approvato entro il 23 luglio, così da evitare il fallimento di 300 aziende abruzzesi”.

Alemanno Il sindaco parla dei problemi che rischiano di rimanere irrisolti: “Tra questi, di fondamentale e sostanziale importanza, sono le correzioni di alcuni emendamenti relativi ai temi fiscali e alla proroga del personale a supporto delle pubbliche amministrazioni ed altri invece a ‘costo zero’, come ad esempio – dice il sindaco Alemanno – la presenza di usi civici nel territorio. Comprendiamo le esigenze del governo relativamente alle coperture finanziarie, ma il nostro territorio, così come tutti quelli del cratere del sisma non possono più aspettare. Le nostre famiglie e le nostre imprese all’indomani degli eventi sismici del 2016 hanno compiuto una scelta importante: quella di rimanere e continuare a credere in questi territori. Una capacità di resilienza che rischia di essere compromessa. Oggi – prosegue il Sindaco di Norcia – siamo chiamati a confermare e a supportare le famiglie nella scelta di continuare a vivere in questi territori; le aziende e le piccole e micro imprese hanno invece bisogno di strumenti di sostegno fiscali e finanziari, di aiuti concreti che gli consentano di poter fare una programmazione a medio-lungo termine». Poi l’invito al Parlamento ad «approvare un Ordine del Giorno in cui si impegni riguardo alla possibilità di presentare nei tavoli Europei la proposta di equiparare le aree del cratere a quelle svantaggiate (ex obiettivo 1)”.

Forza Italia Sulla blindatura del disegno di legge vanno all’attacco anche i senatori di Forza Italia in Commissione speciale Giacomo Caliendo, Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Massimo Mallegni, Gilberto Pichetto Fratin e Domenico De Siano: “Denunciamo l’arroganza del governo sulla vicenda terremoti. In occasione della prima lettura del decreto, maggioranza ed esecutivo avevano garantito al Senato approfondimenti e interventi sulla situazione di Ischia e su altre importantissime vicende in occasione del passaggio alla Camera. Questi impegni, presi in sede parlamentare, hanno facilitato l’iter del decreto. La sua ‘blindatura’ alla Camera tradisce gli impegni presi da maggioranza e governo, mortifica comunità locali duramente colpite, annulla il confronto parlamentare, in una fase in cui ci sono spazi e tempi per un serio confronto di merito. Da un lato il governo appare in vari campi incapace di assumere iniziative efficaci a 40 giorni dalla sua costituzione, dall’altro offende cittadini in attesa di risposte urgenti e vanifica un corretto e leale confronto parlamentare”.

 La Lega La replica arriva dai parlamentari umbri della Lega che, con una nota, spiegano: “Il decreto terremoto non verrà emendato alla Camera poiché la data imminente del 23 luglio rappresenta il termine ultimo affinché più di 300 aziende dell’Abruzzo non siano costrette a restituire le tasse sospese dopo il sisma del 2009, con gravi ripercussioni sulla propria tenuta economico-finanziaria. Oltre a questo abbiamo la necessità impellente di dare risposte importanti rispetto a grandi problemi che insistono nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto, tra cui l’Umbria e la Valnerina in particolare e a cui mai nessuno prima era riuscito a far fronte”. A dirlo i parlamentari Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Donatella Tesei, Riccardo Augusto Marchetti, Simone Pillon, che vanno avanti: “Dobbiamo approvare il documento entro il 23 luglio – proseguono – per consentire ulteriore proroga ad annose questioni irrisolte ereditate dal Pd e sulle quali stiamo cercando di intervenire con “solo” 30 giorni di lavoro. Oltre alle aziende abruzzesi che rischiano di fallire ci sono numerose criticità ancora irrisolte in Umbria e sulle quali c’è necessità di agire tempestivamente. É singolare che di tale situazione debbano risponderne parlamentari umbri della Lega alla prima legislatura quando quegli stessi parlamentari che oggi gridano allo scandalo avrebbero potuto mettere mano al decreto molto tempo fa. Stiamo rimediando a pesanti mancanze del centrosinistra che non ha mai tenuto nella giusta considerazione le zone terremotate agendo con superficialità e mancanza di criterio: a distanza di due anni dal sisma la ricostruzione è praticamente ferma al palo e adesso c’è qualcuno che pretende venga risolto tutto in un mese. Conosciamo anche la questione relativa al personale in carica ai comuni del cratere e lavoreremo per estendere la copertura oltre il 31 dicembre. Con la stessa determinazione che ci ha contraddistinto dall’inizio del nostro mandato – concludono i parlamentari umbri della Lega – continueremo a lavorare per garantire risposte sempre più efficaci alle popolazioni colpite dal terremoto”.
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