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Il Comune manda lo sfratto a Frigolandia, la storia del fumetto: polemica a Giano

Cultura e Spettacolo Foligno Spoleto

Il Comune manda lo sfratto a Frigolandia, la storia del fumetto: polemica a Giano

Redazione cultura
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GIANO DELL’UMBRIA- La polemica è esplosa forte sui media nazionali nei giorni scorsi quando con una striscia a fumetti Natangelo, il vignettista de Il Fatto Quotidiano, metteva sotto scacco Manuel Petruccioli, il giovane sindaco di Giano dell’Umbria, usando toni forti ed in parte irrispettosi, tanto da suscitare le ire del primo cittadino, che ha minacciato querele. Ma la questione è molto seria. Frigolandia, la repubblica della fantasia, rischia di chiudere
Applicando una  votata dal consiglio comunale, ha infatti fatto pervenire al presidente Vincenzo Sparagna lo sfratto, contestando la clausola del contratto che dal 2005, quando l’editore napoletano decise di fare di un ex colonia balilla sulle colline di Giano dell’Umbria il più grande archivio italiano di fumetti, prevede il rinnovo automatico fino al 2045. L’ordinanza di sgombero è stata emanata l’11 maggio, in pieno lockdown.
La storia del Fumetto. Per capire cosa sia Frigolandia e cosa si rischia di perdere basti pensare che da allora, nei circa due ettari del parco, sono conservate le collezioni preziosissime di artisti italiani di fama mondiale, da Andrea Pazienza a Filippo Scòzzari, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore  solo per citarne alcuni. Un archivio talmente importante che l’università di Yale, nel 2018  ne ha acquistato una parte, per metterlo a disposizione dei propri studenti. A Frigolandia sono nate riviste storiche come Frigidaire e il Nuovo Male. Si tratta di una struttura dalla quale il Comune incassa soldi per l’affitto e per la quale non ne stanzia  in quanto Frigolandia non ha mai ricevuto contributi pubblici. Frigolandia continua ad organizzare eventi, convegni, a pubblicare libri.
I tentativi Si tratta di una azione che chiude una serie di tentativi andati a vuoto, nel 2008, quando  il Comune vviò una causa di sfratto per una presunta morosità, inviando le notifiche a un indirizzo sbagliato: del quale Sparagna venne conoscenza solo dopo una prima sentenza di sfratto esecutivo, riuscendo ad opporsi in extremis. A quel punto si è svolto un regolare processo durato quattro anni, che si è concluso nel 2012. Tre anni dopo, il nuovo tentativo con il Comune che decide di considerare unilateralmente chiuso il contratto, con Frigolandia che fece valere il contratto secondo il quale solo il concessionario può recedere dal rinnovo automatico. Ora la richiesta di sgombero. Unica possibilità di salvezza sembra essere rimasta nel ricorso al Tar. Intanto però è partita una petizione su Change da inviare al presidente Mattarella
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