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Il cardinale Bassetti nelle zone del sisma: “Impegno della Chiesa continua”

Perugia Cronaca e Attualità

Il cardinale Bassetti nelle zone del sisma: “Impegno della Chiesa continua”

Redazione
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Il Cardinale Bassetti e il vescovo di Rieti Pompili (foto Siciliani-Gennari/SIR)

AMATRICE – L’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha fatto visita quest’oggi ai luoghi di Lazio e Marche (Amatrice, Accumoli Pescara del Tronto e Arquata del Tronto) colpiti dal terremoto. Ha incontrato i residenti, le istituzioni e i volontari, oltre naturalmente ai sacerdoti.

Volontari.  “Il volontariato è espressione di amore più puro. Ai volontari, alla Protezione civile e ai vigili del fuoco dico grazie per conto di tutta la Chiesa italiana- ha detto il presule – Sono venuto per dire grazie e per rendermi conto di ciò che fate.“A volte si scava solo con le mani, ma si salvano vite umane. Non perdiamo speranza, ogni gesto di amore come accade qui fa nascere speranza”. Successivamente- come riferisce il racconto dell’agenzia dei vescovi Sir –  sul piazzale nel quale ad Amatrice un anno fa erano allineate le bare delle vittime del terremoto, il cardinale Bassetti ha affermato che “questo piazzale lo porteremo sempre nel cuore. Non dimenticheremo”. “La speranza non è morta, la vita va avanti”, ha aggiunto. E nel rinnovare il ‘grazie a tutti’, l’arcivescovo ha ribadito che “come Chiesa continueremo ad aiutarvi”.

Sacerdoti. Relativamente ai sacerdoti ha invece dichiarato: ” Non ho parlato. Ho ascoltato quello che avevano da dire. Ho conosciuto sacerdoti con l’odore delle pecore, persone sensibili e attente ai bisogni della gente. Come Chiesa continueremo a dare tutto l’aiuto possibile”.

Cittadini. “Vi siamo vicini con affetto e preghiera. Stasera vi ricorderò tutti nella messa e chiederò alla Chiesa italiana altro impegno”. Sono le parole di Bassetti alla gente colpita dal sisma. Il presidente della Cei ha poi fatto anche un riferimento ai recenti incendi: “Quello che mi tormenta è la cattiveria umana che provoca incendi dolosi. C’è cattiveria dopo il sisma, vuoi anche incendiare? Dio ci insegni a tradurre la cattiveria in amore. Come chiesa abbiamo fatto e continueremo a fare”.

Ad Arquata Nel pomeriggio il presule si è spostato nelle Marche e a Pescara del Tronto – frazione del Comune di Arquata, duramente provata dai terremoti – ha celebrato la Santa Messa all’interno della chiesa prefabbricata installata nel paese. “Sono venuto perché avevo bisogno di venire. Nel mio cuore – ha detto il porporato – c’era tanto spazio per voi, per chi ha rischiato di morire, per chi rischia di smarrire la fede o la speranza, per esprimervi la paternità di Dio e la maternità della Chiesa. I vostri morti mi appartengono perché voi mi appartenete in quanto Chiesa. Il capo dei vescovi italiani ha inoltre voluto sottolineare “la maternità della Chiesa che è sempre in uscita. La Chiesa diventa un ospedale da campo nel quale quando qualcuno cade trova rifugio e non resta solo. La Chiesa diventa una ambulanza che lo porta in ospedale”.

Vicinanza “Sono rimasto edificato dai preti e dai vescovi che ho incontrato oggi. Vi siamo vicini – ha detto il presidente della Cei con voce rotta dall’emozione – vi vogliamo bene, perché ci sentiamo Chiesa. Sentiamo nei vostri confronti di esercitare la maternità e la paternità di Dio. I vostri morti mi appartengono perché voi mi appartenete in quanto Chiesa”, ha concluso il cardinale.

Preso la Ressurezione Prima di iniziare la celebrazione il presidente della Cei aveva parlato di “giornata piena di emozioni nel mio cuore” con tanti ricordi come “Pescara del Tronto scivolata giù e delle tante vittime anche giovani e bambini. Abbiamo bisogno di raccogliere questi ricordi e di offrirli a Gesù nell’Eucarestia”. “Il terremoto – ha aggiunto – è stato il momento del Calvario, della morte di tanti innocenti. Questo che viviamo adesso è il momento del Sepolcro che va verso la Resurrezione. Ho visto tanti semi di resurrezione, i giovani, gli anziani, tante persone ricche di speranza e di dignità”.

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