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Il calcio umbro è in lutto: si è spento l’ex allenatore e ds Romedio Scaia

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Il calcio umbro è in lutto: si è spento l’ex allenatore e ds Romedio Scaia

Redazione
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UMBERTIDE – Se n’è andato un pezzo della storia del calcio umbro, Romedio Scaia. Allenatore, scrittore di calcio, direttore sportivo, insegnante di educazione fisica alle scuole superiori, si è spento ieri sera, all’età di 72 anni, stroncato da una malattia fulminante. Bresciano di nascita, umbertidese da sempre,  era arrivato in Umbria negli anni ’60 da giocatore, dopo aver esordito in serie B con il Savona, voluto fortemente dall’allora ds del Città di Castello Silvano Ramaccioni. In Umbria aveva conosciuto quella che poi diventerà sua moglie che oggi lo piange insieme ai figli, Alessandro (fino a qualche mese fa preparatore atletico della Ternana, in passato anche del Perugia e del Gubbio) e Federico.

Scaia è stato un nome rilevantissimo del calcio regionale:  Nocera, Gualdo, Gubbio, Tiberis e Foligno fra le squadre da lui allenate, mentre come ds ha condotto la Grifo Monte Tezio ad una storica salita in Promozione. Da tecnico, fu autore di due libri insieme con Eugenio Fascetti. I funerali si svolgeranno lunedì alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria a Umbertide. Alla famiglia Scaia le più sentite condoglianze della redazione de lanotiziaquotidiana.it

Il cordoglio del Gubbio. “L’A.S. Gubbio 1910 in tutte le sue componenti ricorda la figura di Romedio Scaia, già allenatore della prima squadra nel campionato Interregionale 1982-83. Lo ricorda come tecnico capace, con una lunghissima carriera ai massimi livelli del calcio regionale e uomo schietto e onesto. Le condoglianze della famiglia rossoblù ai familiari e in particolare ai figli Alessandro, preparatore atletico nello staff tecnico del Gubbio nella stagione 2014-15 e per una parte in quella successiva e Federico, attuale preparatore atletico della formazione giovanile under 17.”

Il dolore del Città di Castello “La SSD Città di Castello piange la prematura scomparsa di Romedio Scaia, ex biancorosso, a pochi giorni da un’altra perdita scioccante quale quella di Ivo Perissinotto. Il presidente Stefano Caldei in particolare si stringe commosso alla famiglia, con la quale da lunga data coltiva uno splendido rapporto. Fu l’allora presidente Franco Caldei, padre dell’attuale massimo dirigente, a portare (assieme al d.s. Silvano Ramaccioni) a Città di Castello nei primissimi anni 70 da Verona, in seguito ad una rapida trattativa con il presidente scaligero Saverio Garonzi, i giovani Scaia e Stoppa: i quali divennero ben presto veri e propri idoli della tifoseria tifernate, per la generosità e l’attaccamento all’ambiente che da subito dimostrarono. Romedio scelse poi di rimanere in Altotevere, facendosi apprezzare da ciascuno anche nella sua vita fuori dai campi di calcio (che peraltro mai abbandonò, nelle vesti di allenatore e dirigente), per la signorilità e l’equilibrio che erano i suoi naturali tratti distintivi. Ciao caro amico, rimarrai idealmente sempre con noi.”

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