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Idrico, Liberati (M5S): «Gestione sbagliata, l’assessore Cecchini è approssimativa”

Politica Extra Regione

Idrico, Liberati (M5S): «Gestione sbagliata, l’assessore Cecchini è approssimativa”

Redazione
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PERUGIA – Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, punta il dito sulla gestione “approssimativa” dell’idrico da parte della Regione Umbria. Il riferimento è alla “sentenza del Commissario agli usi civici che, a distanza di 45 anni, restituisce alla Comunanza Agraria di Gualdo Tadino le aree delle sorgenti Rocchetta”. Liberati rimarca anche come “in ambito ternano, prosegue la saga della Cascata delle Marmore, sigillata,
scippata dalla multinazionale di turno, grazie a una concessione regionale pressoché regalata su una centrale idroelettrica costruita a suo tempo dallo Stato”.

LE TESI DI LIBERATI “La Comunanza Agraria – rimarca Liberati – rivendica pertanto perspicui diritti economici e ambientali su cui il Comune di Gualdo Tadino ha invece finora stranamente taciuto: e ora chi paga? Un po’ più a sud – aggiunge -, nel ternano, prosegue la saga della Cascata delle Marmore, sigillata, scippata dalla multinazionale di turno, grazie a una concessione regionale pressoché regalata su una centrale idroelettrica costruita a suo tempo dallo Stato, con le fatiche dei nostri avi: lo scorso anno, grazie a questo osceno gioco, la E.On. ha guadagnato circa 120 milioni di euro, quasi 400mila euro al giorno, mentre il nulla totale va alle comunità locali. Quanti cittadini potremmo aiutare anche solo con parte di quei soldi”?

Per Liberati, “la situazione è grottesca: si registrano incalcolabili offese al potenziale di attrattività turistica, ma anche al patrimonio ambientale del fragile ecosistema Piediluco-Marmore, oltre ai giganteschi danni, ben visibili, per gli immobili dei residenti di Piediluco, lago usato da tempo come intensivo bacino di carico della centrale idroelettrica di Galleto, con distruzioni evidenti di strutture e di edifici collocati entro il perimetro lacuale”.

ATTACCO ALL’ASSESSORE CECCHINI “Per tutti questi motivi – spiega Andrea Liberati -, l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, ben poco attenta su come operino i suoi uffici, merita una censura pubblica per gestione approssimativa e manifesta incapacità; alla luce dei fatti, pure il dirigente regionale e i funzionari dell’idrico dovrebbero subito ruotare, fatte salve eventuali responsabilità personali. Nei prossimi giorni – conclude il consigliere regionale di opposizione – il conflitto sui beni comuni salirà di tono: il M5S porterà avanti iniziative nuove e incisive contro la depredazione delle multinazionali e contro l’asservimento di politici ignavi e imbelli”.