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I bambini delle zone terremotate dal Papa: “Case e scuole crollate, vieni a trovarci”

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I bambini delle zone terremotate dal Papa: “Case e scuole crollate, vieni a trovarci”

Redazione
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Il Papa incontra i bambini delle zone terremotate (foto Osservatore Romano/Sir)

CITTA’ DEL VATICANO – In 400 dalle zone terremotate di Norcia, Cascia, Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto e Acquasanta, sino in Vaticano, per incontrare il Papa. I bambini dei comuni coinvolti lo hanno fatto giungendo a bordo di un Freccia Rossa 1000, per la prima volta entrato nella stazione vaticana. L’iniziativa è “il Treno dei Bambini”, promossa dal “Cortile dei Gentili” (Pontificio Consiglio della Cultura) in collaborazione con Ferrovie dello Stato.

Quinta edizione di questo evento che dal 2013 si ripete ogni anno per regalare ai bambini meno fortunati una giornata di gioia per compensare lacune, curare ferite e alleviare angosce, dovute a situazioni in cui, loro malgrado, si trovano coinvolti.   Ad accoglierli a Roma c’erano i bambini dell’Associazione di Sport Senza Frontiere e dell’Orchestra Mare do Amanha, formata da giovani musicisti originari di una favela di Rio de Janeiro. Culmine della giornata e’ stato l’incontro dei bambini con Papa Francesco. Davanti al Santo Padre i piccoli
viaggiatori hanno svolto il ruolo di “grandi ambasciatori” di un messaggi importante: non potremo mai impedire le catastrofi, ma molto possiamo fare per rispondere al pericolo in maniera efficace.

Un messaggio che, spiegano gli organizzatori, si rivolge al mondo per chiedere attenzione: “Impariamo a prenderci cura del nostro ambiente, ascoltiamo il grido della Terra e cerchiamo di assicurare una risposta adeguata per renderla migliore”. Un ricordo anche per chi non ha potuto e non potrà mai più venire di fronte la Sala Nervi. I bambini hanno lasciato volare in aria dei palloncini bianchi, in ricordo delle vittime del sisma.

I bambini hanno raccontato al Papa l’esperienza del terremoto. Tutto è cominciato con un simpatico siparietto fra Papa Francesco e una bimba: “Io sono andata al ristorante”. “Ah, vuole andare al ristorante questa bambina! Ha fame, vuol mangiare. È un modo di dire al Papa: ‘Non la faccia lunga’”. Il Papa ha vissuto un momento informale, dicendo da subito che avrebbe avuto piacere di ascoltare i ragazzi più che parlare. E così è stato, con una serie di botta e risposta. Un altro ragazzino ha affermato: “Io rappresento Norcia e Cascia. Dal terremoto, la maggior parte delle case e delle chiese sono state distrutte. Da quando c’è stato il terremoto è straripato anche un fiume che fino ad allora era stato in secca; dopo il terremoto, per via delle forti scosse, è tornata l’acqua e adesso ha una grandissima potenza. La volevamo ringraziare per averci ospitato, sia noi ragazzi di Norcia sia tutti gli altri ragazzi”. Il Papa a questo punto ha detto: “Io vorrei che qualcuno di voi mi dicesse come sono stati quei giorni dopo il terremoto, da voi… Tu, vieni, dimmi”.

Caldo, cordiale. Papa Francesco ha abbracciato idealmente e non solo tutti i ragazzi. Una bambina della 4.A di Cascia dice: “Mia sorella e mia nonna sono uscite. Adesso stanno ristrutturando la casa perche’ la devono riparare Dopo il terremoto molti problemi. Prima una tenda e poi una struttura in legno. Vieni presto, ti aspettiamo”.“Sono stati giorni difficili”, ha raccontato un altro piccolo… Abbiamo avuto delle difficoltà per le case crollate e i palazzi. E tutte le nostre scuole”.”E’ stato un grande spavento, non sapevo se i miei amici erano vivi. Fortunatamente si sono salvati tutti La scuola poi era inagibile cosi’ poi ce l’hanno ricostruita”, ha raccontato invece una ragazza di Acquasanta. “Tutti hanno lavorato per ricostruirla?”, ha chiesto il Papa. Per poi aggiungere: “nessuno di voi ha perso l’anno. Questo
e’ buono”. “Quello che avete vissuto – ha poi commentato Bergoglio – è una calamita’: le calamita’ feriscono l’anima ma il Signore ci aiuta a riprenderci. Ringraziamo la Madonna per le cose buone che ci ha dato in questa calamita'”

Boccardo: “Incontro è fiducia e speranza”. “Hanno perso la casa; sono accolti a casa del Papa insieme ad altri bambini nella stessa situazione. Mettere al centro i bambini vuol dire guardare con fiducia e speranza al futuro”. Con queste parole l”arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor  Renato Boccardo, parlando al Sir, l’agenzia di stampa dei vescovi italiani, ha espresso la sua soddisfazione per il “Treno dei bambini”. “I bambini – aggiunge l’arcivescovo – hanno diritto ad una attenzione privilegiata per ritrovare presto serenità”. Ringraziamo Papa Francesco per questo ulteriore segno di prossimità” alle popolazioni ferite dal terremoto”. . “

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