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Hermes, dieci anni di Perugia Music Fest con l’Umbria Nel cuore

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Hermes, dieci anni di Perugia Music Fest con l’Umbria Nel cuore

Redazione cultura
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di Stefano Ragni

PERUGIA – Peter Hermes è nato a Budapest, e ha studiato medicina alla Sorbonne di Parigi, laureandosi in chirurgia. Si è poi specializzato a New York, al Mont Sinai Medical center uscendone neurologo. Ora, dopo 22 anni di professione, vive tra la Grande Mela, Taiwan, la Cina e Seoul, ma passa l’estate a Perugia dove è executive director del Perugia Music Fest. Indubbiamente un personaggio sopra le righe, condotto dal destino verso una città che ama e di cui respira l’aria con vero affetto e partecipazione:

“Il mio rapporto con la città inizia la mattina con un croissant e un cappuccino al Caffè di Perugia – dichiara il dottor Hermes – ma tutto quello che c’è in Italia mi affascina, soprattutto la dolcezza degli abitanti e il loro altissimo senso di tolleranza”

Il grande libro della vita ha guidato i passi di Peter verso Perugia grazie alla mediazione di una donna straordinaria, la pianista  Ilana Vered:

“L’ho conosciuta a Parigi, quando aveva quindici anni e aveva appena vinto il Premier Prix al Conservatorio, dove studiava. Era un talento eccezionale e in lei si presagiva già un grande futuro professionale. Era una Tzabra, cioè una nativa di Israele e il legame con il suo paese è ancora oggi forte e costante”

Ma Ilana segue la sua famiglia, prima in Brasile, dove vive per un anno e mezzo, poi a New York, dove andrà a studiare con la mitica Rosina Levin ad Aspen, nel Colorado. Sette anni dopo la coppia si riunisce per non separarsi più. Vivranno alternativamente a New York e a Parigi, dove Peter sarà medico internista per cinque anni. Nel frattempo ci sarà la Guerra del Kippur e Peter si arruolerà nelle esercito  israeliano seguendo, come neurologo, le unita operative nel Golan. Dopo questa parentesi vissuta con autentica passione per le vicende del proprio popolo, Peter e Ilana sono a New York,dove la pianista inizia una eccezionale carriera di virtuosa, a partire da quella combinazione di studi di Chopin e Mozkowski che sarà il suo lancio discografico. Salutata dal New York Times come un stella del pianoforte internazionale, Ilana inciderà quindici dischi perla Decca e una nutrita serie di movies, il più fortunato dei quali è la Rapsodia in Blue di Gershwin.

L’approdo in Umbria sembra seguire le tappe di quel Grand Tour che ha coinvolto migliaia di personaggi del mondo che hanno scelto l’Umbria come residenza del cuore e della vita:

“Ilana ha sempre avuto un grande interesse per la pittura. Nel 2000 si è iscritta all’America School di Firenze per seguire un corso. In estate ha seguito la sua scuola a Montecastello Vibio, dove  l’ho raggiunta per una vacanza. Insieme abbiamo scoperto l’incredibile Teatro Concordia e ne siamo rimasti affascinati. Ho comprato in paese una casa dove l’anno dopo abbiamo ospitato il primo corso di pianoforte che Ilana ha tenuto per pochi studenti. Possiamo definirla la prima edizione del Music Fest.  Erano solo otto studenti, ma tutti molto motivati. Un bel giorno i ragazzi col trenino andarono a visitare Perugia e se ne innamorarono. Decidemmo allora di condividere il loro entusiasmo e l’anno dopo abbiamo trasferito il festival a Perugia.”

Da allora  sono passati dieci anni e nelle sessioni del Perugia Music Fest sono transitati quasi milleseicento giovani pianisti,  tutti affidati alla cure di prestigiosi docenti, seguiti e coordinato dalla signora Vered, autentica music-director. La particolare struttura della manifestazione è rivolta ai giovanissimi talenti che praticamente seguono tutto il giorno le lezioni, per poi esibirsi la sera  in concerti dove evidenziano gli eccezionali livelli dell’apprendimento. In molte serata sono coadiuvati da un’orchestra con cui realizzare i capolavori del grande repertorio sinfonico,  cosa che pone lo studente nelle condizioni di maturare formidabili esperienze formative.

“In questa edizione, ricorda Hermes, abbiamo  aggiunto anche una edizione definita “pianisti forever”, riservata a musicisti non professionisti, ma comunque dotati di talento. Per esempio ha suonato un concerto di Mozart un banchiere svizzero di 65 anni, un grande uomo della finanza, ma anche un appassionato del pianoforte”

Come appassionato producer  il dottor Hermes ha allestito cinque opere liriche, che hanno avuto per sfondo il settecentesco teatro del Pavone. I titoli sono stati Nozze di Figaro, Barbiere di Siviglia, Rigoletto, don Giovanni e Flauto Magico, quest’ultimo in funzionale forma semi-scenica. Opere esportate anche al Signorelli di Cortona, al Caio Melisso di Spoleto, a Todi. Ora il Perugia Music Fest, seguendo la fortunata parabola didattica di Ilana Vered, è in piena espansione internazionale, con realizzazioni gemellate a Tel Aviv, a Taiwan, a Budapest, a Seoul e in Cina, a Wuhan, Chubei. È praticamente abbozzata anche la edizione del 2017, quella del decennale:

“Avremo ancora tanti giovani pianisti che  saranno affidati alle cure di maestri storici come Paul Badura Skoda e Jean Ives Thibaudet, per anni responsabile dei concerti del festival dei Due Mondi. E ci sarà un’orchestra giovanile piena di entusiasmo. I cantanti – conclude il dottore Hermes- saranno affidati a una star del palcoscenico, Eva Mei”.

Si tratta solo di scegliere un’opera, ma di questo se ne parlerà nella prossima intervista.

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