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Guerriglia urbana dopo Ternana-Avellino: Daspo a 15 ultras delle Fere, chiuso un bar in via Leopardi

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Guerriglia urbana dopo Ternana-Avellino: Daspo a 15 ultras delle Fere, chiuso un bar in via Leopardi

Redazione
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Un momento della conferenza stampa
Un momento della conferenza stampa

TERNI – Una stretta decisa, anche in vista della ripresa del calcio di serie C e della finale di Coppa Italia. La Questura di Terni, al termine di una vasta operazione effettuata anche con l’ausilio di appostamenti e telecamere – pubbliche e della Digos – ha emesso un provvedimento di Daspo per 15 tifosi della Ternana  (un quarantenne e gli altri fra i 17 ed i 30 anni) e chiuso per due settimane il bar Macedonia.

I provvedimenti sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa, presenti, il questore di Terni Roberto Massucci, il procuratore capo Alberto Liguori, il sostituto Camilla Coraggio, il dirigente della Digos Marco Colurci, il dirigente della Divisione anticrimine Roberto Caffio e il dirigente della Divisione polizia amministrativa e sociale Vincenzo Romeo.

Guerriglia I fatti risalgono alla gara interna con l’Avellino dello scorso 23 ottobre e solo il lockdown per Covid-19 ha rallentato l’esecuzione del provvedimento. Al termine del match contro gli irpini, mentre i tifosi ospiti erano ancora dentro lo stadio, ha tentato di aggredire il convoglio dei tifosi avellinesi in quel momento ancora all’interno del settore ospiti.  A volto coperto, brandendo delle aste, il gruppetto di ultras ha fatto esplodere un petardo ed acceso fumogeni. L’intervento della Polizia è stato immediato ma anche la reazione degli ultras che si è scagliata contro una camionetta degli agenti, prima di disperdersi.

Per 11 di questi tifosi è stato elevato un Daspo che andrà da 1 a 4 anni, mentre gli altri quattro, recidivi, ne riceveranno uno da 5 a 10 anni: per due di questi, coinvolti nell’ operazione “White bridge” sullo spaccio di droga in centro, la sazione sarà da 8 a 10 anni: “Ci sarà ovviamente un processo ma il Daspo sarà già operativo perchè in questi giorni riparte il calcio – ha spiegato il Questore Roberto Massucci – e noi vogliamo prevenire che ci siano altri episodi del genere. Vero che si giocherà a porte chiuse, ma il Daspo riguarda anche le zone limitrofe, visto che tutti i fatti sono avvenuti all’esterno. In particolare, durante le ore delle partite, i 15 tifosi dovranno recarsi in Questura o dai Carabinieri a firmare e non potranno transitare nella zona compresa fra via Borzacchini, Porta Sant’Angelo, Piazzale dell’Acciaio, Viale dello Stadio, via Carducci e Via Prati. Inoltre, la coincidenza di sabato fra finale di Coppa e movida ha convinto ad intensificare i controlli.

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Oltre a questo, è stata disposta la chiusura per due settimane del Bar Macedonia, considerata “la base logistica della Guerriglia. Con la ripresa del campionato di calcio, dopo la forzata sospensione dovuta alla pandemia da Covid-19, la questura di Terni attuerà controlli capillari del territorio con un’intensificazione ed un potenziamento dei servizi di monitoraggio e di perlustrazione proprio nelle aree note come centri di aggregazione della tifoseria ternana, anche per prevenire assembramenti di tifosi che, non potendo andare allo stadio, si radunano, contravvenendo al distanziamento sociale”: Il procuratore Alberto Liguori sottolinea che “Si tratta di una minoranza sparuta di tifosi, per i quali il dopo partita è diventato motivo di scontro e di rivalsa per le delusioni (la partita fu vinta 1-0 dagli irpini) e si sono sfogati trasformando la strada in un ring”.

Massucci ha sottolineato la complessità dell’operazione in quanto “l’individuazione dei soggetti, attraverso le immagini delle telecamere disponibili, ha presentato numerosi ostacoli. Chi partecipa a situazioni come quella finita sotto la lente, non dà punti di riferimento per la successiva identificazione. Ad esempio in molti si vestono allo stesso modo e tutti hanno i volti coperti”

Corteo non autorizzato. Sono poi state irrogate anche 16 sanzioni amministrative da da 1.333 euro ciascuna, per avere ostacolato la circolazione. A partire da Ternana-Rende infatti, lo stesso gruppetto di tifosi “per marcare il territorio” si è recata allo stadio con un corteo non autorizzato creando notevoli problemi di traffico e mettendo in pericolo l’incolumità sia dei passanti, sia degli automobilisti, sia degli stessi ultras che avevano occupato una strada ad alta densità di traffico viale dello Stadio. I cortei erano iniziati col match dello scorso 19 gennaio e  si sono ripetuti anche negli incontri di calcio successivi fino alla sospensione, causata dalla pandemia, del campionato in corso.

 

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