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Gubbio, tutela della Festa dei Ceri: il mandato a tre ‘super esperti’

Alta Umbria Politica

Gubbio, tutela della Festa dei Ceri: il mandato a tre ‘super esperti’

Redazione
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La Festa dei Ceri

GUBBIO – Tre “super esperti” legali per definire una volta per tutte la questione della tutela giuridica dell’immagine della Festa dei Ceri (che compare anche nel logo regionale) e di altri simboli della città di Gubbio. Ad annunciarlo è direttamente il sindaco Filippo Mario Stirati, che ha messo a punto la strategia insieme agli altri enti e associazioni cittadine.

“È da molto, troppo tempo che lamentiamo, a seguito di incresciosi e offensivi episodi, un utilizzo improprio, volgarmente commerciale o comunque anomalo dell’immagine della ‘Festa dei Ceri’ – spiega il primo cittadino –  ma anche di altri irrinunciabili simboli di Gubbio come l’Albero di Natale più grande del mondo. Unitamente alla Diocesi, all’Università dei Muratori, all’associazione Maggio Eugubino e alle Famiglie dei Ceri,  abbiamo ritenuto opportuno affidare a dei consulenti legali ed esperti, nelle persone di  Sergio Matteini Chiari,  Marco Marchetti e  Mario Monacelli, il compito di definire una soluzione giuridica in modo da non rendere più sterili e spuntate le nostre armi per stroncare i fenomeni di cui ho parlato. È evidente che il problema riguarda anche altri soggetti, come la Società Balestrieri, gli Sbandieratori,  i Quartieri, gli Alberaioli, la Confraternita di Santa Croce.  L’idea che è emersa, e che verrà estesa a tutti questi interlocutori e sarà volta a proteggere anche l’immagine di alcuni monumenti fondamentali della città, è quella di formalizzare un consorzio che, con una sua veste giuridica ed un suo regolamento finalizzato all’esclusiva tutela dell’immagine, senza alcuna altra competenza e nel pieno rispetto dell’autonomia statutaria di ogni soggetto coinvolto, depositi i marchi individuati e ne faccia rispettare per via legale la loro esclusività e intangibilità.  Si è giunti a questa conclusione nella consapevolezza che, alla luce della complessità del mondo nel quale viviamo, lo straripante potere mediatico-commerciale, che spesso travolge e imbarbarisce anche ciò che vi è di più sacro e puro, può essere arginato soltanto dotandosi di strumenti forti e ineccepibili, senza affidarsi a vuoti proclami o a reazioni di protesta che lasciano il tempo che trovano.  Ci confronteremo con l’intera città su questa impostazione – conclude – ma posso sin da ora esprimere la mia profonda soddisfazione nel constatare una confortante maturazione da parte di molti soggetti e componenti del tessuto eugubino,  rispetto alle contromisure da adottare per risolvere questo annoso problema. Entro l’anno saremo in grado di assumere tutti gli atti conseguenti”.

L’interrogazione di Smacchi. Proprio ieri in consiglio regionale il consigliere regionale Andrea Smacchi (Partito democratico) ha chiesto di conoscere “quali iniziative l’Esecutivo intende intraprendere per tutelare l’istituzione regionale, i suoi rappresentanti ed i relativi simboli”.  L’atto ispettivo, ha sottolineato Smacchi, è conseguente all’uso recente dello stemma, “sui social network dove sono comparse immagini riconducibili ad aziende, associazioni e movimenti politici raffiguranti il logo della Regione Umbria con il chiaro intento di denigrare l’Istituzione regionale, i simboli che la rappresentano e i sui rappresentanti”. Smacchi ha ricordato che lo Stemma della Regione è costituito da elementi geometrici raffiguranti in sintesi grafica i tre Ceri di Gubbio, di colore rosso, delimitati da strisce bianche, in campo argento di forma rettangolare. Il patrocinio e l’autorizzazione all’utilizzo del logo della Regione rappresentano un riconoscimento morale che viene concesso a manifestazioni e iniziative ritenute meritevoli di apprezzamento per le finalità che esse si prefiggono e che la loro concessione non comporta comunque benefici finanziari di alcun genere a favore del soggetto richiedente. L’autorizzazione all’utilizzo del logo istituzionale della Regione è rilasciata dalle competenti strutture amministrative della Giunta regionale e dell’Assemblea legislativa a seguito di richieste scritte”.

L’intervento della presidente Marini. Nella risposta a Smacchi la presidente Catiuscia Marini ha detto di “condividere le considerazioni, le perplessità e anche la posizione netta di contrarietà espressa dal consigliere Smacchi. Almeno due delle tre campagne hanno trovato scuse pubbliche e sono state revocate. La Regione può tutelare il logo regionale nella sua interezza, che prende nella sua grafica a simbolo i ceri con dicitura ‘Regione Umbria’. Abbiamo una disciplina attenta su come si dà il patrocinio e il logo, che prevede le modalità con cui esercitare diffide o richieste di risarcimento per l’immagine dell’ente. Questo quando viene utilizzato il logo nella sua interezza. Distinta è la disciplina di tutela dei Ceri in quanto tradizione storica e simbolo di una comunità. La tutela dei Ceri deve trovare apposita disciplina negli enti titolari dei Ceri stessi. Nei casi rappresentati nell’interrogazione siamo in presenza di un uso del simbolo e non del logo. Altra cosa sono le distinzioni di carattere politico a tutela dei Ceri in quanto parte della storia integrante di Gubbio e della comunità regionale. Quindi credo che anche l’Università dei Muratori si ponga il tema di azioni di protezione dei Ceri in quanto simbolo e carattere distintivo della comunità eugubina. Se chi è titolare dei Ceri decide di intraprendere un’azione noi potremmo supportarla e affiancarla costituendoci in giudizio anche come comunità regionale”.

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