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Gubbio, il progetto ‘Co-abitare’ è realtà: taglio del nastro per la struttura

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Gubbio, il progetto ‘Co-abitare’ è realtà: taglio del nastro per la struttura

Redazione
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GUBBIO – “Per costruire una comunità più giusta e accogliente occorre un grande lavoro di squadra, finalizzato a praticare tutti i percorsi possibili d’inclusione sociale, abbattendo le barriere ideali e materiali che possono ostacolarli”: lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, intervenendo stamani, a Gubbio, all’inaugurazione del progetto socio-terapeutico integrato “Co-abitare: verso l’autonomia”, che mette a disposizione di pazienti psichiatrici soli e che hanno con difficoltà di socializzazione, una residenza con cinque posti letto all’interno del complesso di  San Benedetto, dove poter vivere con altre persone in maniera autogestita.

Il progetto “Co-Abitare“ ha lo scopo di supportare un piccolo gruppo di persone (4 o 5) residenti nel territorio dell’Alto Chiascio – già seguiti da Usl e Comuni, con bisogni prevalenti di socializzazione e in grado di svolgere le mansioni della vita quotidiana da sole o con un supporto generico – ad intraprendere un percorso di vita autonoma in una residenza autogestita, allo scopo di implementare e preservare le capacità residue, sostenendoli in questo cammino verso l’emancipazione e l’integrazione sociale. Le persone coinvolte saranno supportate per un periodo di tempo determinato, al termine del quale potranno rivalutare il loro percorso di vita e riprogettare nuove esperienze.

La cerimonia L’iniziativa è frutto di un gruppo di lavoro che coinvolge la Usl Umbria 1, il Dipartimento di salute mentale, il Comune di Gubbio come capofila della Zona sociale 7, l’Ater di Perugia e alcune associazioni del territorio. “In Umbria – ha detto Barberini – sono 46 le strutture dedicate alla residenzialità psichiatrica per circa 380 posti letto, in questo caso si tratta di un progetto innovativo che non si limita a dare una risposta immediata alle persone coinvolte, ma offre anche la speranza che dal disagio si può uscire. Questa struttura – ha continuato – è la dimostrazione evidente che quando istituzioni, associazioni e territori collaborano è possibile raggiungere grandi obiettivi e dare risposte davvero efficaci e innovative ai bisogni di salute delle persone”. “L’Umbria – ha evidenziato l’assessore – è una delle poche Regioni che non ha abbassato la guardia sul versante del sociale, ma oggi emergono bisogni nuovi ed è necessario un maggiore impegno. Per questo, per la prima volta, abbiamo deciso di destinare fondi europei alle politiche sociali. Nel corso dell’anno – ha annunciato – usciranno bandi con oltre 22 milioni di euro a disposizione dei Comuni e delle Zone sociali per interventi innovativi in settori come la disabilità, la psichiatria, la cronicità. Inoltre, dopo vent’anni, stiamo lavorando su percorsi di accreditamento delle strutture sociosanitarie, con l’obiettivo di valutare la reale validità delle soluzioni proposte e dare risposte davvero efficaci ai bisogni dei cittadini”. All’evento erano presenti i rappresentanti delle istituzioni tra cui  il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati, che ha evidenziato come “l’apertura di questa struttura rappresenti un obiettivo importante per tutti i Comuni della Zona sociale 7, che hanno lavorato in maniera integrata per raggiungere un traguardo di dignità sociale e realizzare una visione avanzata di servizi sociali”.

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