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Gubbio, il giorno più bello. Grandi emozioni per la Corsa dei Ceri

Cultura e Spettacolo

Gubbio, il giorno più bello. Grandi emozioni per la Corsa dei Ceri

Alessandro Minestrini
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GUBBIO – Grinta, fede, tradizione. Gioia, colori, agitazione. Ecco le prime parole che vengono in mente ogni volta che si parla della Corsa dei Ceri di Gubbio, celebrazione che ogni 15 maggio, da quasi mille anni, vede un’intera comunità onorare Sant’Ubaldo, patrono della città.

L’alzata Alle 12 in punto i Ceri si sono levati verso il cielo. L’immenso e mera­vi­glioso mare giallo, azzurro e nero ha riem­pito, come tra­di­zione vuole, piazza Grande fin dalle prime ore della mat­ti­nata. Grandi emo­zioni ha ser­bato l’attesa. La folla ha aspet­tato con tre­pi­da­zione l’arrivo delle grandi mac­chine lignee, le broc­che e le sta­tue di Sant’Ubaldo, San Gior­gio e Sant’Antonio. Dopo l’alzata per­fetta, prima dell’inizio delle birate, fiato sospeso per la pen­duta del cero di Sant’Ubaldo a causa – dicono i testimoni – di un turista che voleva riportarsi a casa un pezzetto di brocca. For­tu­na­ta­mente i san­tu­bal­dari hanno scon­giu­rato la caduta. Al termine dell’Alzata, ha avuto luogo la mostra dei tre Ceri fino alla fine del pranzo alla Tavola bona nel Palazzo dei Consoli.

La corsa Finita l’imponente processione di Sant’Ubaldo, alle 18 il vescovo Ceccobelli ha impartito la benedizione che ha dato il via alla corsa. La pioggia battente non ha per nulla fatto da ostacolo ai ceraiolo, che hanno letteralmente volato nei primi due tratti, dalla Calata dei Neri fino a via dei Consoli. Il sindaco Stirati, intorno alle 18.45, ha dato il via alle birate della sera in una piazza Grande piena di colma di ombrelli. Poi via verso i due buchetti che precedono l’ascesa al monte Ingino. All’uscita dal secondo buchetto piccolo problema al cero di Sant’Ubaldo, che per colpa di una strisciata contro il muro ha subito un leggerissimo danno alla manicchia sinistra superiore. Tutto si è risolto per il meglio. Nessun problema neanche durante la suggestiva e furiosa salita verso la Basilica, dove il Cero di Sant’Ubaldo non ha avuto alcun problema a chiudere il portone. Grande festa poi nel chiostro del santuario, in cui la marea ceraiola ha omaggiato il protettore della città.

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