lunedì 14 Giugno 2021 - 01:12
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Gubbio, esplosione distrugge un azienda: due morti, uno ha 20 anni (VIDEO)

Tre i feriti estratti: uno, grave, condotto in elisoccorso al centro grandi ustionati dell’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena

GUBBIO – Perdere la vita a 20 anni. E’ successo a Gubbio, dove una esplosione ha devastato l’azienda Greenvest, in vocabolo Canne Greche. Sono cinque le persone coinvolte nell’esplosione, due sono morte e tre sono feriti gravemente. Uno di questi morti ha appena 20 anni ed è un operaio che lavorava nell’azienda. Secondo una prima ricostruzione, ad esplodere sarebbe stata una bombola di gas butano. Riferiscono i pompieri che l’esplosione sarebbe avvenuta  in un laboratorio dove viene trattata la cannabis a scopo terapeutico ed ha causato il crollo del solaio dell’abitazione sovrastante. Uno dei due corpi è stato trovato carbonizzato.
Tre i feriti estratti: uno, grave, condotto in elisoccorso al centro grandi ustionati dell’ospedale ‘Bufalini’ di Cesena, due (uno dei quali in ‘codice rosso’ a seguito delle ustioni riportate ed un altro meno grave con un trauma da schiacciamento ad un braccio) all’ospedale di Branca. Tutti quanti, morti e feriti, sarebbero giovanissimi, poco più che ventenni. Al lavoro i vigili del fuoco le forze dell’ordine e gli operatori sanitari.

Sul posto stanno lavorando le squadre di Gubbio, Gaifana, due della centrale di Perugia con mezzi di supporto, autobotti, autoscala e personale Gos movimento terra. In arrivo da Arezzo un nucleo Usar (Urban search and rescue). Sul posto anche il funzionario di turno, il capo turno provinciale e il comandante. Richiamato in servizio anche il turno delle ore 20. Estremamente rischiose le operazioni di salvataggio, con gli uomini del 115 che hanno dovuto tagliare delle travi in ferro con le mototroncatrici e divaricatori idraulici, sollevando le parti in cemento con i cuscini pneumatici.

Le condizioni Prognosi di guarigione di 30 giorni per ciascuno dei due feriti nell’esplosione di Gubbio di ieri, ricoverati nel vicino ospedale di Branca, mentre un terzo si trova in gravi condizioni nel Centro grandi ustionati di Cesena. Il bollettino medico dei primi due è stato reso noto sabato dalla Usl Umbria 1: un uomo di 32 anni, di Gubbio, ha riportato vaste ustioni su tutto il corpo ed è è stato operato in urgenza ieri sera dall’equipe della chirurgia ricostruttiva, diretta dal dottor Marino Cordellini, che si è avvalsa della fondamentale collaborazione – oltre che degli anestesisti – dei medici otorini ed oculisti. La prognosi di guarigione emessa dai medici, come detto, è di 30 giorni.  L’altro paziente, di 28 anni, di Gubbio, è ricoverato in Obi (Osservazione breve intensiva) con un trauma alla colonna vertebrale e qualche ustione. Durante i soccorsi sono rimasti intossicati o feriti anche due vigili del fuoco: uno aveva inalato dei vapori e un altro era arrivato al pronto soccorso con un corpo estraneo in un occhio. Entrambi sono stati dimessi dall’ospedale dopo poche ore. Le salme dei due deceduti sul posto (un uomo ed una donna) attualmente sono all’obitorio dell’ospedale di Branca.

Indagini Disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose sono i reati ipotizzati nel fascicolo aperto dalla procura di Perugia in seguito all’esplosione nella palazzina di Gubbio che ha provocato due morti e tre feriti. Indagine coordinata dal sostituto procuratore Gemma Miliani. Ci sarebbero già degli indagati ma su questo particolare viene mantenuto il riserbo. L’indagine punta a stabilire se siano state rispettate tutte le normative per lo svolgimento dell’attività.

Lutto cittadino “La morte di un giovanissimo e di una signora è l’emblema della condizione difficile del lavoro nel Paese: precarietà, rischi, insicurezza, difficile conquista del lavoro, della dignità, delle tutele”: lo ha detto sabato mattina il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, all’Ansa dopo l’esplosione di ieri in una palazzina che ospitava un laboratorio per il trattamento della cannabis terapeutica. Il bilancio è di due morti e tre feriti, uno dei quali in gravi condizioni. l sindaco ha proclamato il lutto cittadino per sabato e domenica e successivamente in occasione dei funerali. Bandiere a mezz’asta e tutte le attività pubbliche sospese, in ricordo di Samuel e di Elisabetta, che hanno perso la vita lavorando. “E’ una pagina dolorosissima – ha detto Stirati – e ci stringiamo intorno alle famiglie e a tutti i giovani. Tutto questo – ha aggiunto – deve farci impegnare non solo per il lavoro, ma anche sul lavoro”. Il sindaco ha quindi spiegato che l’azienda coinvolta era portata avanti da una quindicina di giovani che “si erano battuti per un progetto”. “Samuel, Elisabetta e gli altri ragazzi coinvolti nella tragedia cercavano una prospettiva, una speranza – ha osservato il sindaco – non è davvero umanamente accettabile pensare che siano morti lavorando”.

La Chiesa umbra “Sentimenti di sgomento, sofferenza e rabbia pervadono tutta la nostra comunità di fronte a queste giovani vite spezzate nell’atto del lavoro”. A dichiararlo è l’avvocato Francesca Di Maolo, coordinatrice della Commissione regionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale dell’Umbria che così interviene sull’esplosione del laboratorio magazzino di Gubbio in cui veniva lavorata la cannabis e dove hanno perso la vita Samuel Cuffaro, 19 anni, e Elisabetta D’Innocenti, mamma di 52 anni.

 

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