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Guardia medica, la Regione rassicura: «Sempre 24 ore su 24, non ci saranno tagli»

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Guardia medica, la Regione rassicura: «Sempre 24 ore su 24, non ci saranno tagli»

Redazione
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Una corsia dell'ospedale di Perugia

PERUGIA – «La Regione Umbria, in attuazione della legge Balduzzi, ha già previsto un modello di continuità assistenziale che garantirà una copertura dei bisogni di assistenza sanitaria dei cittadini 24 ore su 24, attraverso una riorganizzazione dell’attuale servizio di guardia medica e senza che ciò determinerà alcuna perdita di posti di lavoro». Così la Regione Umbria interviene nel giorno della protesta del sindacato dei medici itaiani e del centro Malfatti, che hanno marciato da Bastia a Perugia per protestare contro la chiusura notturna della guardia medica. Secondo la Regione “attraverso le centrali operative del sistema sanitario, infatti – si legge in un comunicato – verrà garantita la copertura assistenziale sull’intero arco delle 24 ore, sette giorni su sette e 365 giorni all’anno, proprio sulla base delle positive innovazioni previste dalla legge Balduzzi. Ciò avverrà grazie ad una positiva relazione e coordinamento tra medici di medicina generale e personale medico oggi operante nel servizio di guardia medica. Inoltre, grazie al positivo confronto sviluppatosi con le organizzazioni sindacali dei medici, sarà prevista, per ogni “Aft” (aggregazioni funzionali territoriali), l’apertura di almeno un ambulatorio di medicina generale, per un arco di 12 ore, sempre sette giorni su sette».

Questo quadro secondo la Regione, «determinerà una maggiore quantità e qualità di servizi della medicina territoriale per i cittadini, migliorando ulteriormente l’offerta di servizi sanitari in Umbria, e – si ribadisce – senza la diminuzione di nemmeno un posto di lavoro per quanti attualmente lavorano presso i servizi di guardia medica. In Umbria – conclude la Regione – non c’è bisogno di marce, bensì di tavoli di confronto, peraltro già aperti, tra tutti i soggetti interessati a realizzare una positiva riforma nell’esclusivo interesse dei cittadini che chiedono, giustamente, continuità assistenziale».

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