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Rocchetta, la Regione impugnerà la sentenza del Commissario degli usi civici

Alta Umbria Politica

Rocchetta, la Regione impugnerà la sentenza del Commissario degli usi civici

Redazione
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L'assessore Roberto Morroni
L'assessore Roberto Morroni

GUALDO TADINO – La Giunta regionale ha deliberato di impugnare davanti alla Corte d’Appello di Roma-Sezione Usi civici la sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici relativa alla proprietà di alcuni terreni dove avvengono prelievi di acque minerali da parte della società Rocchetta, nel territorio comunale di Gualdo Tadino. Lo rende noto l’assessore regionale all’Ambiente e alle Acque minerali, Roberto Morroni. “Si ritiene – spiega – che la sentenza presenti alcuni punti assolutamente non condivisibili”.

Clima “In rappresentanza della Giunta regionale, mi adopererò – aggiunge – per ristabilire nella città un clima proficuo e costruttivo di confronto e di collaborazione, nel rispetto di tutte le parti coinvolte. Occorre superare un clima di contrapposizione tanto aspra quanto sterile nella consapevolezza della necessità di creare, in un territorio profondamente segnato dagli effetti di una crisi economica e sociale che perdura da tempo, le condizioni idonee a favorire nuove prospettive di crescita e di sviluppo. In questa direzione – ha concluso Morroni – andranno gli sforzi e l’impegno della Regione”.

La vicenda  Quella che va in scena a Gualdo Tadino è una vera e propria guerra dell’acqua che si gioca tra Rocchetta e la Comunanza Agraria gestrice dei terreni di montagna dove insistono i pozzi per l’attingimento delle acque minerali. Sia il comune di Gualdo Tadino che la Regione avevano rilasciato autorizzazioni e proroghe alla multinazionale, ma la comunanza aveva contestato di essere stata esclusa dalle trattative pur essendo la legittima proprietaria per conto dei cittadini. Dopo quasi 3 anni di battaglie legali è arrivata, a metà mese, la sentenza del Commissario agli usi civici di Roma. 

Bene Per il giudice l’area dei pozzi è un bene da restituire al legittimo proprietario, ovvero nello specifico la Comunanza Agraria Appennino Gualdese; la stessa area, al momento dell’apertura dei pozzi, non era passata attraverso il cambio di destinazione d’uso, quindi il suo utilizzo è stato ritenuto dal giudice privo di titolo. A questo si aggiunga che la legge assegna al proprietario dell’area anche la titolarità delle acque sotterranee.  La vicenda esplose nel 2017 quando su esposto per sospetto abusivisimo dei pozzi fatto dal WWF Umbria, il giudice impose il sequestro dell’area.

Scelta La Comunanza Agraria si costituì in giudizio come parte lesa, dall’altra parte la Regione Umbria che assegnò la concessione e con essa il Comune di Gualdo Tadino e l’azienda Rocchetta.  Dopo la presa di posizione del sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, che aveva manifestato la sua contrarietà alla sentenza, rea di bloccare lavoro, sviluppo e nuove opportunità per la fascia appenninica, ora arriva la reazione della Regione.

 

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