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Gualdo Tadino, il cartellone della stagione di prosa TSU

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Gualdo Tadino, il cartellone della stagione di prosa TSU

Redazione cultura
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teatro Talia

SIPARIO UMBRIA – È stata presentata gli scorsi giorni alla sala Giunta del Comune di Gualdo Tadino la stagione di Prosa 2017/2018 del teatro Don Bosco, promossa dal Comune e dal Teatro Stabile dell’Umbria, con la collaborazione ed il sostegno di Unigualdo, di Educare alla Vita Buona e del Rotary Club di Gualdo Tadino. Sono inervenuti il sindaco Massimiliano Presciutti, l’assessore alla Cultura Fabio Pasquarelli, la responsabile del Circuito Teatrale TSU Bianca Maria Ragni, la rappresentante dell’Unigualdo professoressa Marcella Viventi, il presidente dell’associazione Educare alla Vita Buona dottor Umberto Balloni, il consigliere del Rotary Club di Gualdo Tadino, dottor Christian Severini. Novità di quest’anno sarà l’includere nel programma una nuova location, il teatro Talia.

“Presentiamo la nuova stagione di Prosa – ha sottolineato l’assessore Fabio Pasquarelli – che quest’anno avrà delle novità. La prima che gli spettacoli saranno sette, uno in più dello scorso anno, ed il primo si svolgerà nel mese di novembre. La seconda riguarda i contenitori che saranno due. Oltre al teatro Don Bosco, i sei spettacoli che andranno in scena a Gualdo Tadino – più uno che avrà sede a Perugia – si svolgeranno anche al teatro Talia. È stato fatto un buon lavoro grazie anche alla collaborazione delle realtà coinvolte nel progetto con la nostra amministrazione. Avremo degli spettacoli di grande qualità, con un’offerta migliorata rispetto al passato, frutto anche di uno sforzo economico fatto. Confidiamo che i cittadini partecipino in modo significativo a tutti gli spettacoli”.

“Anche quest’anno gli spettacoli proposti a Gualdo Tadino – ha dichiarato il sindaco Presciutti – saranno di grande qualità e vedranno in scena attori e personaggi di rilievo nel panorama artistico nazionale. Quello della stagione di oprosa è un progetto importante, ogni anno abbiamo cercato di arricchire l’offerta proposta, che è possibile realizzare grazie anche al grande lavoro di associazioni e volontari che permettono tutto questo. Ringrazio quindi chi ha collaborato a questa stagione di prosa 2017/2018 ossia: Educare alla Vita Buona, Unigualdo, Teatro Stabile dell’Umbria e Rotary club di Gualdo Tadino”.

“Quella che andrà in scena a Gualdo Tadino – ha dichiarato Bianca Maria Ragni – sarà una stagione di Prosa importante con sette spettacoli di rilievo e ben cinque di questi che saranno in esclusiva. Andare a teatro è importante perché permette alle persone oltre di usufruire di uno spettacolo culturalmente di qualità anche di potersi incontrare e dialogare tra loro. Ci aspettiamo una bella risposta da parte del pubblico, per questo i prezzi rimarranno invariati rispetto allo scorso anno e ci sarà un’offerta speciale rivolta alle scuole”.

“La novità importante di quest’anno – ha asserito Umberto Balloni – è la stretta collaborazione tra la nostra associazione e l’amministrazione comunale. Abbiamo dato un contributo importante per la stagione di prosa 2017/2018 e stiamo facendo uno sforzo per questa città. Invitiamo tutti i cittadini ad assistere agli spettacoli perché ne vale la pena”.

Uno sguardo al programma – Martedì 21 Novembre si inaugura la stagione al teatro Morlacchi di Perugia con Il Malato Immaginario di Moliere. Interpretato con intelligenza e ironia da Gioele Dix, Argan spreca la sua vita fra poltrona, lettino, toilette, clisteri, salassi. Sotto la candida cuffia a pizzi, nella vestaglia bianca, nelle calze bianche molli sui piedi ciabattanti, si trova una debolezza a volte innata, un’incapacità genetica di prendere qualsiasi decisione. Il suo alter ego è Antonietta, detta anche Tonina, interpretata da Anna Della Rosa, una cameriera tuttofare, che il padrone vive spesso come un incubo, super presente, impicciona che vede tutto e tiene in mano tutto, a partire dal destino dei padroni. Lo spettacolo, con la raffinata regia di Andrèe Ruth Shammah, si sofferma sulle nevrosi ipocondriache del protagonista, in una continua tensione tragicomica mirabilmennte costruita che continua ancora oggi ad affascinare e a stupire gli spettatori.

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Sabato 2 dicembre si prosegue con Croce e Delizia, signora mia… storia di vita vissuta di Simona Marchini (anche interprete) e Claudio Pallottini. Per la prima volta uno spettacolo della stagione di prosa al Teatro Talia, in scena una delle attrici italiane più amate che ha sempre alternato i suoi impegni professionali tra teatro e televisione, raggiungendo una grande popolarità. Lo spettacolo racconta tre storie appassionanti, Traviata, Rigoletto e Trovatore, la cosiddetta trilogia popolare densa di storia e d’identità culturale. Con la sua consueta verve ironica ed elegante Simona Marchini conquista il pubblico in una serata da non mancare, all’insegna del divertimento e della bella musica.

foto ufficio stampa TSU

foto ufficio stampa TSU

Il 2018 si apre con Todi is a Small Town in the Center of Italy scritto e diretto da Liv Ferracchiati. Come si vive nella provincia italiana? Michele, Stella, Elisa e Caroline sono quattro tuderti, una piccola tribù di trentenni con proprie regole e ritmi: gli appuntamenti preceduti da note vocali su whatsapp, gli incontri fatti di routine e noia, le chiacchiere a vuoto e i passatempi inventati. Un quinto personaggio, un documentarista, connette finzione e realtà: studia e annota le caratteristiche della città e dei suoi abitanti. Come si vive in un piccolo centro in cui tutti conoscono tutti? Cos’è che a Todi è “meglio non fare”? Queste sono alcune delle domande che sono state poste per davvero ad oltre centodieci tuderti e che il lavoro mira a restituire in parte attraverso un collage che spezza e sostiene la storia dei quattro protagonisti. Uno spettacolo teatrale e, insieme, un’inchiesta sui tabù e la morale.

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Venerdì 2 febbraio si passa a Uno Nessuno e Centomila. Enrico Lo Verso torna in teatro con l’adattamento di uno dei romanzi più celebri di Luigi Pirandello, impersonando un contemporaneo Vitangelo Moscarda. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza. Il personaggio interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. E il testo diviene critica di una società che oggi, come cento anni fa quando fu concepito, tende alla partecipazione di massa a svantaggio della specificità dell’individuo. Ma la sua è una critica volta a un finale positivo, la scoperta per ognuno di essere stessi, dentro la propria bellezza. L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta.

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Il 19 febbraio sarà la volta di Il Bacio di Ger Thijs, un testo profondamente intriso di umanità con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti. È la storia di un incontro tra un uomo e una donna; una panchina, un bosco, dei sentieri, due vite segnate dall’infelicità, forse dalla paura ma che, in una sorta di magica “terra di mezzo”, arrivano a sfiorarsi, a toccarsi. Una donna che va alla ricerca del suo destino, un uomo che fa i conti con i suoi fallimenti e con la sua storia, tra i due nasce un sentimento magico, dove hanno spazio la leggerezza e il candore, la fragilità di due anime che fanno i conti con la propria vita e tutto sfocia in un sentimento struggente condiviso. L’amore è dietro l’angolo e i fantasmi e le paure a tratti si dileguano, per lasciare spazio a un sogno vissuto in un’atmosfera magica, a tratti apparentemente irreale. Si tratta di una magica, meravigliosa esplorazione del cuore umano. Una conversazione fatta di piccole bugie e verità sorprendenti, il mistero di un incontro, di un sentimento che nasce, il mistero della vita.

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Il 9 marzo ci si sposta al teatro Talia per Gramsci Antonio detto Nino di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno (anche interprete). Frammenti di vita di uno degli uomini più preziosi del Novecento. In primo piano la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente, che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell’assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto piccolissimo, il secondo non lo ha nemmeno mai conosciuto. Proprio le bellissime lettere ai suoi figli sono state il punto di partenza: tenerissime epistole a Delio e Giuliano, ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica, dando il meglio di sé come uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un marito. Il corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari è un capolavoro di umanità, etica, onestà spirituale e sofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in teatro è avventura sorprendente. Martedì 20 marzo si chiude con La Bisbetica Domata di William Shakespeare. Questa è la storia di Caterina, di sua sorella Bianca e di un intero villaggio. Questa è la storia di un villaggio che ha ferito e svenduto un bene prezioso. Questa è una storia che avrebbe potuto essere una favola. Caterina l’inadeguata, la non allineata è la pazza per questo villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall’amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l’amore, ma a contrattualizzarlo. La nostra Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. Una lettura corale e visionaria dove la musica e la rima concorrono a restituirci una sorta di opera buffa, caustica e comicamente nera.

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