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Gruppo Novelli, i sindacati suonano l’allarme: “Torniamo al Ministero, situazione allarmante”

Politica

Gruppo Novelli, i sindacati suonano l’allarme: “Torniamo al Ministero, situazione allarmante”

Pierpaolo Burattini
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La protesta dei lavoratori della Novelli

TERNI – Altro fronte caldo, sulla trincea del lavoro. Ora chiedono di tornare subito al ministero dello Sviluppo economico e mettono sul tavolo lo sciopero degli uffici di Terni, i rappresentanti sindacali dei circa 500 lavoratori del Gruppo Novelli, 300 dei quali in organico ai siti produttivi e alle sedi umbre della azienda agroalimentare.

A far suonare la campanella d’allarme in casa Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil non è soltanto il silenzio che avvolge il pagamento della quattordicesima mensilità dei lavoratori dell’agricolo, ma anche il contratto di solidarietà in scadenza per i dipendenti in organico agli uffici di Terni e su cui si è già aperto il confronto per il rinnovo. Per questo “i lavoratori interessati si sono già riuniti in assemblea e hanno deciso di inviare un messaggio chiaro al Consiglio di amministrazione tecnico del Gruppo” che più o meno suona così: “Il periodo di solidarietà deve necessariamente essere utilizzato per l’intera durata residua, poiché l’azienda deve tener conto di tutti sacrifici fatti per arrivare ad oggi, anche con decurtazioni salariali importanti e affinché mantenga gli impegni presi di salvaguardia occupazionale anche in sede ministeriale». Diversamente «se non arriveranno risposte positive entro il 6 giugno, data dell’incontro con l’azienda per il rinnovo della solidarietà, i lavoratori degli uffici di Terni si mobiliteranno in sciopero”. Ed è proprio sul tavolo del Mise che vogliono tornare le organizzazioni sindacali per discutere del futuro del Gruppo Novelli a caccia di acquirenti. Come ricordano le stesse sigle, l’accordo a margine del primo summit ministeriale era di tornare a fare il punto alla metà di maggio, ma della convocazione nessuno ha più avuto notizia, nonostante la delicata fase: “Ci rivolgiamo anche alle istituzioni perché – si legge nella nota – in questo momento è cruciale avere risposte in merito alle trattative in corso per l’ingresso di nuovi partner che diano risposte vere e concrete al territorio, tenendo insieme tutte le produzioni (uova, pane, pastorizzatore e mangimificio, ndr) e procedendo al rilancio di marchi e investimenti negli stabilimenti anche al fine di tutelare i posti di lavoro”. Si resta in attesa di segnali.