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Grandi fatiche per la Sir in Champions League, che in terra di Francia batte Chaumont solo al tie break

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Grandi fatiche per la Sir in Champions League, che in terra di Francia batte Chaumont solo al tie break

Redazione sportiva
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di Raffaello Agea

Reims (Francia) – La partita di andata dei quarti di finale di Champions League contro i francesi dello Chaumont, causa la limitata capienza dell’impianto dove abitualmente gioca il club transalpino, si è disputata a Reims, nota ai più per le famose maisons produttrici di champagne. Motivo in più, parafrasando l’antica diatriba tra spumante italiano e francese, per fare prevalere le bollicine nostrane, quanto meno sul rettangolo di gioco.

Sulle prime, pur senza apertura con il “botto” e senza essere dirompente come in altre occasioni, ha prevalso il gioco dei Block Devils. Ma ad un certo punto è sembrato che la bottiglia dello spumante italiano fosse una di quelle lasciate aperte da molto tempo. Il perlage, in termini sportivi il gioco spumeggiante che spesso caratterizza la squadra di Bernardi, è improvvisamente svanito.

Sotto 2 a 1 la Sir ha sudato le proverbiali sette camicie per conquistare la vittoria, alla fine arrivata solo ai vantaggi nel corso di un tie break giocato al cardiopalma.

Inizio convincente, ma qualcosa si perde per strada Una vittoriada tre punti avrebbe significato poter disputare la gara di ritorno con maggior tranquillità. Risultato certo alla portata di Perugia, tanto più che l’atmosfera del pregara, con una trasferta che non è tra le più difficili anche in senso logistico, era stata in sintonia con l’allegria che a volte fa lo spumante, italiano o francese che sia.

Squadre in campo con i sestetti base e con le rispettive prime linee ad alimentare lo score. Apre Atanasijevic e risponde Fernandez. Arrivano anche i colpi di Leon, sia da posto 4 che in pipe. A Fernandez risponde Leòn con la potenza dei suoi colpi in diagonale e in pipe. Podrascanin mette a terra d’astuzia con il dorso della mano e c’è il primo break per la Sir (7 – 9). Il muro di Lanza mantiene il + 2  (11 – 13) e nonostante Leon non sia in gran serata dai nove metri, un Ricci molto ispirato va a segno in battuta (15 – 16), a muro e in attacco, consentendo il riaggancio sul 20 pari. Il turno di servizio di Hoag consente l’allungo decisivo, con Lanza che chiude in attacco (21 – 25).

Tutto farebbe sperare nell’ulteriore allungo nel conto dei set, ma non sarà così.

I francesi pungono con Averil e Atansov, ma due aces di Atansijevic consentono altrettanti allunghi (8 – 11,  e 8 – 13). Perugia sprinta ancora, arrivando a + 5 (15 – 20). Ma a quel punto entra in crisi la sua ricezione, tanto che gli ospiti subiranno un break di 6 punti, impreziosito dal turno di servizio di Averill, che ne propizierà ben 4. Atanasijevic firma il nuovo vantaggio (21 – 22) e Podrascanin a muro la palla del set (21 – 24), ma la squadra di coach Prandi ci crede ancora. Il capitano Geiler suona la carica e nonostante si vada punto a punto, la zampata decisiva è della squadra di  casa, che meritatamente conquista il secondo parziale (31 – 29).

L’espressione di Bernardi dopo la fine del secondo set è eloquente ed è lo specchio del pensiero che esprimerà alla fine del match: mai dire che una partita è più facile delle altre.

L’avvio del terzo parziale è caratterizzato da molti errori al servizio da tutte e due le parti. Si arriva al 10 pari, ma subito dopo Winkelmuller e Atanasov attaccano con sucecsso e confezionano il primo   break (13 – 10). La ricezione di Perugia soffre ancora e un 10% di doppia positiva è troppo poco anche per innescare frombolieri come Leon e Atansijevic, che inesorabilmente subiscono le murate vincenti degli avversari, avanti nel punteggio in modo consistente proprio grazie a questi colpi (18 – 12). Bernardi capisce che ci vorrebbe una scossa, ma che il parziale è ormai compromesso e che i titolari hanno bisogno di resettare. Entrano Hoogendoorn, Seif e Hoag, che recuperano qualche punto. Ma lo score di Perugia rimarrà fermo a quota 15 per molto tempo e Chaumont conquisterà il set grazie al primo tempo vincente di Fernandez (25 – 17).

Strada ritrovata … con fatica  Con la ricezione che continua a soffrire, Perugia cerca di affidarsi di nuovo al servizio, ma sarà il muro la chiave di volta del pareggio.

Il primo turno di servizio di Leon, pur senza vincenti, è il volano di un primo strappo che si conclude proprio con un muro vincente di De Cecco (2 – 6).

Ancora muri vincenti in successione per Ricci, Leon, ancora Ricci, Podrascanin, Lanza e di nuovo Podrascanin: Perugia vola a + 6 (11 – 17).

Lanza è uno dei più concreti in attacco e con i suoi 4 punti sul finale del set, due dei quali frutto di altrettante pipes consecutive, porta i suoi a + 8 (15 – 23).

C’è l’ennesima reazione di Chaumont, che si rifarà sotto (19 – 23), ma alla fine basterà poco a Perugia per chiudere il frangente (19 – 25), guarda caso proprio con un muro tetto di Podrascanin (il terzo personale e addirittura il nono di squadra nel corso del quarto set).

Il tie break sembra andare sul velluto per la Sir. Leon a segno in attacco (2 punti) e Atanasijevic (3 punti e un ace), portano gli ospiti in vantaggio di cinque (5 – 10).

Ma non basta, perché i padroni di casa non mollano e con l’attacco della Sir che improvvisamente cala (anche) a causa di scelte non lucidissime, mettono a segno un parziale di 6 a 0.

Il servizio di Leon proprio non ne vuol sapere di atterrare dall’altra parte del campo e nemmeno quello dello specialista Della Lunga ottiene successo, tanto che è proprio l’errore dello schiacciatore italiano a portare Chaumont al match point (13 – 14).

Le emozioni e le palpitazioni per i Block Devils, ma soprattutto per i loro supporters, finiscono lì. Mani out di Lanza, muro di Atanasijevic e attacco out dei padroni di casa, per il definitivo 16 – 14.

Nulla è scontato, tutto è possibile Le ali dell’entusiasmo delle ultime prestazioni e la consistenza dell’avvresario di turno, avevano convinto alcuni che la trasferta oltralpe sarebbe stata cosa semplice.

Ma, come ha sottolineato mister Bernardi a fine incontro, le partite vinte in partenza non esistono, anche per una squadra come la Sir, che è senza dubbio una di quelle più attrezzate sul panorama nazionale ed europeo, ma contro la quale tutte danno il massimo del massimo.

Daltro canto anche la corazzata Kazan e Civitanova si erano aggiudicate i rispettivi match di andata di questi quarti di finale (contro Danzica la prima e contro Mosca i marchigiani) al gioco decisivo.

Alla fine però l’importante era vincere, per disputare il ritorno con due punti in cascina e dare l’assalto finale al turno sucecssivo tra le mura amiche, anche se con un risultato utile in meno.

Già, perché per continuare il proprio cammino senza grossi patemi d’animo, nella partita che si disputerà mercoledì prossimo al PalaBarton sarà necessaria una vittoria da tre punti.

Possibile, anzi probabile, giocando come la Sir sa.