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Terni, Gozi e Taradash: “Liberal uniti, Pd e Fi ora devono capire”

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Terni, Gozi e Taradash: “Liberal uniti, Pd e Fi ora devono capire”

Redazione politica
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TERNI – Il clima è quello di chi ha tutta l’intenzione di non farsi surclassare dall’antieuropeismo da battaglia imperante. Stile diverso, certamente, dalle due forze al potere, ma non manca qualche stoccata. Marco Taradash e l’onorevole Sandro Gozi, relatori all’incontro “Perchè Europa? Quale Europa?” organizzato all’Hotel Valentino dall’associazione Cittadini Liberi e moderato da Elisabetta Fiorito di Radio 24, non le mandano a dire. Bersagli Salvini e Di Maio (Mr. Ping, come viene spesso apostrofato per via di una sua recente gaffe), ma anche Conte (“L’avvocato del popolo”, come da sua stessa definizione) e persino Fassina, passato dal tenere i conti del Pd ad aver fondato una lista nazionalista di sinistra.

Voglia di ripartenza. Ma i bersagli principali sono il Pd e Forza Italia, nonostante i due esponenti politici siano uno parte del primo e l’altro sia stato parte del secondo. Ad entrambe le forze l’appello è quello di contribuire alla creazione di un polo unico che possa contrastare alle prossime Elezioni Europee (ed in prospettiva anche Politiche) il probabile dilagare del sovranismo nazionalista.

Taradash e Centro Motore I toni sono diversi, ma i temi uguali. Il primo a parlare è l’esponente radicale, fondatore di Centro Motore, un aggregatore di forze liberaldemocratiche e riformiste: “Per salvare l’Europa – ha spiegato-  va salvata l’Italia, perché il popolo, pur non volendolo –  gli elettori dei 5Stelle non hanno certo votato per un governo con la Lega – si ritrova con una governo  totalmente anti-Europeo, anti-Euro e anti qualunque cosa. L’unico argine ad una prospettiva che veda le forze sovraniste vincere alle elezioni europee è una aggregazione che metta insieme le forse liberaldemocratiche e riformatrici”. Poi si è soffermato sul ruolo dei singoli partiti che attualmente sono all’opposizione in Italia: “Se il quadro si conferma quello attuale, il rischio è di avere solo due forze di opposizione al Parlamento UE e cioè il Pd e Forza Italia, che non contano più niente: non sono più credibili e da sole non ce la faranno, perché negli ultimi 20 anni hanno avuto la possibilità di dare risposte a quello che veniva chiesto e cambiare l’Italia e l’Europa e non l’hanno saputo fare. Quanto a +Europa, è un progetto bello, nel quale credo – a tal punto che mi sono iscritto – ma da sola non ce la farà mai a superare la soglia di sbarramento del 4%. Invece mettere insieme tutte queste forze serve a realizzare una alleanza che – ne sono convinto- ha la possibilità di vincere, in prospettiva anche alle Politiche, perché questa è la vera maggioranza della popolazione”.

Gozi Federalista. L’onorevole Gozi, che corre per la carica di presidente del Movimento Federalista Europeo, guarda anzitutto al suo Pd: “Spero che prenda atto che è necessario un cambio di rotta e si metta al servizio di una nuova alleanza sociale e liberale”. Qua e là vari affondi. Su tutti quello a Fassina: “Era il responsabile economico del Pd con Bersani e fece votare il fiscal compact – ha spiegato – adesso ha fondato un movimento che si chiama Patria e Costituzione e propone un nazionalismo di sinistra”. Poi a Tajani: “Come presidente Ue è costretto a dire di essere a favore delle sanzioni contro l’Ungheria, ma come coordinatore di Forza Italia ha avallato che i suoi abbiano votato contro”.

Quindi a Salvini e Di Maio: “Ci stanno mandando a sbattere contro un muro”, dice. “A livello europeo già da un po’ l’Italia non conta più niente  e adesso stiamo andando verso una procedura di infrazione i costi della quale saranno pagati dai cittadini, con l’aumento dei mutui e di molto altro”. E disegna il percorso verso le Europee: “Il 4 marzo è crollato il sistema politico, non sono spariti i valori, bensì le categorie, bisogna crearne di nuove, bisogna creare una nuova leadership europea. Difendere la Unione Europea significa difendere la democrazia, lo stato di diritto, i diritti civili, i diritti in generale, tutelare le minoranze, pensare ad uno sviluppo reale dei Paesi che non può avvenire chiudendosi ciascuno dentro al suo guscio. La Ue rappresenta ciò di cui Salvini e Di Maio hanno paura: è per questo che stanno cercando di smontarla. Prima volevano uscirne, poi hanno visto la Brexit, con la Gran Bretagna che sarà costretta a sottostare ai dettami Ue e del mercato comune restando fuori dalla porta e hanno capito che è meglio restarvi per svuotarla da dentro. L’obiettivo non deve essere puntare al 4% o ad un punto in più rispetto al 17% che ha preso il Pd alle politiche ma il 40%”.

Tanti a prendere appunti. In platea a prendere appunti, gente di tutti i partiti: c’era l’ex assessore oggi vicepresidente di Azione Cattolica Giorgio Armillei, pure intervenuto nel dibattito finale come Emanuela Guanciale dei Comitati Civici di Renzi e Maurizio Bufi presidente dell’associazione italiana promotori finanziari; i consiglieri comunali Alessandro Gentiletti col neo presidente di Terni Valley e Michele Rossi, il presidente diocesano di Azione Cattolica Luca Diotallevi e pezzi sparsi dei vari partiti.

Laboratorio delle idee.  A proposito di questo fermento locale, nella prima parte il presidente di Cittadini Liberi Marco Sciarrini ha ricordato come Cittadini Liberi sia impegnata anche a livello locale, per costruire una nuova idea di città attraverso la “La fabbrica delle idee”, un laboratorio permanente che ha già avuto avvio venerdì pomeriggio attraverso un primo incontro ospitato presso la Sala Ciliani del PalaSì, sul tema: “Verso un network politico umbro: l’alternativa ai populismi e alla gestione del declino”, con la partecipazione di diverse personalità, amministratori locali, associazioni e movimenti politici di impronta europeista, liberale, democratica e riformatrice.

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