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Giustizia, al Tar dell’Umbria in forte forte aumento i ricorsi: nel mirino procedure d’appalto e risorse comunitarie

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Giustizia, al Tar dell’Umbria in forte forte aumento i ricorsi: nel mirino procedure d’appalto e risorse comunitarie

Redazione
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Un 'aula di tribunale

PERUGIA  – Segnano un incremento del contenzioso del 28% rispetto all’ anno precedente i ricorsi proposti nel 2018 al Tribunale amministrativo regionale dell’ Umbria, in particolare per le procedure di appalto, l’assegnazione delle misure comunitarie, le farmacie, il soggiorno degli stranieri e l’attività produttiva delle aziende con forte impatto ambientale. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente Raffaele Potenza per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Aspetti Il presidente del Tar dell’ Umbria ha sottolineato come, anche nel 2018, le decisioni “hanno riguardato aspetti fondamentali per la qualità della vita della comunità regionale”. “Quali – ha aggiunto – l’ambiente, la sanità pubblica, l’istruzione e l’ università, i servizi sociali, gli appalti, forniture e servizi, la pubblica sicurezza, la produzione di energia, l’ edilizia privata, anche nei suoi riflessi in tema di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale”.

Soggiorno Altro importante gruppo di provvedimenti ha riguardato il contenzioso introdotto dagli stranieri in materia di diritto di soggiorno. In notevole aumento il numero di decisioni (273) di ottemperanza a provvedimenti in materia di legge Pinto, in relazione alla ragionevole durata del processo. All’aumento dei ricorsi pervenuti ha corrisposto un incremento di quelli decisi, con una riduzione di poco meno dell’8% del numero di affari pendenti, confermando una tendenza avviatasi già a partire dal 2016. “Risultati raggiunti – ha sottolineato il presidente Potenza – in ragione del seppur minimale incremento della forza lavoro del Tribunale, intesa complessivamente (magistrati e personale amministrativo) e soprattutto del fatto che questa forza lavoro ha continuato ad operare con impegno e produttività”.

I numeri Al 31 dicembre 2018, dei 691 provvedimenti collegiali complessivamente emessi, solo 50 non hanno definito il giudizio di primo grado, mentre gli altri lo hanno fatto con un numero di sentenze di merito poco meno del doppio rispetto a quelle che lo hanno chiuso per ragioni processuali. Gli accoglimenti dei ricorsi risultano molto più del doppio di quelle di rigetto. “Questo dato – ha detto il presidente del Tar dell’Umbria – può essere interpretato come indice di un alto livello di tutela delle posizioni del cittadino, ma allo stesso tempo rivelatore di un elevato tasso di illegittimità dell’ azione amministrativa”.

Durata Quanto alla durata media dei procedimenti, circa i due terzi dei ricorsi portati in decisione in pubblica udienza risultavano non anteriori al 2015, mentre i ricorsi risalenti agli anni precedenti sono in fase di esaurimento. Tra gli obiettivi programmatici del Tribunale per il 2019 quello di “proseguire la riduzione dell’arretrato, sia mediante l’annuale programma di smaltimento, sia con la fissazione dei ricorsi depositati da oltre 3 anni e per i quali sussista ancora interesse ad una sollecita definizione del giudizio”. Il presidente del Tar dell’Umbria ha sollecitato infine “una razionale riforma della giustizia amministrativa che, nell’ interesse di tutti, riesca a potenziarla conciliando indipendenza, produttività e qualità, riforma senza la quale ogni obbiettivo programmatico rischia di essere sostanzialmente vanificato”.

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