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Giunta, Marini: "Se ne riparla dopo i ballottaggi, le polemiche fanno male al Partito democratico"

Politica

Giunta, Marini: "Se ne riparla dopo i ballottaggi, le polemiche fanno male al Partito democratico"

Pierpaolo Burattini
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PERUGIA –  Tanta acida panna montata – correntismo esasperato; ping pong Catiuscia Marini-Giampiero Bocci e relativo ballo in maschera sul rientro o meno di Luca Barberini in Giunta; il brusio (feroce) di sottofondo al rientro sul palcoscenico dell’ex sindaco di Perugia Wladimiro Boccali – con ciliegina finale sulla torta: le accuse del segretario provinciale di Perugia, Andrea Rossi, che a una manciata di ore dalla apertura dei seggi per le elezioni amministrative, non trova di meglio che sparecchiare accuse su Palazzo Donini, annunciare che il Pd in questa tornata elettorale ha un solo candidato (Maraga ad Amelia, immaginate le facce di Bacchetta, Proietti e altri) e fissare tempi e modi a petto in fuori e voce tonante. Cose da mettersi le mano nei capelli. A Piero Mignini – che la chioma è riuscito a mantenerla intatta nonostante da svariati lustri conosca nobiltà e miseria del partito – oggi di fronte a tutto questo gli occhi gli assumono un riflesso ironico ma la voce è tonante: “In tanti anni, non ho mai visto una cosa del genere: parole in libertà che rischiano di farci perdere credibilità agli occhi degli umbri. Roba da matti..”.

Servirà anche Freud, ma per il momento lo stato clinico del Pd umbro, è questo: labirintite e personalismi acuti. Il segretario regionale Giacomo Leonelli? Come un vigile urbano nel bel mezzo del traffico impazzito di Roma, si limita a frasi di buonsenso: cose buone in tempi normali, ora scivola tutto come acqua sulla roccia. Un’alzata di spalle e nulla più. E allora a poche ore dall’apertura dei seggi e tutto uno sminuzzare, almanaccare, bisbigliare incongruo. Che si fa? Si vedrà. E la presidente? E il sottosegretario? Boh, non pervenuto o pervenuti anche troppo. Marini come sempre avviene nelle curvature che non gli piacciono, mette il sangue in ghiacciaia e dissemina il campo di piccole frasi lampeggianti: “Rossi? Si commenta da solo.. Il problema è il danno che viene arrecato a tutto il Pd e non certo alla giunta regionale. Se poi si pensa di forzarmi la mano con le minacce, credo che si sortisca l’effetto contrario…”. Tutto con voce piana senza increspature. E Barberini rientra in Giunta? Pausa, sospiro: “Io sono stanca di parlarne, voi di scriverne e gli umbri hanno altre cose a cui pensare… Ne riparliamo dopo i ballottaggi, ma se non c’è reciproca fiducia mi sembra dura…”. La linea telefonica balla come una barchetta in mezzo al mare: “Sembra il Pd umbro, presidente..”. Silenzio. Risposta: “Purtroppo a volte, sembra così: ma io non ho la presunzione di risolvere tutto da sola…”.  Ping, pong in casa Pd. In attese del responso delle urne.

P.P.Bur