CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Giunta Di Girolamo, dopo il bilancio preventivo voci battenti di rimpasto: retroscena e ipotesi

Politica

Giunta Di Girolamo, dopo il bilancio preventivo voci battenti di rimpasto: retroscena e ipotesi

Andrea Giuli
Condividi

A. G.

TERNI – Parliamoci chiaro, nei limiti del possibile. Il sindaco Di Girolamo e’ un abruzzese cocciuto ed esperto. In più, è cresciuto alla inossidabile, efficace scuola delle Frattocchie. È a dir poco restìo a mutare le cose che non ritiene di dover mutare. E, finché può, non le cambia, trascinando gli interlocutori in estenuanti, vane attese. Non deve essere un caso se, negli ambienti politici a lui più consanguinei, e’ anche noto con un perfido nomignolo di sapore manzoniano.
Sono anni, in poche parole, che si parla di grandi o piccoli rimpasti nella sua giunta che, puntualmente, non arrivano.
Eppure, stavolta, tra i bene informati di palazzo Spada c’è chi giura che il primo cittadino abbia rivelato in gran segreto la propria, concreta intenzione di mettere finalmente mano al suo esecutivo – e in tempi piuttosto stretti – niente di meno che al capogruppo comunale del Pd, Cavicchioli e al presidente del consiglio comunale, Mascio.
Gli scetticismi restano, ad oggi, ampi. Il “momento magico” verrebbe individuato subito dopo l’approvazione del bilancio preventivo di palazzo Spada, ovvero nel mese di giugno prossimo.
Due le ipotesi, secondo i rumori insistenti di palazzo: quella “minore” con la sostituzione di un solo assessore e la redistribuzione ad altri membri di giunta delle due deleghe pesanti tuttora in capo a Di Girolamo, la sanità e lo sviluppo economico; quella maggiore che vede invece l’uscita di tre attuali assessori, identificati in Giorgio Armillei, spigoloso esternatore con delega alla Cultura, Carla Riccardi ora alla Scuola e istruzione e Daniela Tedeschi, titolare del Turismo e Commercio.
I motivi sarebbero i più vari. Se – sempre secondo le ricostruzioni che in queste ore si fanno dalle parti di largo Ridolfi – la Tedeschi non sarebbe più gradita alle liste civiche che nel 2014 contribuirono in modo determinante all’elezione Di Girolamo, la Riccardi e’ da tempo sulla graticola per la gestione di alcune “bollenti” vicende inerenti il mondo scolastico.
Ma, la questione più propriamente politica e tutta interna ai turbolenti equilibri in casa Pd, riguarderebbe Armillei, ormai considerato molto vicino al senatore ternano democratico, Gianluca Rossi. A detta degli esegeti democrat, se in Giunta c’è un importante, ulteriore “uomo di Rossi” non può non esserci allora un “uomo di Paparelli”, attuale numero 2 della giunta regionale. E poi ci sarebbero gli “uomini di Brega”. E via uominando. La tesi potrebbe un po’ essere tagliata con l’accetta (neanche tanto), ma oggi – tra i maggiorenti umbri e ternani del Pd – sono di fatto tutti renziani.
Appare chiaro, insomma, che, seppure si dovrebbe votare per le amministrative a Terni soltanto fra 3 anni, anche la questione del mitologico rimpasto a palazzo Spada si gioca adesso all’ombra di quella decisiva scadenza. Nomi che potrebbero subentrare nell’esecutivo Di Girolamo? Ovviamente il toto-nomi impazza. E non da ora. Si parla di alcuni più o meno noti esponenti delle suddette liste civiche, ma queste sono ormai in rotta pubblica con il primo cittadino. E, nelle ultime ore, si vaticina per esempio di una papabile Alessandra Pantella, giovane insegnante e consigliere comunale del Pd, al posto della Riccardi. Altre ipotesi avanzano, sempre all’interno degli eletti a palazzo Spada (si aprirebbe in caso il tema dei consiglieri non eletti che subentrerebbero, a cominciare da Teofrasti). Tutto da vedere. Sempre che il tetragono sindaco, teramano d’origine, non indugi ancora. Senza tempo. Già si odono i campanelli manzoniani.

Tags:
Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

  • 1

Ti Potrebbe anche Piacere