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Giubileo della Misericordia, chiusura della Porta Santa a Perugia e Terni

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Giubileo della Misericordia, chiusura della Porta Santa a Perugia e Terni

Redazione
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PERUGIA/ TERNI – Concluso ufficialmente l’Anno Santo della Misericordia in tutte le Diocesi umbre. Il Cardinale di Perugia-Città della Pieve, monsignor Gualtiero Bassetti ha celebrato la Santa Messa Solenne nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, quello di Terni, monsignor Giuseppe Piemontese, anch’esso in Duomo.

Bassetti:”Sorgerà un sole di giustizia e un mondo nuovo”:”Il profeta Malachìa  – ha detto nell’omelia il presule – prefigura i diversi destini degli uomini: i superbi, quelli pieni di sé, che hanno spadroneggiato in questo mondo, svaniranno come la paglia sul fuoco; per gli umili, invece, per quelli che hanno vissuto nel timore del Signore, sorgerà un sole di giustizia e un mondo nuovo. L’apostolo Paolo, d’altra parte, esorta i cristiani di Tessalonica a vivere del proprio lavoro e a comportarsi onestamente in questo mondo per attendere con fiducia quello futuro. La misericordia di Dio non è un’idea astratta- ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È stato un anno carico di eventi significativi, di tragedie umane, ma anche di tanti segni di solidarietà e di amore. “L’Anno Santo – ci ha ricordato oggi il Papa – ci ha sollecitati, da una parte, a tenere fisso lo sguardo verso il compimento del Regno di Dio e, dall’altra, a costruire il futuro su questa terra, lavorando per evangelizzare il presente, così da farne un tempo di salvezza per tutti. Quello trascorso, Carissimi, è stato un tempo formidabile sul piano della grazia, i cui esiti sono noti soltanto a Dio e, in qualche misura, ai confessori, che nei mesi scorsi, nei nostri santuari, hanno visto avvicinarsi molti fedeli al sacramento della riconciliazione. Sul piano della partecipazione del popolo cristiano lungo le vie di pellegrinaggio, come segno di una volontà di penitenza e di conversione, abbiamo visto tanti fedeli confluire qui nella chiesa cattedrale, ma anche nei grandi e piccoli santuari umbri, dove da secoli si annuncia la buona novella della misericordia del Signore. Come non ricordare poi il grande pellegrinaggio regionale a Roma, il 22 ottobre scorso, con 7.500 partecipanti in occasione del quale il Santo Padre ci ha esortati tutti a testimoniare l’amore di Dio “verso i fratelli, particolarmente agli esclusi e ai lontani”.

Un pensiero, ovviamente, ai terremotati: “L’esperienza terribile del terremoto, proprio nel cuore del Giubileo, ha messo a prova la serietà della nostra conversione verso gli altri, verso coloro che hanno perso tutto e non hanno più nulla per vivere. E devo affermare, con senso di grande consolazione e di lode al Signore, con quanta generosità e apertura di cuore stanno rispondendo le nostre parrocchie e i nostri gruppi ecclesiali alle emergenze di questi mesi. È il segno che l’amore di Dio che abbiamo sperimentato nel Giubileo è maturato in noi e sta portando frutto. Anche un nostro sacerdote vive da quasi un mese in una tenda con i terremotati ad Amatrice, come pure un coppia di sposi novelli ha dato disponibilità in tal senso. Ed io domenica scorsa li ho benedetti nella loro comunità.È da queste esperienze di amore concreto che può nascere e svilupparsi quel senso forte di comunità e di Chiesa che ci rende capaci di affrontare le sfide degli anni a venire. Non dobbiamo formulare programmi particolari, perché la via del nostro cammino di Chiesa è segnata già da tempo, ed è la via della nuova evangelizzazione, che passa per gli snodi della famiglia, dei giovani e dei poveri, sollecitando la corresponsabilità ecclesiale di tutti. La Visita pastorale che sto portando avanti da alcuni anni con la collaborazione validissima e intelligente del nostro vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, consentirà di fare il punto sulla situazione, ma anche di rilanciare tante virtù nascoste del popolo cristiano, cui è tempo di chiedere la trasparenza della propria identità e di viverla senza paura, dinanzi ad un mondo disposto a credere più ai “testimoni che ai maestri”. (…)

Piemontese: “Rafforziamo gli spazi di misericordia”.  In una cattedrale di Terni gremita da migliaia di fedeli si è concluso il Giubileo della Misericordia con la celebrazione per la chiusura della porta santa della misericordia della diocesi di Terni-Narni-Amelia. In tantissimi hanno partecipato a questo importante momento di comunione per la chiesa diocesana riunita attorno al suo vescovo e ai sacerdoti, insieme alle autorità civili e militari, i sindaci dei Comuni della diocesi, il viceprefetto di Terni Andrea Gambassi,  il colonnello dei Carabinieri Giovanni Capasso, il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Volpe, al capo di gabinetto della Questura di Terni Giuseppe Taschetti, ai cavalieri e dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Unitalsi, Acli, scuole per l’infanzia San Valentino, gruppi di Padre Pio. Una celebrazione che è iniziata con la processione dei ministri e fedeli sul sagrato della Cattedrale dove si è svolto il rito introduttivo e l’ultimo passaggio della porta santa.

“Questa celebrazione vuole esprimere nella gioia, il ringraziamento per l’Anno Santo straordinario, il Giubileo della misericordia, che si conclude con la chiusura della Porta Santa – ha detto il vescovo -. Non è la parola fine che vogliamo scrivere, ma incidere nella mente e nella memoria della Comunità  le parole gratitudine, ringraziamento, ritorno, conversione, perdono, Alleanza, amicizia, nuovo inizio, speranza, opere di misericordia, comunione, missione”.

“Un anno speciale, straordinario costellato da incontri, riflessioni, preghiera,  pellegrinaggi, progetti di carità e di misericordia, fino all’appuntamento di Grazia sul limitare della Porta della Misericordia – ha aggiunto il presule -. La natura di Dio è la misericordia. Misericordia è il nome di Dio, è la carta d’identità di Dio. Gesù ci invita ad essere come Dio,  la nostra vocazione è assomigliare a Dio: siate santi come Dio è santo, siate misericordiosi come il Padre. Misericordia è lo stile di una Chiesa “in uscita” con le porte aperte agli ultimi, agli emarginati, è l’architrave della Chiesa : far capire a tutti che non c’è uomo o donna su cui non si posi lo sguardo d’amore di Cristo, che non esiste colpa che non possa essere perdonata”.

In questa ottica di misericordia vissuta e sperimentata in questo particolare anno santo, il vescovo ha invitato ad aprire il cuore alla speranza per il futuro: “Insieme siamo decisi a rimodellare il volto della nostra Chiesa e a conformarla ai lineamenti scaturiti dal Concilio Vaticano secondo. Ora ci apprestiamo a riprendere il cammino della quotidianità con il cuore e l’abito della misericordia. Credo che la nostra diocesi debba riprendere con decisione e sistematicità gli Orientamenti della CEI  per l’annuncio e la catechesi in Italia, attualizzandoli e confrontarli con i cambiamenti culturali e sociali dei nostri giorni. Non solo i ragazzi, ma l’intera comunità diocesana, adulti, giovani e ragazzi, sia chiamata a percorrere la strada della Iniziazione alla fede, alla vita di Cristo e della Chiesa. Sono i cambiamenti sociali, uniti ad una scristianizzazione anche delle nostre comunità, che richiedono tale percorso.  La modalità strutturale che abbiamo scelta per raggiungere questo obiettivo nei prossimi anni, è la sfida delle Comunità pastorali da avviare, sperimentare e curare con l’ obiettivo della generazione della fede attraverso la costruzione di comunità che abbiano il tratto della fraternità. E’ una fraternità che non si qualifica semplicemente in termini del volersi bene, ma una fraternità che è la vita stessa di Dio, così come si è manifestata in Gesù Cristo”. Ed infine un’esortazione a vivere sempre con intensità e impegno le opere di misericordia attuali “la solidarietà con i terremotati, l’accoglienza dei profughi e dei migranti, la sollecitudine per le povertà del nostro territorio e quella generale dalla globalizzazione, l’attenzione alle missioni e al Terzo mondo. Sosteniamo le opere segno della Diocesi, quelle avviate quest’anno o in essere da tempo (ne abbiamo parlato qui) L’Anno Santo continui nel segno della misericordia a dare speranza alla nostra società, alle nostre comunità, avendo come fulcro l’Eucarestia  domenicale, che si prolunga nella comunione di fede, di beni e di vita tra i cristiani”. La celebrazione si è conclusa con la processione dei sacerdoti, del vescovo e ministri verso l’uscita passando per la porta santa che è stata chiusa dai due diaconi a conclusione di una cerimonia intensa e partecipata che suggella un anno della Misericordia iniziato il 13 dicembre del 2015 e che ha avuto in diocesi tanti momenti comunitari per vicarie, gruppi e movimenti l’ultimo dei quali  stato quello dei più giovani con il Giubileo degli studenti.

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