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Giro d’Italia, Greipel re di Foligno

Cronaca e Attualità

Giro d’Italia, Greipel re di Foligno

Redazione
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Andre Greipel of Lotto Soudal win the seventh stage of the Giro d'Italia 2016, Sulmona to Foligno 211 km, Italy, 12 May 2016 ANSA/LUCA ZENNARO

Di Matteo Romanelli

FOLIGNO – Continua la dittatura tedesca nelle volate del Giro. Quattro sprint e quattro vittorie teutoniche. Non ha fatto eccezione la settima tappa con arrivo a Foligno che ha visto il successo di André Greipel, il più veloce nel finale a ranghi compatti  al quale si è assistito nella città della Quintana. Un cambio di ritmo incontenibile quello del portacolori della Lotto – Soudal che ha accelerato all’ingresso del breve rettilineo finale, sverniciando Caleb Ewan che aveva impostato la volata in testa dopo l’ultima curva (l’australiano poi si pianterà giungendo quarto) e regolando con agio Giacomo Nizzolo (all’ottavo secondo posto in carriera al Giro senza mai aver vinto una tappa) e Sacha Modolo, che si sono dovuti accontentare delle piazze d’onore ai lati del podio. Per Greipel è il sesto successo in carriera al Giro, il 131° complessivo da professionista, il quinto stagionale e il secondo in questa edizione della corsa rosa, proseguendo così il momento d’oro della Lotto – Soudal, formazione arrivata alla terza affermazione consecutiva dopo quelle dello stesso sprinter di Rostock a Benevento e di Wellens nel primo arrivo in salita a Roccaraso.

Purtroppo è mancato l’attesissimo duello germanico tra Greipel e Kittel. I due sprinter, adesso entrambi a quota due successi in questo Giro 2016, per un verso o per l’altro non sono mai riusciti a confrontarsi direttamente. Oggi è stata una foratura a frustrare le speranze del velocista della Etixx – Quick Step, che tra l’altro in questa maniera ha dovuto marcare un sanguinoso zero nella classifica a punti, perdendo la maglia rossa a favore proprio del vincitore odierno.

In ottica classifica generale, praticamente tutto invariato, con i big che hanno controllato la situazione evitando rischi. Da segnalare però il buco accusato nell’ultimo chilometro da Esteban Chaves, che ha perso nove secondi rispetto ai rivali principali. Potrebbero essere nulla, ma chissà che a Torino non abbiano il loro peso. Meritevoli di menzione sono i fuggitivi di giornata, che hanno animato la frazione per tutta la sua durata. Giulio Ciccone, Axel Domont, Ilya Koshevoy, Stefan Denifl, Daniel Martinez e Stefan Kueng sono andati in avanscoperta subito dopo il Gpm delle Svolte di Pepoli, nel quale c’era stata battaglia tanto che molti sprinter erano rimasti attardati. L’ultimo ad arrendersi è stato Kueng, l’ex campione del mondo dell’inseguimento che nel finale ha da solo resistito al ritorno di un gruppo scatenato, lanciato dal vento a favore e dalla leggera pendenza della discesa oltre i 60 orari. Tra l’altro l’elvetico era stato il primo ad attaccare anche sulla salita iniziale di seconda categoria, sulla quale era passato in quarta posizione il vincitore di Roccaraso Tim Wellens, che in questa maniera ha strappato la maglia azzurra a Damiano Cunego. Da ricordare anche la brutta caduta di Javi Moreno, che ha riportato la frattura della clavicola dovendo ritirarsi. Una grave perdita per Valverde che deve rinunciare a un prezioso compagno di squadra.

Per Foligno è stata una grande festa popolare, tanta gente sulle strade all’arrivo e al villaggio allestito in Piazza San Domenico. Presenti sul podio tra gli altri per la premiazione il sindaco e presidente della provincia di Perugia Nando Mismetti, la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, il presidente del Coni regionale Domenico Ignozza e il presidente del Comitato Regionale della Federciclismo Carlo Roscini. Domani si ripartirà ancora da qui per risalire tutta l’Umbria, passando per Assisi e poi seguendo il percorso del Tevere dal settore nord del comune di Perugia fino a Umbertide (dove i corridori affronteranno il primo traguardo volante) e poi a Città di Castello. Da qui si punterà su Monterchi (rifornimento) per entrare in Toscana dove la frazione vedrà i suoi momenti decisivi, con lo strappo della Ruga di San Martino ad Anghiari, il Valico della Scheggia, lo sterrato dell’Alpe di Poti e infine il suggestivo e difficile arrivo presso il Duomo di Arezzo.

A breve la foto gallery della giornata rosa