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Treofan al capolinea, il liquidatore conferma: licenziamento per tutti i 150 lavoratori

Economia ed Imprese Terni

Treofan al capolinea, il liquidatore conferma: licenziamento per tutti i 150 lavoratori

Redazione economia
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TERNI – Adesso è purtroppo ufficiale: sono partite le lettere di licenziamento per tutti e 150 i lavoratori della Treofan. La Jindal, multinazionale indiana proprietaria dello stabilimento non ha voluto sentire ragioni, nè ha ascoltato gli appelli del Governo: dopo Battipaglia, chiude anche Terni, tutti a casa i lavoratori, che stamattina si  sono ritrovati in un triste presidio davanti alla portineria del polo chimico in piazzale Donegani. Domattina nuova iniziativa, la prima di molte altre annunciate.

Inqualificabile. “Un atteggiamento inqualificabile quello del gruppo Jindal – sottolinea il componente della segretaria nazionale dell’Ugl Chimici, Enzo Valente – contro il quale siamo pronti a dare battaglia. Il liquidatore ha confermato l’imminente apertura della procedura di mobilità, il licenziamento dell’organico dipendente, presentandosi nel peggiore dei modi, senza tenere minimamente in considerazione gli inviti fatti nelle ore precedenti da parte del Governo. Un atteggiamento arrogante e presuntuoso in linea con quello della proprietà della Treofan che, dopo aver incassato i fondi italiani, chiude gli stabilimenti delocalizzando la produzione. Nessuna preoccupazione nei confronti del futuro dei lavoratori è stata mostrata così come la non curanza verso le istituzioni italiane dal Governo, alla Regione Umbria fino al Comune di Terni, alle quali chiediamo di fare squadra e stringersi attorno alla vertenza”.

“Ci sono 75 giorni per trovare una soluzione industriale che possa dare continuità produttiva ad uno dei siti industriali storici della chimica europea finito, purtroppo, nelle mani di spregiudicati imprenditori stranieri. Come organizzazione sindacale – sottolinea Valente – chiediamo al liquidatore di convincere la proprietà ad agevolare un percorso di continuità produttiva. Se così non fosse, pretendiamo che Jindal copra costi di bonifica dell’area pagando a caro prezzo la scelta scellerata”.

Diffida. Regione, Comune di Terni e segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno inviato una lettera di diffida alla Treofan Italy. A firmare l’atto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, il sindaco Leonardo Latini e i segretari delle tre organizzazioni, Sergio Cardinali, Lorenzo Zoli e Venere Balla.

“L’attuale situazione dello stabilimento di Terni della Treofan Italy srl – scrivono i sottoscrittori dell’atto -, contraddistinta da profonde criticità, determinate da scelte della proprietà in palese contrasto con le potenzialità produttive e del mercato, trae origine, a nostro avviso, da un disegno preordinato di dismissione del sito, da oggettive inadempienze contrattuali e degli impegni assunti, da atti in contrasto con la ratio di normative che hanno consentito l’acquisizione di rilevanti contributi”.
Dopo avere ripercorso il processo che ha portato al ridimensionamento produttivo del sito, istituzioni e sindacati invitano la società “a dare puntuale seguito agli impegni assunti, revocando con immediatezza ogni atto in contrasto con gli stessi”.
Intanto i parlamentari della Lega Umbria annunciano che chiederanno al ministero dello Sviluppo economico “di convocare in via d’urgenza il tavolo Treofan” e di “riferire su tutte le azioni di contrasto alle scelte della multinazionale che erano state annunciate”.

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