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Futuro lavoratori ex Fcu, Chianella: “Solo chi lo vorrà diventerà autista”

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Futuro lavoratori ex Fcu, Chianella: “Solo chi lo vorrà diventerà autista”

Redazione
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PERUGIA – i consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini e Emanuele Fiorini, nella corso della seduta del 12 settembre, hanno interrogato l’assessore Giuseppe Chianella per “conoscere il futuro lavorativo dei dipendenti di Ex Fcu, nel periodo in cui sarà chiusa la linea ferroviaria che collega Sansepolcro a Terni”.

Allarme “Dopo 102 anni da quando fu aperto il tratto Terni-Umbertide con trazione a vapore – ha ricordato Mancini – La Ferrovia centrale umbra è stata chiusa e, a oggi, non si conoscono i tempi di riapertura della tratta, con 84 dipendenti tra macchinisti e capitreno che non conoscono il proprio futuro lavorativo, un’ipotesi che poteva essere scongiurata se prima fossero stati fatti gli investimenti per i lavori necessari, come hanno ricordato anche le associazioni sindacali a sostegno dei lavoratori. Poi si legge sui giornali che i lavoratori sarebbero stati invitati a cambiare lavoro e a riqualificarsi, quando dovrebbero riqualificarsi gli amministratori, visto il pessimo servizio imputabile alla macchina politica con una visione dei trasporti completamente assente”.

Ipotesi fantasiose L’assessore Chianella ha risposto che “le ipotesi fantasiose sul futuro dei lavoratori comparse sulla stampa sono prive di alcun fondamento. Abbiamo chiesto alle aziende di trasporto interessate quali situazioni si stanno determinando e abbiamo appreso che ci sono state diverse riunioni con i sindacati. Non ci risulta che ci saranno problemi per i lavoratori, salvo 34 ricollocazioni temporanee, in attesa della riapertura, che riguarderanno attività che cambieranno di poco le mansioni degli stessi lavoratori, come la verifica sui titoli di viaggio nei servizi sostitutivi su gomma per Trenitalia. Da ultimo, soltanto per chi lo vorrà, ci sarà la possibilità di diventare autista”.

Replica Nella replica conclusiva, Mancini si è dichiarato “insoddisfatto della risposta dell’assessore, che dovrebbe chiedersi le ragioni per cui si è arrivati all’interruzione di uno storico servizio per la collettività e che in precedenza ha sempre dichiarato cose ben diverse, come l’assicurazione fornita al sottoscritto e al consigliere Chiacchieroni, in un atto congiunto che presentammo qualche tempo fa, che la chiusura sarebbe stata scongiurata o che gli investimenti fatti avrebbero consentito la riapertura del tratto di Ponte san Giovanni in settembre. Ma, nonostante gli investimenti, oggi siamo arrivati alla chiusura della ferrovia”.

Conferenza presidio di M5s Una conferenza stampa-presidio sulla chiusura della ex Fcu, promossa dal M5S Umbria e avrà luogo oggi, nella stazione di Ponte San Giovanni alle ore 19.30. “Il combinato disposto di sprechi ed estesa incompetenza politico-amministrativa – spiegano Liberati e e Carbonari – giunge a un esito disastroso: la totale chiusura della ex Ferrovia Centrale Umbra, dopo 102 anni di onorato servizio. E l’Umbria continua a perdere chances, collegamenti e qualità di vita. Evidenziamo l’assoluta drammaticità di un momento che sarà ricordato a lungo: non ci sono giustificazioni per un’interruzione di servizio che rischia di trasformare in ramo secco una ferrovia che sta morendo. Per questo come eletti del M5S a ogni livello, dai parlamentari Laura Agea e Stefano Lucidi, ai consiglieri comunali e regionali abbiamo organizzato questa iniziativa”. “Nel salutare mestamente l’ultimo treno per Terni (alle 19.40) e per Castello-Sansepolcro (alle 20.10) – concludono Liberati e Carbonari – illustreremo nel dettaglio come e perché si sia giunti a tanto. E quali siano le effettive possibilità di recupero e riapertura, mentre tutt’attorno e nei nostri centri urbani già si allunga la coda di fumosi autobus e mezzi privati, in corsa per l’accaparramento di un’utenza, di una cittadinanza sempre più stanca, demotivata, persino spogliata di servizi essenziali che, costruiti col generoso sacrificio dei nostri avi e poi fruiti da generazioni di umbri, sono stati infine demoliti da una classe dirigente di autentici inetti”.

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